Quando si studiano i comportamenti del pubblico sulle pagine web, incluse quelle dei social media, vanno presi in considerazione decine di fattori: il device, l’orario, il luogo, il target, l’argomento etc.
Talvolta, l’indagine deve spingersi oltre le metriche di una piattaforma e giungere a considerare i trend come elementi di rafforzamento o disturbo degli obiettivi.
Un analista attento sa che deve prima di tutto osservare se stesso nell’uso di strumenti, pagine web e social media. Del resto, ogni indagine parte da un’intuizione. E le intuizioni sono percezioni che si attivano durante l’esperienza. Non intuisci che un ingrediente può migliorare il sapore di un piatto se non sei alle prese con la preparazione o la degustazione di quel piatto.
La mia esperienza con i reels di Facebook mi offre la visione nitida di uno scenario in cui le ADS di Facebook, o almeno quelle di un certo tipo, sono destinate a morire nel giro di poco tempo.
Escluderei l’idea che Facebook (o Meta) non abbia preso in esame questa possibilità. Sono più convinto invece che stia portando avanti una sorta di politica epurativa del suo portfolio di inserzionisti.
Questo aggiungerebbe un punto di chiarezza al fenomeno bizzarro della chiusura incessante di account pubblicitari che senza alcuna vera violazione si ritrovano giù dal carrozzone per ragioni infondate e incredibilmente incontestabili.
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Anche Ceres, la famosa azienda che produce birra, pochi giorni fa è stata vittima dell’impietosa censura di Facebook.

Ma questo è un altro discorso.
Riguardo ai reels, invece, c’è la possibilità che non aiutino le sponsorizzate. Al contrario, le rendono completamente invisibili e inefficaci. Per gli inserzionisti, questo significa spendere sempre più soldi per avere in cambio risultati sempre più scarsi.
Quanto può durare un meccanismo di questo tipo?
Ma cerchiamo di capire meglio di cosa sto parlando. Vediamo cosa è successo durante la mia esperienza e perché ne ho dedotto questo scenario.
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Carlo attendevo di leggere questa tua riflessione, figlia del tuo notevole background di professionista del settore.
Io, per una differente storia personale, ho uno sguardo diverso e mi pongo sempre il dubbio se le mie considerazioni non siano altro che la conseguenza della mia cultura anagrafica.
Pure io mi trovo sbattuti in faccia questi filmatini che, non lo dico per spocchia, trovo per nulla attrattivi ma anzi sostanzialmente irritanti.
Mi fanno l’impressione di quella roba tipo cinepanettone o comicità televisiva.
Capisco quindi che per la massa siano stimolo alla curiosità ma non mi tolgo, non riesco a farlo, dalla testa che siano strumenti d’ingegneria sociale come la pillola di Maccio Capatonda: “Hai presente quella storia che noi usiamo il 10% del cervello? Con questa ne usi solo il 2!”.
Ma noi siamo complottisti, questo si sa…
Dopo aver letto questo articolo, mi sono ricordata che questa cosa dei Reels c’era anche su MeWe.
Ora pare che sia stata tolta…
Sembravano gif ma erano talmente brevi e veloci che non si faceva in tempo a leggere.
Molto fastidioso. Non ne ho mai capito l’utilità!