Controinformazione

Obbedienti e arrendevoli: tutto quello che gli italiani subiscono in silenzio

Carlo D'Angiò · 16 Feb 2022 · 8 min di lettura

Avete detto “non potranno chiuderci in casa più di qualche settimana”. Lo avete detto nei salotti di casa, in famiglia, mentre guardavate Conte che chiudeva il paese.

Pensavate a una misura urgente di un governo preso alla sprovvista che cercava in buona fede di tirare il fiato di fronte a qualcosa di sconosciuto.

“Si organizzeranno”, “faranno di certo quello che serve”, continuavate a raccontarvi in quel salotto di casa nella speranza di uscire dall’incubo nel giro di un mese o due.

Per questo cantavate dai balconi con striscioni e bandiere.

“Andrà tutto bene”, “ne usciremo migliori”, “torneremo più forti”, ne avete dette e gridate di tutti i tipi.

Ma non era così. Avete appreso sulla vostra pelle, infatti, che non era tanto una misura urgente, ma un metodo di governo sperimentale che non ha più smesso di torturare gli italiani, come scrisse il Washington Post l’anno dopo. Una forma di autoritarismo che basa la sua ragione di essere su un’emergenza dal sapore dolce per chi la esercita, ma amaro e sfiancante per chi la subisce.

Vi hanno preso in giro, mentre eravate buoni e obbedienti.

Lo Stato di emergenza

Avete pensato che non avrebbero potuto prorogare lo stato di emergenza oltre il limite consentito dalle norme. Ne avete parlato nei salotti di casa, in famiglia, ma anche al bar con gli amici, spingendovi persino ad arringare come avvocati esperti sulle norme della costituzione e sui trattati internazionali, chiedendovi come potessero giustificare certe scelte assurde nel confronto istituzionale con altri paesi. 

Ma anche qui siete stati delusi e presi in giro. Forse anche un po’ sorpresi, perché non avevate mai pensato ai nostri governanti come uomini capaci di agire in senso contrario alla volontà europea.

“Ce lo chiede l’Europa” è oramai un imbarazzante mantra politico per tutte le stagioni. Ma a quanto pare non vale per i diritti costituzionali cancellati in nome dell’emergenza. Cioè, nessuno al governo sembra preoccuparsi minimamente dei provvedimenti che firma in contrasto con ogni ordinamento esistente e con le più elementari regole di buon senso.

Anzi, sembrano essere diventati stranamente arroganti e impavidi, pronti a trasgredire e a infischiarsene a ogni decreto.

E anche questa volta, mentre eravate buoni e obbedienti, vi hanno preso in giro. Sullo stato di emergenza, poi, sono stati ancora più spavaldi, modificando la costituzione proprio per potersi consentire “stati di emergenza” ogni volta che lo riterranno utile. Nel silenzio mediatico più sconcertante.

La Mascherina

Vi hanno imposto la mascherina, il distanziamento, gli ospedali inaccessibili e imperscrutabili, i parchi chiusi, i bambini imbavagliati, le finestre aperte di inverno e un esercito di psicotici legittimati ad acuire l’apartheid con la neolingua dei media e l’effetto lucifero (simile all’esperimento carcerario di Stanford).

Avete appreso con i vostri occhi che la misura della mascherina e del distanziamento, nonostante tutte le limitazioni e i trattamenti imposti, non è mai diventata più blanda. Al contrario, avete assistito a un’intensificazione mostruosa del processo, con evidenti problemi di psicopatologia quotidiana diffusa.

Hanno continuato a prendervi in giro. E in cambio voi siete stati sempre più obbedienti e sottomessi. 

Il vaccino

Avete pensato che il vaccino fosse veramente un vaccino, ma non lo è mai stato. Non ha mai funzionato.

Avete persino creduto ai numeri di efficacia divulgati dall’industria farmaceutica – come se per l’acquaiolo non fosse fresca e buona la sua acqua – rifiutandovi di consultare altre fonti che arrivavano da scienziati e ricercatori indipendenti. 

Avete creduto che non ci fossero reazioni avverse, nonostante i danni e i decessi che hanno colpito impietosamente e inspiegabilmente le vostre famiglie e nonostante i numeri spaventosi di segnalazioni registrate solo passivamente.

L’obbligo vaccinale

Per voi era persino impensabile che qualcuno imponesse l’obbligo vaccinale. Nelle vostre arringhe da bar vi siete prodigati a spiegare perché non potevano farlo e non lo avrebbero fatto.

Poi, però, è arrivato l’obbligo vaccinale per le forze dell’ordine e per gli insegnanti (oggi, anche per i cinquantenni). E silenziosi, sottomessi e accondiscendenti avete obbedito ancora, rafforzando il convincimento nei governanti di potersi spingere a qualsiasi latitudine, senza colpo ferire.

Le dosi

Avete creduto che con due dosi potevate stare al sicuro. Anzi, avete sbandierato con fierezza il vostro ciclo vaccinale, senza neanche vergognarvi di una siffatta confessione. Ma avete cominciato a maturare qualche forma di pentimento quando vi siete accorti di essere più contagiosi dei non vaccinati.

