Controinformazione

Insegnanti come i tosaerba: sostituiti dal robot

Carlo D'Angiò · 25 Mag 2022 · 4 min di lettura

Quella degli insegnanti è una delle categorie di lavoratori più a rischio nei prossimi anni. Saranno presto eliminati e sostituiti dai robot, come un vecchio tosaerba rimpiazzato da quelli più moderni. Anche se loro neanche sembrano averlo ancora compreso.

È paradossale, infatti, come di fronte a un destino tanto certo quanto indecoroso e umiliante la risposta di questi professionisti sia di totale e silenzioso asservimento a quel sistema di riforme e stravolgimenti che li colpisce ogni giorno.

Già dalla riforma Renzi, il sistema scuola ha subìto un declino sostanziale e impressionate, sia sul piano tecnico e didattico, sia sul piano etico e umano. 

Devo resto, se l’analfabetismo funzionale in Italia rimane tra i più alti in Europa – e incredibilmente diffuso tra i giovani –, la cause vanno cercate unicamente in quella riforma e, prima ancora, nella logica di pensiero sottostante che oramai mostra tutti i suoi tratti, prima nascosti, di una devastazione progettata del vecchio modello a favore di qualcosa di sperimentale che risponde solo alla visione di chi la finanzia.

Dovrebbe essere chiaro, ma non lo è, che il mondo della scuola, e con esso quello degli insegnanti, viene deturpato anno dopo anno dalla visione folle non tanto dei politici e della loro acclarata incompetenza in quasi tutti i contesti socio-economici, quanto piuttosto da quella di pochi magnati e “filantropi” che dal 1990 (forse anche prima) a oggi stanno finanziando a suon di miliardi la distruzione del mondo come lo conosciamo.

In questa visione, paranoica e maniacale, gli insegnanti sono un ostacolo all’implementazione del “nuovo” mondo. E per questo vanno via via rimpiazzati da unità cibernetiche che semplicemente eseguono, senza anima, programmi codificati.

Chi li promuove, li sostiene. Non potrebbe essere diversamente. Guarda qui.

“È assolutamente chiaro che l’utilizzo e l’interazione con i robot, e in particolare con i robot umanoidi, durante le lezioni aiuta gli studenti ad espandere le proprie abilità, li motiva a un livello elevato e si divertono molto e apprezzano ciò che stanno imparando”.

Detlef Steppuhn, Erich-Gutenberg-Berufskolleg Colonia

Negli anni 2000, gli ingegneri della Tokyo University of Science hanno progettato Saya , un robot umanoide in grado di reagire al comportamento degli studenti in piena autonomia. Con la posizione umana, i lineamenti del viso emotivamente espressivi e le capacità di vocalizzazione, il robot potrebbe chiamare il ruolo, tenere una lezione e monitorare le azioni degli studenti. L’illusione era così impressionante che gli studenti delle scuole elementari potevano provare un vero senso di presenza nonostante le evidenti imperfezioni di Saya.

Un robot non discute, non si oppone, non protesta, non umanizza il dibattito, non trasmette conoscenze non richieste. Al contrario, favorisce la cancel culture più di quanto stiano già facendo a ogni livello i vari format culturali (che di culturale veramente non hanno più nulla).

L’ossessione di trasformare la fatina di una fiaba nel simbolo di un’ideologia, o quella di dover insegnare a tutti i costi la masturbazione e il sesso orale ai bambini di quinta elementare, dovrebbe mettere in allarme genitori, psicologi, pedagogisti e insegnanti. Ma non lo fa. E non si capisce perché.

Nella migliore delle ipotesi, lascia indifferenti. Nella peggiore, crea tifosi da stadio che con assoluta irrazionalità, ma con la spocchia di crede di sapere qualcosa, caldeggiano un modello del quale non hanno alcuna conoscenza tecno-pedagogica, ma solo un marchio ideologico che li erudisce, li ipnotizza e li allinea magneticamente alla visione calata dall’alto.

Gli insegnati – tranne rare e preziosissime eccezioni – hanno dimostrato a più riprese in questi ultimi due anni di scemenze pandemiche di non avere un grande acume critico, di non essere liberi pensatori e divulgatori di una conoscenza della libertà e della dignità umana, ma ancora di più di badare unicamente al proprio tornaconto: il posto, lo stipendio, il lavoro.

Quando un insegnante obbliga un bambino a indossare la mascherina in presenza di colui che la impone ma non la indossa, dimostra senza timore di smentite di non essere più all’altezza del suo ruolo. L’analfabetismo funzionale si diffonde tra i cattedratici più di quanto lo faccia tra i giovani.

Ce ne siamo accorti noi. Ma prima di noi se ne sono accorti i filantropi. Ed è per questo che li sostituiranno. Almeno, il robot non costa uno stipendio ogni mese.

Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Proprietario di questo sito e creatore di Carlissimo Me

19 anni di blogging e infomarketing. Decine di eBook scritti, venduti… e puntualmente scopiazzati da chi non ha più un’idea manco sotto tortura. Corsi che hanno generato milioni, e centinaia di webinar dove ho visto tutto: chi vola, chi si schianta, chi riappare anni dopo dicendo “avevi ragione tu”.

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3 Commenti

  1. Candida Toscano

    Non ho più parole, solo pensieri inquietanti sul prossimo futuro che ci spetta

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  2. Rosanna

    Ma insomma! quale scopo utile hanno per davvero questi robot!?

    Si ambisce al miglioramento progressivo di queste macchine per farle assomigliare sempre di più all’umano…
    Ma l’umano esiste già!

    L’umano deve interagire con la sua specie o perderà la sua umanità.

    Certo… mettere dentro una scuola dei robot significa non rischiare che qualcuno insegni quei valori che potrebbero minare un potere illegittimo, anche se oggi questo rischio sembra alquanto diminuito.

    Credo proprio che sia il caso di rivedere i criteri dell’istruzione.
    La formazione dell’insegnante deve essere resettata e riformata a un modello fondato su valori autentici.
    Non tutti sono adatti a questo scopo. Ci vuole una certa caratura, cosa diventata rara di questi tempi.

    Che i robot sostituiscano gli umani nei lavori ingrati e pericolosi va anche bene.

    Anzi direi che sarebbe il caso che i robot facessero tutti i lavori, tranne quelli in cui gli umani sono indispensabili, (come per l’appunto i casi in cui un umano deve interagire con la propria specie).

    I robot dovrebbero essere al servizio dell’umano e non sostituirlo e per giunta perfino asservirlo!

    Per fortuna che hanno un punto debole: vanno a corrente.

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  3. Rosanna

    … invece per quanto riguarda le nuove materie inserite nel programma scolastico che a mio avviso soddisfa solo la pedo pornografia … cosa aspettano i genitori a disiscrivere i loro bambini da questo mondezzaio!?

    Intanto bisognerebbe identificare chi ha partorito quest’idea malsana, catturarlo ed esporlo nella pubblica piazza per una lezione esemplare. Questo a monito per chi ha di queste tendenze perverse.

    A ruota devono seguire: chi ha promosso questo schifo proponendolo nelle scuole, gli editori che hanno accettato di stampare i libri da dare ai bambini e le fabbriche di peluche porno.

    Gli insegnanti poi che hanno accettato questo programma andrebbero licenziati in tronco, senza stipendio ne possibilità di esercitare in nessun contesto di istruzione, e carcerati.

    C’è proprio da fare un “ripulisti generale” di questa gentaglia che sta infangando la società.

    Sono disgustata e arrabbiata!

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