Questa è la storia di una donna non vaccinata che a contatto con una donna vaccinata (con tre dosi) subisce una strana reazione fisica. Roba da mettersi le mani nei capelli.
Ma procediamo per gradi.
Nei giorni scorsi sono stato a Mondragone con mia moglie per fare visita ai nostri vecchi. Siamo stati due giorni. Abbiamo incontrato amici, conoscenti, parenti.
La sera, dopo cena, quando i nostri genitori, ciascuna a casa propria, sono andati a dormire, abbiamo deciso di farci un giro sul lungomare.
Arrivati sul posto, siamo scesi dall’auto, e abbiamo preso a passeggiare lentamente, proprio per goderci l’aria di mare e il suono romantico emesso dallo sciabordio delle onde che si infrangevano sulla battigia (il mare era agitato).
Un’amica di vecchia data
A un certo punto, abbiamo incontrato un’amica di vecchia data. Ci siamo salutati, ci siamo aggiornati vicendevolmente sugli sviluppi delle nostre vite. E inevitabilmente, come avviene quasi sempre, il discorso piano piano è scivolato sulla questione coronavirus e vaccini.
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Io e mia moglie – che non abbiamo alcun problema non solo a esplicitare la nostra ferma e inequivocabile posizione contro i vaccini (di qualsiasi natura), ma anche a mandare a quel paese chiunque provi a difenderne l’esistenza (sui vaccini non ci sono e non ci possono essere vie di mezzo) – ci siamo accorti che la nostra amica ha tirato un sospiro di sollievo quando ha compreso da quale lato della storia ci stavamo collocando.
A contatto con i vaccinati
Ed è questo punto che ci racconta una storia che definire inquietante è un eufemismo.
In buona sostanza, lei non è vaccinata. Come noi e come tanti altri, ha ben compreso le scemenze del covid e la truffa vaccinale, e ha fatto di tutto per non farsi imbambolare dalla disinformazione istituzionalizzata e dalla manipolazione di massa.
Ma per il lavoro che svolge non può fare a meno di avere contatti con i vaccinati. Anche se per brevi istanti o per pochi minuti, deve interagire con i suoi clienti che sono per lo più vaccinati.
In tutti questi mesi ne ha viste tante: amici morti dopo il vaccino, altri che hanno sviluppato forme tumorali improvvise e inspiegabili, altri ancora che lamentano stanchezza cronica e incapacità di riprendere i ritmi e l’energia che avevano prima del vaccino. Ma mai le era capitata una cosa del genere.
Dopo la 1ª dose
Un giorno, nel 2021, una sua cliente, nelle chiacchiere che accompagnano un incontro di lavoro, le racconta che deve farsi il vaccino, 1ª dose, e che sente di doverlo fare per tutelare se stessa e gli altri.
La nostra amica provò a dissuaderla, ma lei, la cliente, non solo respinse al mittente ogni tentativo di dissuasione, ma aggiunse con fare borioso (tipico) che non credeva alle stupidaggini dei no-vax.
La nostra amica prese atto di tale convinzione, e smise di aggiungere informazioni che avrebbero potuto aiutarla.
Dopo qualche settimana, la nostra amica si incontra, sempre per motivi di lavoro, con quella persona che nel frattempo ha sviluppato un herpes zoster niente male. La correlazione appare evidente. Ma quando la nostra amica provò a farglielo notare, la reazione di quella persona fu identica al primo tentativo di dissuasione: finiamola con queste scemenze, il vaccino non c’entra niente, il medico ha detto che non c’è alcuna correlazione, la settimana prossima faccio la seconda dose.
Contenta tu, pensò la nostra amica.
Dopo la 2ª dose
Dopo alcune settimane dalla seconda dose si incontrano nuovamente. Come va?, chiese la nostra amica. Male, rispose la cliente. Ho un cancro al seno. Mi dispiace, disse la nostra amica, hai pensato alla possibilità che possa esserci una relazione con i vaccini?
