Perché uno scrittore dovrebbe aprire un blog?

Perché mai uno scrittore dovrebbe aprire un blog? Questa è la risposta inconsapevole di molti scrittori che mi contattano per motivi professionali:

Perché dovrei aprire un blog? Sono uno scrittore, non un blogger!

Che strano Paese è l’Italia. Un Paese (badate bene, siamo quasi gli unici che fanno un ragionamento di questo tipo) in cui tutti aprono un blog, dal macellaio sotto casa al tabaccaio, ma no, lo scrittore no, “Perché lui scrive, non blogga”.

Da cosa dipende un atteggiamento di questo tipo? Non è questo lo spazio per approfondimenti di tipo antropologico sulla classe intellettuale italiana. Quello che, però, può essere detto, è che le cause sono un insieme di snobismo e provincialismo.

Perché? Perché da un lato vi è la convinzione per cui i pensieri dello scrittore, di tutti gli scrittori (anche dell’amico sotto casa, ce l’abbiamo tutti, che ha il suo romanzo nel cassetto e che, pur essendo un capolavoro, non lo vuole far leggere a nessuno), sono troppo elevati per essere condivisi con la massa (che poi saremmo noi).

Vi è, però, anche un provincialismo e un’arretratezza culturale da cui dipende il rifiuto di Internet e degli strumenti che il Web oggi ci mette a disposizione.

Ricordate il dibattito di qualche anno fa sugli eBook? Un dibattito surreale. Si crearono scuole di pensiero, fazioni pro o contro gli eBook.

Ragioniamo un attimo insieme. Di cosa si stava parlando? Di un formato, cioè di uno strumento. A mia memoria, non ricordo che una cosa del genere si sia verificata in altri campi. Non ricordo schieramenti a favore o contro i compact disc o i televisori al plasma.

Perché lo scrittore sta rinunciando al suo ruolo sociale?
La questione essenziale è un’altra. Perché lo scrittore sta rinunciando al suo ruolo sociale? Perché rinuncia a promuovere le sue idee e i suoi pensieri (qualsiasi cosa egli scriva)? Perché è tornato a rintanarsi nella sua torre d’avorio, rinunciando a uno strumento di promozione delle sue idee… come Internet?

Naturalmente, non vi è solo questa categoria di scrittori. Ve n’è anche un’altra. Quella che afferma di aver compreso l’importanza di Internet, ma che per l’editoria non funziona. Quando ascolto queste affermazioni di principio, sono spinto dalla curiosità, e mi metto a indagare quali sarebbero le strategie di promozione che non funzionano di questi scrittori.

Nella maggior parte dei casi trovo: blog improponibili (di solito con dominio e spazio web gratis), colori messi a caso, senza neanche un’immagine del proprio libro o una sezione “Contatti”. Per non parlare della “strategia” sui social network: immagini sfocate, foto del gatto, link (a volte al limite dello spam) soltanto alla loro pagina di vendita su Amazon e poco altro.

Beh… ragazzi miei, mi verrebbe da dirvi, ma cosa pretendete? Come vi sentireste se entraste in una libreria, tutta sfasciata, sporca e con il libraio che neanche vi risponde? Sareste portati a comprare un libro o scappereste in cerca di una libreria accogliente, bella e con un libraio gentile? Voi fate parte della prima categoria, non della seconda. E questo non deve sorprendervi.

Volete fare della scrittura il vostro lavoro?
Volete cambiare quest’atteggiamento? Volete iniziare a vivere con ciò che vi piace veramente fare? Volete fare della scrittura il vostro lavoro? Beh, non serve una grande casa editrice alle spalle, e neppure grandi budget da investire, ma più semplicemente serve il Web… e i mezzi che ci mette a disposizione.

Ma parliamo solo del blog. È uno strumento indispensabile per un’efficace strategia di comunicazione.

Contrariamente a ciò che è stato fatto negli anni scorsi, il blog non è un diario personale. O meglio, può anche esserlo, ma non ci interessa dal nostro punto di vista. Quello che ci interessa è la sua “attitudine” comunicativa e di “business”.

Il blog deve essere lo strumento base (insieme all’email marketing) della tua strategia di comunicazione.

