Ciascuno di noi riceve stimoli e sollecitazioni per intraprendere qualche nuovo percorso, iniziare una sfida, provare una strada diversa, cambiare la routine di sempre.
Non ci sono persone più fortunate di altre sul piano delle sollecitazioni che piovono dall’universo. Nel senso che le occasioni capitano veramente a chiunque, indipendentemente dall’estrazione sociale, dal patrimonio, dalla cultura, dalle amicizie e così via.
Ciò che rende tuttavia tali sollecitazioni più o meno utili oppure no è la capacità del singolo di accoglierle e interpretarle nel modo giusto. Alcuni sanno riconoscere i segnali e si predispongono all’ascolto. Acuiscono la sensibilità, osservano i fatti e le circostanze, ragionano su quello che sta capitando nelle loro vite, e cercano di orientare gli eventi nel verso più conveniente.
Altri, semplicemente non sanno o non possono accogliere le sollecitazioni. Nel primo caso, quando non sanno, sembrano ciucci in mezzo ai suoni, avvolti da buone occasioni, eppure incapaci di scorgerle e sfruttarle.
Quelli che non possono, invece, si rendono conto delle occasioni che perdono. Le vedono scorrere una per una. Sanno persino riconoscere i segnali. E si rammaricano di non poterci fare nulla, perché qualcosa in quel frangente specifico della loro vita li tiene fermi al palo. Questi sembrano cestini di plastica lungo i binari della stazione: atti a ricevere la spazzatura di tutti; incapaci di allungarsi di un passo per saltare sul treno giusto per un nuovo destino.
Il mio compito qui però non è salvare l’onore di chi vuole ma non può, ma accendere un riflettore sull’effetto farfalla.
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Cos’è l’effetto farfalla
Nel film The Butterfly Effect del 2004 viene pronunciata la celebre frase “Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo”.
In realtà, si tratta di una nozione più scientifica analizzata da Edward Norton Lorenz nel 1962 secondo cui piccole variazioni nelle condizioni iniziali possano produrre grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema.
Lorenz, matematico e meteorologo statunitense, usò l’immagine di una farfalla in una conferenza tenuta all’American Association for the Advancement of Sciences nel 1979, quando aprì il suo intervento con questa domanda:
«Può il battito delle ali di una farfalla in Brasile scatenare un tornado in Texas?».
Il concetto di piccola variazione nelle condizioni iniziali dovrebbe farci capire che il cambiamento non deve spaventare, perché tutto ciò che serve per cambiare è un solo un piccolo gesto.
Puoi rivolgere il tuo saluto a una persona che incontri per strada e che normalmente non saluti. Il minimo battito delle ali del saluto può trasformarsi più avanti in una condizione favorevole. Oppure, fermarti un minuto in più a leggere qualcosa di interessante che abitualmente salti a piè pari per pigrizia. Molte buone occasioni sono perse da chi legge solo i titoli.
O ancora partecipare a un incontro, a un raduno, a una manifestazione, e conoscere persone che non avresti mai conosciuto, rimanendo a casa.
I cambiamenti meravigliosi nati da una conferenza
Il mio programma Phoenix – che ha generato in 4 anni molti più soldi di quanti ne avevo racimolato nei 20 anni precedenti – ha incontrato subito il favore del pubblico, perché in fase di lancio fu intercettato da persone che mi avevano conosciuto in una conferenza.
Alcuni di loro lo comprarono e ne parlarono favorevolmente ai loro amici e colleghi. Il passaparola fece il resto.
La mia decisione di partecipare a una conferenza come relatore e di intrattenere il pubblico con la mia esperienza nel campo dell’informarketing ha permesso a diverse decine di persone di riconoscermi nelle sponsorizzate su Facebook e di acquistare con fiducia il mio programma.
Con loro è partito il passaparola. E di conseguenza sono arrivate centinaia di persone che hanno sottoscritto abbonamenti a mio favore.
I soldi incassati mi hanno permesso di progettare nuovi cambiamenti e di trasferirmi qui in Umbria, prima in una Villa Liberty con 3 piani, mansarda, 6 bagni e giardino di 1.500 mq, poi in una tenuta agrituristica sulle colline di Gubbio con 10.000 mq di terreno… e 6 bagni anche qui.
E se avessi deciso di non partecipare a quella conferenza?
Se posso dare un suggerimento…
Il fatto è che tutti noi siamo più o meno responsabili di decisioni sbagliate o di non-decisioni. Per quanto mi riguarda, ho declinato molti inviti, incluso quello con cui mi veniva assegnata una cattedra universitaria per due anni in un master sull’online marketing. Chissà quante occasioni importanti ho perso per pigrizia.
Ma non ho mai avuto dubbi sulla capacità di un piccolo gesto di cambiare gli eventi in futuro. Ed è per questo che ogni tanto prendo il telefono e chiamo qualcuno sulla rubrica che non sento da diversi anni. Dall’altra parte scorgo sempre grande sorpresa e, a tratti, impreparazione. Ma dopo i primi momenti di imbarazzo, la conversazione comincia a prendere piede, e talvolta ne è venuto fuori qualcosa di memorabile.
Se posso dare un suggerimento, per quello che vale, fermati un momento a riflettere sulla tua giornata. E chiediti da quanto tempo fai sempre le stesse cose. Probabilmente, senza grandi colpi di scena, puoi introdurre piccoli elementi di novità nella tua routine. Un nuovo blog da leggere o da scrivere, un nuovo locale da frequentare, un nuovo percorso per andare al lavoro, un giorno diverso per andare a cena fuori, un nuovo sport da praticare.
Qualunque cosa deciderai di introdurre come novità nella tua routine, avrà delle conseguenze incredibili nella tua vita.
Attenzione, però: non sto dicendo che DEVI farlo, perché la tua vita potrebbe piacerti com’è adesso. In tal caso, perché cambiare? Sto dicendo che PUOI farlo, se la tua vita non ti piace, non ti soddisfa, non ti rende felice.
Basta un piccolo gesto, una piccola novità, il minimo battito di ali.


Che bello questo articolo!
Mi sono girata a guardare indietro passo dopo passo fino al punto in cui c’è stato il “battito d’ali” che mi ha portato dove sono adesso. E’ stato davvero interessante!
Buona vita Carlo.
Ciao Carlo, come mai hai rifiutato per 2 anni la cattedra universitaria? Se posso chiederlo. Sono curiosa di capire il criterio di decisione, per migliorare i miei processi decisionali (ho commesso errori in 40 anni). Grazie in ogni caso
Ciao Stella, la tua è una bella domanda che merita una risposta attenta e, per quanto possibile, completa. Mi riservo di scriverla come articolo. Verrò poi qui a segnalartela.