A questo punto della storia ci si aspetterebbe che quella persona avesse cominciato a sviluppare qualche dubbio sui vaccini e che la risposta alla domanda della nostra amica fosse stata del tipo be’, forse hai ragione, mi sono sbagliata a fidarmi etc.
Niente di tutto questo. Anzi, la sua arroganza, come ci ha raccontato la nostra amica, sembrava essersi espansa in modo addirittura irrazionale. Non solo ha escluso ogni relazione con le sue nuove malattie, ma ha persino invitato la nostra amica a smetterla di dire queste idiozie, aggiungendo che di lì a pochi giorni avrebbe fatto anche la terza dose più convinta che mai, perché doveva tutelare se stessa e gli altri.
Dopo la 3ª dose
Pochi giorni fa, la nostra amica e la sua cliente si sono incontrate per l’ennesima volta.
Perché si incontrano così spesso? La nostra amica realizza dei lavori su misura, lavora bene, e le sue clienti le affidano molti incarichi.
Quella persona, a quanto pare, era completamente devastata. Sembrava un cadavere che cammina, ci ha detto. Mostrava serie difficoltà persino a salire le scale. E quando le ha chiesto cosa le fosse capitato, quella cliente le ha raccontato che dopo il cancro al seno le si è sviluppato un cancro al cervello e diverse metastasi lungo tutta la spina dorsale.
Questa volta, memore della reazione che ebbe all’ultimo incontro, la nostra amica decise di non sottolineare l’evidente correlazione di tutto quello che stava subendo con le tre dosi vaccinali. La nostra amica, semplicemente, decise di farsi gli affari suoi.
Ma è a questo punto che le succede qualcosa di strano…
Le due erano distanti un metro e mezzo circa l’una dall’altra. La cliente stava parlando. Raccontava la sua condizione fisica precipitata incredibilmente in pochi mesi. Mentre la nostra amica cominciò a sentire uno strano sapore metallico in bocca, avvertendo un aumento della salivazione (che fra un po’ scopriremo non essere la salivazione).
Al ché, la cliente le fece notare che stava perdendo sangue dalla bocca. La nostra amica, stupita, si recò in bagno per controllarsi allo specchio, dove si accorse che effettivamente stava perdendo sangue dalla bocca. Si diede una ripulita, si controllò allo specchio, ma non scorse niente di cui preoccuparsi. Aspettò qualche secondo per capire da che punto stesse perdendo sangue, ma essendosi fermata del tutto l’emorragia, tornò nell’altra stanza a contatto con la cliente.
Si scusò per l’accaduto. Disse che non sapeva a cosa attribuire quella perdita di sangue, e riprese il lavoro che stava facendo. Pochi minuti, ed ecco di nuovo quel sapore metallico in bocca. Di nuovo il sangue, questa volta ancora più copioso.
Tornò in bagno spaventata. Si ripulì. E mentre si sciacquava la bocca con attenzione per capire dove fosse la ferita che tuttavia non riusciva proprio a cogliere con la lingua, si ricordò delle mie parole e del mio articolo sulla radioattività dei vaccinati.
A quel punto, la nostra amica capì che c’era una sola cosa da fare: allontanare quella cliente dalla sua casa il prima possibile. Agì di conseguenza. Disse alla cliente che doveva uscire con urgenza per una chiamata improvvisa che aveva ricevuto e che doveva salutarla.
Messa fuori casa quella persona, dopo qualche minuto, sparì il sapore metallico. Si fermò l’emorragia.
Fine della storia.
A voi le considerazioni.


Mi si è accapponata letteralmente la pelle!!!!!!
Questo vuol dire che stare vicino ai sierati è come essersi sierati!…
Hanno trovato il modo di ammazzarci tutti e di farci comunque isolare come era nei loro progetti!
Mi chiedo se l’esperienza della vostra amica non sia stata provocata da un attivazione delle A-5-G che in quel momento potrebbero avere amplificato la radioattività del siero nella cliente. Troppo repentino il sanguinamento in vicinanza della donna e poi immediatamente niente appena se ne allontana … è solo una mia supposizione … ma ormai tutto è possibile…
Grazie per la condivisione. Stiamo in guardia.