Immaginiamo che tu sia uno scrittore di “gialli” . Hai già la tua “nicchia”. Sul tuo blog potresti scrivere articoli sui “libri gialli consigliati” (non avere mai paura di fare pubblicità a un altro scrittore, vedrai che anche lui farà lo stesso con te), su film tratti da libri gialli, su libri gialli presi da casi di cronaca. E molto altro ancora, l’unico limite sarà la tua immaginazione.

Se invece, al contrario, hai scritto libri di narrativa, di filosofia, di questioni sociali, di politica… cosa fare? Anche qui, potresti aprire un blog per ogni singolo argomento, ma sarebbe molto impegnativo e forse non avresti più il tempo di scrivere libri (ed è quello che vuoi fare nella vita, o sbaglio?).

Io ti consiglio in questo caso (e solo in questo) di incentrare il blog sul tuo “Personal Branding”, cioè di fare di te stesso una nicchia. In questo caso, infatti, i lettori non seguirebbero il tuo blog per l’argomento di cui tratti e di cui sei esperto, ma per sentire la tua opinione su svariati argomenti, sapere a quali eventi sarai presente, capire qual è la tua posizione su un tema all’ordine del giorno.

Devi però capire che un blog di questo tipo sarà molto più complicato da gestire e i risultati li potrai avere solo a medio/lungo termine.

Qualunque sia la scelta, senza un blog sul web non esisti. Cerco di spiegarmi meglio. Senza un blog:

  • non potrai avere una mailing list (dove pensi di raccogliere le mail dei tuoi potenziali lettori?)
  • non avrai contenuti di valore e non potrai comunicare con gli iscritti della tua lista
  • non potrai far capire ai tuoi potenziali lettori perché acquistare il tuo libro
  • non potrai accrescere i tuoi seguaci sui profili sociali (seguaci che siano reali, e cioè che ti vogliano seguire su Facebook o Twitter per avere subito i tuoi aggiornamenti o sapere ciò che scrivi e pensi).

Insomma, solo con un blog potrai:

  • comunicare con i tuoi potenziali lettori ed essere visto come un esperto (qualunque sia l’argomento dei tuoi libri)
  • aumentare la tua visibilità e, di conseguenza, le vendite dei tuoi libri

Naturalmente, tutto questo non basta. Perché un blog per essere vivo, deve avere dei lettori. A questo proposito ho scritto un eBook gratuito su come aumentare i visitatori del tuo blog in 5 passi. Leggilo e fammi sapere cosa ne pensi.

Qui, però, ti voglio suggerire 5 strategie per avere visite immediate senza spendere un euro. Il traffico, insomma, non sarà per te un più un problema:

  • Ottimizza il tuo articolo. Cerca di renderlo “simpatico a Google”, di arrivare con la tua parola chiave nella prima pagina dei motori di ricerca. Servono alcuni elementi e, se utilizzi WordPress, ti basterà scaricare il plugin Seo by Yoast e seguire le sue linee guida.
  • Scrivi Guest Post. Cos’è un Guest Post? Quello che stai leggendo in questo momento. Cerca di entrare in contatto con “Influencer” della tua nicchia e chiedigli di scrivere un articolo per loro. All’interno dell’articolo, o nella descrizione, vi sarà il link al tuo sito (non alla Home Page, mi raccomando, ma dove gli utenti potranno inserire la loro mail e iscriversi alla tua mailing list). In questo modo tu “ruberai” il traffico a un blogger che, magari, ha migliaia di visite al giorno e lui avrà un articolo di valore sul suo blog (cerca di scrivere il miglior articolo possibile).
  • Scrivi Mention Post. Anche con questa strategia “ruberai” il traffico a influencer più noti di te. Cosa devi fare? Scrivi un articolo, senza essere inutilmente polemico mi raccomando, in cui citi una presa di posizione di un blogger noto della tua nicchia ed esprimi la tua opinione. Cerca di citare un articolo che ha avuto molti commenti e condivisioni e poi comunicalo all’influencer inviandogli una mail (se è pubblica) oppure tramite i social network.
  • Scrivi Network Post. Questa strategia ti consiglio di utilizzarla quando sei già mediamente conosciuto (quindi quando hai scritto almeno dieci Guest Post). Contatta i blogger più importanti della tua nicchia (dieci,  cinquanta, cento, quanti ne vuoi ) e chiedigli di rispondere a una domanda su un argomento specifico. Nel mio settore, il web marketing, ad esempio, potrei contattare i cinquanta blogger più importanti e mandargli una mail del tipo Ciao, sto scrivendo un articolo che raccoglie le opinioni dei più importanti Internet Marketer Italiani. Dovresti rispondere a questa domanda: «Quali sono le tue cinque strategie per la pubblicità su Facebook?».
  • Interviste e Webinar. L’ultima strategia che ti consiglio per aumentare le visite sul tuo blog e la tua visibilità è quella delle interviste e dei Webinar dal vivo. Questa strategia è molto simile alle precedenti. Contatta un influencer della tua nicchia e chiedigli di concederti un’intervista (perché ti dovrebbe dire di no?) e poi pubblicala sul tuo blog. Inviagli, quindi, una mail pregandolo di comunicarlo ai contatti della sua mailing list, sui social network e sul suo blog. Il Webinar è, sostanzialmente, un’intervista dal vivo. Crea una pagina sul tuo blog per iscriversi al Webinar (in questo modo aumenterai anche la tua lista) e chiedi all’intervistato di invitare anche i suoi contatti a iscriversi al webinar.