C’è stato poi il tempo in cui, appurata l’inefficacia dei vaccini rispetto al contagio, avete cominciato a dire che almeno non andavate in ospedale. Ma ci siete andati lo stesso. E allora pensavate di essere protetti dalla forma grave, ma vi aggravavate lo stesso. E allora vi siete aggrappati al fatto di non andare in terapia intensiva. Ma le terapie intensive erano piene di vaccinati. E infine, ultimo baluardo del vostro incontenibile scientismo, avete gridato che almeno con il vaccino non si muore di covid. Ma siete morti ugualmente. 

Eppur si muore.

Non contenti, tuttavia, avete creduto di fare il vostro dovere e di sentirvi liberi dopo due dosi, ma avete scoperto che senza la terza siete come i no-vax. Ora si parla della quarta e persino di un richiamo annuale. 

La libertà

Avete pensato che con il vaccino avreste recuperato la libertà di movimento, ma vi hanno chiuso ugualmente in un recinto che sembra solo un po’ più largo di quello riservato ai dissidenti. Difatti, è molto più angusto e pericoloso.

I figli

Avete detto “non arriveranno a toccare i nostri figli”. Li hanno toccati, vaccinati e uccisi. E nulla, niente ha smosso i vostri sentimenti.

Il green pass

Avete creduto che il green pass fosse una misura sanitaria, ma era chiaro persino ai polli di allevamento che era una misura politica. Avete poi compreso e accettato che si trattava di un espediente disumano per costringere i dissidenti a vaccinarsi, ma eravate convinti che fosse solo un’extrema ratio del governo Draghi per raggiungere i numeri promessi al suo insediamento. 

Nessuno di voi poteva immaginare che alle scelleratezze istituzionali già compiute stessero per aggiungere delle vere e proprie aberrazioni di stampo dittatoriale. E così, nel silenzio della vostra svuotata natura umana, è arrivato il super green pass, una super cazzola di dimensioni gigantesche che schiaccia i diritti come mai era successo nella storia delle moderne democrazie.

E poi ancora l’obbligo per i cinquantenni, le multe, i licenziamenti…

La prossima tappa della psicosi

Ora, cominciano a paventare l’ipotesi di togliere i figli ai genitori che rifiutano di vaccinarli. È solo a livello di discussione mediatica. Ma quanto tempo è trascorso le altre volte perché un’idea stolta diventasse un decreto vincolante?

Sarebbe la più atroce e insopportabile delle misure politico-dittatoriale. Non fatico a immaginare i vostri commenti del tipo “non lo faranno, altrimenti sai che succede?”. 

Temo che anche questa volta non succederà proprio nulla. Come non è successo nulla in tutte le tappe vergognose di questa drammatica vicenda. Spero di sbagliarmi.

Mi chiedo, infatti, quando finirà quest’incubo e cosa debba veramente succedere perché gli italiani si sveglino una volta per tutte.

È tutto sbagliato

Un uccello nato in gabbia crede che volare sia una malattia

All’inizio, avevo solo bisogno di parlarne, di confrontarmi con i miei amici e lettori. Poi, però, mi sono accorto che il mio pensiero era ampiamente condiviso da persone che neanche conoscevo. Ho ricevuto migliaia di contatti e messaggi privati che mi ringraziavano per quello che stavo facendo, per i ragionamenti che proponevo, per le informazioni che offrivo. Ho visto medici che ripostavano i miei articoli, gruppi di discussione che mi taggavano, giornalisti non allineati che volevano conoscermi. Tutti impegnati come me in questa assurda battaglia di verità e buon senso che non sembra avere fine.

L’idea di questo pamphlet è nata dall’esigenza di raccogliere i migliori contenuti a tema sul mio profilo per metterli in bella copia e lasciare qualche traccia per i posteri.

Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Proprietario di questo sito e creatore di Carlissimo Me

19 anni di blogging e infomarketing. Decine di eBook scritti, venduti… e puntualmente scopiazzati da chi non ha più un’idea manco sotto tortura. Corsi che hanno generato milioni, e centinaia di webinar dove ho visto tutto: chi vola, chi si schianta, chi riappare anni dopo dicendo “avevi ragione tu”.

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1 commento

  1. Rosanna

    Situazione davvero aberrante e insostenibile, soprattutto per chi sente forte la sua natura di persona umana libera.

    Io credo invece che mentre il popolo mite continua a soffrire e subire, ignorantemente sottomesso e speranzoso che le cose in qualche modo migliorino, quella parte del popolo che ha rifiutato di accondiscendere a questa infamia sperimentale che puzza di politica cinese, tirerà fuori da questa morsa il popolo italico.

    Come sono i “POCHI” a decidere le sorti di un paese, così saranno i “pochi” determinati a difendere e mantenere la propria libertà a cambiarle.

    E se personaggi ignobili hanno voluto usare l’Italia come nazione pilota per asservire l’umanità, gli italici liberi daranno un segnale contrario che dimostri che la corda quando è troppo tirata, si spezza.

    È importante e fondamentale focalizzarsi sull’immagine di un popolo libero e prospero.

    Molti ignorano che il nemico fa leva sulla paura e su stati d’animo ansiosi e abbattuti per trasformate il suo infame disegno in realtà.

    Quindi assumiamo il giusto atteggiamento mentale e la giusta determinazione.

    perché al contrario di come molti pensano, è meglio vivere un giorno solo da uomo libero che una vita intera da schiavo.

    Buona vita Carlo.

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