Crescita personale

Membership: il meccanismo semplice dei 100.000 € all’anno

Carlo D'Angiò · 25 Feb 2022 · 5 min di lettura

Il meccanismo, sì, è semplice. Non tutto il resto. Ma è da qui che bisogna partire, dal meccanismo, per favorire la conoscenza di un modello che crea benessere economico e felicità personale.

Vorrei essere chiaro su questo punto: saper creare e gestire una o più membership online significa uscire dalla guerra della sopravvivenza quotidiana – che costringe molte persone a barcamenarsi in mille espedienti per sbarcare il lunario – per abbracciare un modello di vita e di impresa completamente diverso, più ricco, più gratificante, più sereno.

È un modello culturale, prima di essere un modello di business, e implica la consapevolezza di lavorare con un tipo di liquidità e “flussi di cassa garantiti” che altri modelli non hanno e non possono avere.

Tuttavia, non è un gioco da ragazzi. Anzi, è forse il modello di business più selettivo (in ingresso) che esista, perché mette fuori all’istante tutti coloro che non hanno nulla di significativo da offrire al mondo. Venditori di oggetti, costruttori di sistemi affiliativi, distributori di merce altrui, non sono tagliati per i contenuti che aggregano. 

Non è una colpa, naturalmente. È solo un dato di fatto. Ciascuno fa quello che può fare, ciò per cui si sente predisposto. I profeti fanno i profeti. I discepoli fanno i discepoli. E i mercanti nel tempio fanno i mercanti nel tempio.

La membership è cultura che parte dalla cultura, è valore che unisce, è forza magnetica che trasforma le folle in classi organizzate o gruppi di appartenenza. È qualcosa che pre-esiste ai siti e al prodotto, perché è insita nella natura di chi ne diventa il creatore.

La membership è cultura che parte dalla cultura

Ciò premesso, resta il fatto che il meccanismo è matematico, ovvero, funziona con fattori e moltiplicatori semplici da capire.

Un profitto di 100.000 € all’anno, per esempio, risulta difficile per chi misura le entrate con il tempo impiegato al lavoro. E per questo rinuncia all’idea. Smette cioè di generare pensieri organizzativi sull’argomento.

Ma se sganci il tempo dal lavoro, e metti su carta la matematica che porta a quel risultato, ti accorgi che forse non è proprio una missione impossibile e che con un po’ di preparazione puoi legittimamente ambire a un futuro di entrate che puntano ai 100 mila euro, per poi raggiungerli e superarli.

La matematica dei 100.000 €

Ci vuole una certa forma mentis per comprendere la semplicità di questo schema. E non tutti, evidentemente, sono predisposti a ricevere queste informazioni e a elaborarle in modo costruttivo, proprio perché manca la cultura della membership. Anzi, possiamo dire che al suo posto appare ingombrante la cultura industriale del tempo scambiato per la paga che impedisce alle persone di liberarsi delle catene e riprendere il controllo del proprio tempo e della propria vita.

Ma niente può rendere veramente difficile ciò che alla fine dei conti appare nella sua semplicità più disarmante, e cioè che 100.000,00 € sono il risultato di operazioni matematiche che variano a seconda della fattibilità di mercato in ipotesi del tipo:

  1. 10 clienti da 10.000 €/anno
  2. 100 clienti da 1.000 €/anno
  3. 1.000 clienti da 100 €/anno
  4. E così via

La prima ipotesi è per i mercati alto spendenti. Per quanto possa risultare incredibile agli occhi di chi vive un vita più normale, esistono molti settori di membership ad altissimo costo, dai country club esclusivi, tipo Mar-a-lago, dove la quota di ingresso è addirittura sui 200.000 $ l’anno, alla medicina di portineria (Concierge Medicine) , dove le persone pagano quote familiari da 5/10 mila $ all’anno per ricevere un’assistenza medica più esclusiva e senza code di attesa.

La seconda ipotesi, su cui vorrei soffermarmi, è quella più abbordabile per chiunque abbia del valore autentico da condividere attraverso una membership di contenuto.

Anche 1.000 si scompone

Il piano che porta ai 100.000 € all’anno è fatto di due operazioni matematiche. La prima che scompone il grande risultato in 100 clienti da 1.000 €. E la seconda che cerca di capire come rendere il prezzo della membership più amichevole anche per le fasce di reddito più normali.

In altre parole, se 100 clienti in un anno, ovvero 8/10 clienti al mese, rappresentano un numero davvero incoraggiante per chiunque, i 1.000 € del prezzo possono apparire come una cifra impegnativa che rallenta le acquisizioni.

Ma anche i 1.000 € possono essere scomposti. Come? Con la membership, ovvero, con una quota di abbonamento mensile di 83 €. Infatti:

1.000/12 = 83,33

Proviamo adesso a riconsiderare la questione in questa nuova prospettiva: dieci clienti al mese che sottoscrivono un piano di abbonamento da 80 € al mese.

Come vedi, il tempo scambiato per il tuo lavoro non ha niente a che vedere con questo modello. Ciò che normalmente appare difficilissimo, con uno schema del genere è davvero semplice immaginare come certi risultati possano essere raggiunti e poi superati.

Quello che è più difficile, invece, è organizzare un’offerta che agli occhi del giusto pubblico renda giusto anche il prezzo.

Trova una risposta a queste domande

Nel tuo settore di mercato, cosa rende sopportabile una spesa di 100 euro al mese? Per quale tipo di contenuto o servizio i tuoi clienti pagherebbero questa cifra, senza lamentarsi? Quale benefici devi raccogliere e offrire perché chiunque decida di sottoscrivere l’abbonamento possa pensare che alla fine sia un vero affare?

Se trovi una risposta a queste domande, hai trovato la risposta ai tuoi problemi finanziari.

Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Autore, consulente e progettista di offerte e sistemi commerciali

Online dal 2007 come autore, consulente e formatore, aiuta professionisti, consulenti e formatori a estrarre il valore dalla propria esperienza e trasformarlo in offerte ad alto valore e sistemi per portarle sul mercato e acquisire clienti. Il suo tratto distintivo è non fermarsi alla strategia: unisce intervista, scrittura, progettazione e realizzazione di libri, pagine, email, webinar, checkout, automazioni e campagne.

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