Quali strategie adotterai tra quelle che ti ho consigliato? Lasciami un commento e fammi sapere cosa ne pensi.

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L'autore del post

Rodolfo Monacelli

Sono WebMarketer e Blogger. Mi occupo di procurare visibilità e aumentare i profitti a scrittori e a piccole case editrici attraverso Internet. Fondatore nel 2015 di www.vendereunlibro.com. Seguimi e scopri come usare la comunicazione su Internet per vendere il tuo libro.

Comments 11

  1. Sono basita. Un articolo fantastico. È chiaro che mi ci vorrà un po’ per assimilare tutti i dati, e sicuramente me lo dovrò rileggere quelle settordici volte, ma la cosa che mi dà conforto (oltre alla reale possibilità di implementare, con le tue dritte, la mia attività di scrittrice) è il prendere atto che non appartengo a quella categoria snob e provinciale che delinei in apertura, motivo per cui i miei goffi e a volte risibili tentativi di fare dell’infomarketing trovano oggi ( dopo quest’articolo) un loro degno motivo di essere e assoluta legittimazione :-). Grazie per avermi cavato fuori dall’elite degli intellettuali intellettualoidi, Rodolfo. Ora sì che posso continuare a fare cazzate senza sentirmi in colpa. Ti voglio bene!

  2. Ciao Carlo,
    corro subito a scaricare la tua risorsa, ma primo devo dirti una cosa: per me che ho la fortuna di seguirti da un pò … sono cose ormai conosciute, ma tu raggruppi le strategie e le mostri tutte assieme in modo organico ! Questo FA LA DIFFERENZA !
    Grazie
    Stefano

    1. Post
      Author
  3. Grazie Rodolfo per questo articolo. Mi hai fatto sorridere, facendomi ricordare il mio primo blog che era proprio come l’hai descritto te. Insomma, sfasciato e inutile! Credo che tu abbia scritto nozioni molto importanti e utili per chi, come me, sta iniziando VERAMENTE questo lavoro.

    Non mi è del tutto chiara la parte sui Mention Post. Correggimi se sbaglio: io scrivo un post su un argomento trattato anche da un altro blogger, inserendo nel mio post il link al suo articolo. Poi devo “avvisare” il blogger che ho pubblicato questo articolo. Giusto?
    Grazie ancora!!!!
    Marco

  4. Marco ovviamente bisogna sempre fare queste operazioni a ragion veduta e non “ad minchiam” (cit. Franco Scoglio) o, meglio, dando reale valore al lettore. Va, quindi, fatto soltanto quando vuoi esprimere il tuo parere su un argomento su cui hai veramente qualcosa da dire e che, magari, possa aprire un dibattito.

    Ciao.

    1. Mi fa piacere Andrea. Se lo provi ricordati di comunicarmi i risultati che hai ottenuto. Ma hai ragione la tecnica del Network Post è potentissima ;)

  5. Grazie per le dritte, Rodolfo . Sono cose importanti per noi scrittori, soprattutto se in erba come il sottoscritto. Inizierò a seguirti. Comunque spero di riuscire a creare un blog e a gestirlo come si deve. Questa è la mia intenzione e preoccupazione. Grazie e continua così ;)

    1. Grazie Daniele. Spero di esserti stato d’aiuto. Seguimi e se hai bisogno di aiuto contattami senza problemi.

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