Non erano terroristi o criminali. Erano persone comuni che conducevano una vita semplice con i loro problemi quotidiani di carriera, bollette, acciacchi, famiglia, figli, scuola, stress e così via.
Eppure, a un certo punto, sono stati incredibilmente presi di mira dalla più compatta e potente campagna di odio che la storia degli ultimi anni abbia mai conosciuto.
Sono rimasti in pochi. E sono conosciuti con il nome di no-vax: i più odiati di sempre, quelli che tutti hanno cercato di abbattere, ma la cui perseveranza ha permesso a molti di capire dove stavano sbagliando, e perché.
L’odio per i no-vax si sta attenuando
Oggi, si ha la sensazione che abbiano un po’ mollato la presa. Si parla d’altro. C’è la guerra che appassiona il mainstream italiano. E la gente, piano piano, forse, riesce persino a togliersi quel bavaglio insulso e stupido con cui ancora si accompagna in giro per le strade infuocate dalle temperature estive.
Speriamo solo che qualcuno liberi presto quei poveri bambini dalla scemenza delle mascherine.
La massa irrazionale
La massa però ha confermato di essere completamente irrazionale e manipolabile. E quando parlo di massa intendo tutti: giornalisti, politici, medici, farmacisti, professori universitari, uomini e donne dello spettacolo, attori, sportivi, impiegati del catasto, salumieri, poliziotti, imprenditori, professionisti, formatori, influencer.
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La massa non è qualcosa di lontano da noi. La massa comincia nella stanza in cui viviamo, tra i nostri parenti e amici, tra vicini e colleghi, e si espande fin dove l’ipnosi mediatica riesce a gettare la sua ombra.
E nei due anni che sono appena trascorsi si è allineata in tutto e per tutto alle indicazioni, seppure assurde e sconclusionate, del mainstream.
Ha prodotto autocertificazioni, quando le veniva chiesto di farlo. Hai poi chiuso locali e attività. Ha distanziato, separandoli, nipoti dai nonni, figli dai genitori, fratelli da sorelle. Ha prontamente odiato con tutta la sua forza viscerale, quando le è stato chiesto di odiare. Ha tenuto fuori i pensionati dagli uffici postali e i malati dagli ospedali. Ha sospeso insegnanti, militari, forze dell’ordine, lavoratori con figli a carico. Non ha avuto pietà di niente e di nessuno.
Con il covid ci sono voluti pochi mesi per passare dall’idea che “insieme ne usciremo più forti” a quella di augurare una morte atroce a chiunque rifiutasse la somministrazione del vaccino.
Oggi, senza lo stillicidio televisivo, semplicemente si disperde nella routine. E quindi affievolisce il suo odio che rimane, tuttavia, latente.
Anche se a dire il vero c’è un fenomeno che in molti hanno notato: sembra che questa pausa o rallentamento dalle scemenze pandemiche abbia dato il tempo a qualcuno di riflettere su tutto quello che realmente sta succedendo.
I nodi che vengono al pettine
I morti da malore improvviso sono una caterva incalcolabile. Un numero spropositato, se messo al confronto con anni precedenti. Una vera strage a cielo aperto. Se ne sono accorti anche quelli del mainstream. Giovani, meno giovani, sportivi e non, tutti improvvisamente si accasciano, e muoiono.

Quello che sappiamo oggi sul covid e sui vaccini, grazie agli studi più recenti, è una drammatica conferma di quanto abbiamo sempre sostenuto. Dal pangolino in avanti, tutto ciò che è stato raccontato dai giornali e in televisione e poi ripreso acriticamente da medici, ospedali e politici, corrisponde a una colossale menzogna.
Le cure ci sono sempre state, ma le istituzioni hanno deciso di applicare il protocollo della morte. Il vaccino era inefficace, inutile e pericoloso, e ora i dati lo confermano. Le misure anti-covid non sono servite a nulla. Hanno solo devastato l’economia di una nazione. Il green pass era e rimane una misura nazista che non ha alcuna vera ragione sanitaria per esistere, visto che i vaccinati sono più contagiosi dei non vaccinati.
Insomma, sono talmente tanti e allineati i nodi che stanno venendo al pettine che si preferisce non parlarne. Nessuno affronta più l’argomento alla luce dei fatti più recenti. Persino i politici cambiano strada. Eppure, tutti noi ricordiamo Gasparri (solo un esempio tra i tanti, sia chiaro) e la sua abnegazione nel fomentare odio e disprezzo nei confronti dei no-vax.
Perché ora nessuno parla di questo nuovo scenario?
Per tante ragioni. Intanto, l’attenzione dei capidecina del mainstream è tutta rivolta alla guerra. E questo sottrae al glossario degli utili idioti quella necessaria fornitura di frasi fatte e ragionamenti astrusi con cui si davano forza ai tempi della ghettizzazione e dell’odio sociale.
Poi, c’è un insopportabile imbarazzo. Del resto, non è facile per un collaborazionista – che nei mesi più caldi ha odiato come se non ci fosse un domani – aprire l’argomento. Significherebbe accreditare ciò che l’odiato no-vax aveva sostenuto prima che i dati emergessero con tanta prepotenza. E ciò implicherebbe una riduzione spaventosa del proprio senso di efficacia.
Ai collaborazionisti non redenti conviene rimanere nella prigione mentale che si sono costruiti. Uscirne, e guardare in faccia alla realtà, significa morire dentro, auto-annullarsi. Perché nessuno sano di mente che si risveglia può rimanere in equilibrio, dopo aver odiato, schernito, deriso e dileggiato quelli che semplicemente dicevano ciò che lui oggi sta cominciando a comprendere.
Attenzione: subire una frode non è una colpa. E se le istituzioni ti inducono all’errore, hai molte buone ragioni per chiedere scusa e rivedere la tua posizione su tutta questa storia. Ma quando mezzo mondo, inclusi i tuoi amici e familiari, ti sta dicendo che qualcosa non torna, che forse dovresti andarci con i piedi di piombo, e nel contempo ti offre studi, ricerche, pareri di scienziati indipendenti, materiale da leggere per capire, ma tu ignori tutto questo, limitandoti a seguire la corrente del mainstream, ci vuole una grande maturità – anche se non vedo alternative – per dire Signori, siamo stati presi in giro, e chiediamo scusa. Ora, uniamo le nostre forze, affinché non succeda ancora, e per liberare i nostri figli.
Le scuse dei collaborazioniste presto o tardi arriveranno. Forse, non tutti lo faranno. Ma non può regnare per sempre il silenzio su questa tragedia immane che va avanti da troppo tempo.
Non odio. Non fingo. Non perdono
Il punto è che secondo me non può esserci il perdono. E spiego perché.
Non è una questione di odio. Io non odio i miei parenti o amici che si sono vaccinati. E neanche quelli che dopo l’esasperazione vaccinale del periodo caldo hanno deciso di uscire dalle nostre vite, di chiudere i rapporti, e di allontanarsi completamente.
Ci sono delle buone ragioni in tutto questo per avere qualche risentimento, ma io, nonostante tutto, non ne ho. E sono sincero.
Ma non posso più frequentare qualcuno che non ha le capacità minime di giudizio. Chi non sa badare a se stesso e agli altri, chi con le sue scelte rischia di compromettere la mia sicurezza o quella dei miei cari, chi ha dimostrato di non saper distinguere l’evidenza dalle menzogne, odiando senza tregua sotto l’ipnosi del mainstream, non è persona con cui voglio trascorrere il mio tempo. Neanche 10 minuti.
Io non odio queste persone. Anzi, provo per loro una pena infinita. Ma non possono far parte della mia vita. Sarebbero un disastro. E i disastri non aiutano a crescere.
E allora perché non perdonare? Perché il perdono non è banalmente una scelta di non belligeranza. Non si tratta solo di deporre l’ascia e cancellare il risentimento. Si tratta anche di fiducia, di apertura, di convivenza serena.
Che perdono potrebbe mai essere quello che non favorisce una relazione sociale? Sarebbe un finto perdono. Ecco, appunto, io non fingo.
Non odio. Non fingo. E per questo non perdono.


Io non li perdono. Li ho pesati, tutti, uno dopo l’altro, e ora so chi sono.
E ora so da chi stare alla larga.
Mai sprecare la conoscenza, io imparo la lezione e la applico subito.
Poi posso accogliere e consolare, ma nulla più sarà come prima.
Si era visto dall’inizio di questa menzogna mondiale da chi prendere le distanze.
Per quanto mi riguarda, sono riuscita a insitillare il dubbio nella mente della persona per me in questo momento particolarmente cara, ma sento di dover sempre rimarcare la mia posizione al riguardo, talvolta anche con prepotenza, pur di mantenere viva l’attenzione sulla situazione attuale di chi ha ceduto, e sui motivi che si nascondo dietro paura e imposizione.
E’ importante, sopratutto adesso che molti sembrano abbassare la guardia, riportare il focus sui pericoli di un eventuale cedimento.
Purtroppo sembra che la massa metta in relazione il fatto che “non se ne parli” più in modo morboso come prima, col “pericolo scongiurato”
Eppure i media continuano a propinarci notizie di questo maledetto COSO un pò qui, un pò là .
Col sistema del “contagocce” continuano impereterriti ad avvelenare l’inconscio della gente, in modo da fargli accettare più facilmente future restrizioni.
Stiamo svegli, siamo in guerra. E la guerra è contro di noi.
altro che perdono … dobbiamo continuare a stare in guardia e difenderci.
La mentalità delle persone è avvelenata dalla manipolazione ed è diventata incapace di ragionare anche davanti all’ovvio e all’evidenza …
E’ tutto cambiato. La guerra è tra il popolo. Ma noi sappiamo chi dobbiamo combattere.