Vista l’aria che si respira, vista anche l’ipocondria massiva che spunta all’orizzonte al semplice suono della campanellina dei manipolatori (spaventatevi, signori, che arriva il virus cinese), ho pensato di riproporre un articolo scritto su Facebook il 6 aprile 2021 e che oggi non potrei riproporre in quella sede. All’epoca scatenò centinaia di reazioni, commenti, condivisioni, like, polemiche. L’ho riletto e adatto al tempo trascorso. Ed eccolo qui pronto per ricordarvi nell’ultimo giorno di questo 2022 che il sistema è un buco nero spaventoso. Ci si può salvare solo uscendone. Scegliere non è solo un’opportunità. Scegliere è un’urgenza. Buona lettura.
Hai solo due opzioni
Hai solo due opzioni:
- Crearti un sistema fuori dal sistema
- Oppure, lasciarti andare alle pratiche di controllo e soppressione, come le vacche al macello
Nel primo caso, devi fare uno sforzo per te e per i tuoi figli che vada oltre la protesta e i comitati di quartiere. Non cambierà nulla, se non in peggio. Il regime dittatoriale è in fase avanzata di upload. E l’upload è quasi completo.
Il nuovo governo è di sicuro meno odioso di quelli precedenti, ma come i 5 stelle ai tempi d’oro, si è fatto strada con delle dichiarazioni di buon senso che ha prontamente dimenticato una volta insediato.
C’è oramai questa diffusa tendenza dei politici a predicare bene e a razzolare male, a carpire il consenso cavalcando il dissenso, ma solo in campagna elettorale.
Dovrebbe suscitare grande indignazione prima di tutto negli elettori di quei partiti che si sono rafforzati con la retorica del sovranismo, pescando voti in ogni famiglia devastata dai governi di sinistra, per poi tradire tutto e tutti con incredibile nonchalance. La mise en scene europeista e atlantista della Meloni non lascia molto spazio alla speranza di scelte migliori da parte del nostro governo.
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Staremo a vedere, anche se non abbiamo più alcuna fiducia nella politica. Anche perché la politica non decide più nulla.
Questo ci fa capire come il POTERE, quello vero dei gruppi privati che governano il mondo, possa cambiare il destino di un paese con il semplice schiocco delle dita.
Certe dinamiche sono oramai note. Solo gli ingenui possono ancora credere nel cambiamento attraverso il voto.
Oltretutto, non mi sembra che gli attuali governanti si siano distinti per saggezza, equità e giustizia durante la fase oscena di introduzione dell’obbligo vaccinale e di tutte le scemenze che hanno caratterizzato la storia aberrante degli ultimi 3 anni.
Chi ha consegnato il paese alla dittatura mondiale?
Un po’ tutti. Politici, giornalisti, dirigenti, funzionari, poliziotti, influencer. Ma anche artisti, accademici, scienziati, medici, avvocati, giudici. Persino attori che reputavo simpatici e intelligenti come Checco Zalone e Giacomo Poretti (che delusione) hanno invitato le persone a farsi inoculare il siero delle vacche.
Io ancora mi chiedo con quale senso di responsabilità costoro abbiano deciso di esporsi in prima persona per garantire un prodotto, il vaccino, che neanche i diretti produttori hanno mai potuto e voluto garantire.
È in questo genere di comportamenti che emerge la pochezza umana, finora nascosta, camuffata, di chi pensavamo un pochino più sensibile e giudizioso rispetto al popolino.
Lo hanno fatto perché convinti? O forse per soldi? Per non rovinarsi la carriera? Era necessario esporsi? Non potevano starsene in silenzio, come del resto fanno su mille altre questioni di umana urgenza?
Spero che le numerose vittime del vaccino, oramai acclarate, abbiano provocato una qualche forma di sincero pentimento in questi personaggi.
Un giorno, qualcuno scriverà libri di storia con pagine atroci su quello che stiamo vivendo. Ne parleranno a scuola, ai bambini del futuro. Ci saranno feste nazionali e giornate della memoria per ricordare i morti di Stato e l’incredibile corruzione (ma anche ottusità) politica e giornalistica che ha favorito questo sfacelo.
Sono i cicli che si ripetono. Come noi oggi continuiamo a ricordare (inutilmente, devo aggiungere) la morte di 6 milioni di ebrei nei campi di sterminio nazisti, i posteri faranno qualcosa di simile per le vittime di questa pandemenza senza fine.
Dicevo, però, che dovresti fare uno sforzo in più alla solita lagnanza. Il sistema nel quale siamo cresciuti non esiste più.
Abbiamo visto poliziotti entrare nelle case dei privati senza un mandato. Hanno sfondato la porta, violando la sacralità del domicilio. Abbiamo visto elicotteri e gazzelle rincorrere anziani e bambini nel parco. Io ne conosco alcuni personalmente che sono stati spaventati dai carabinieri che li hanno circondati in un prato, mentre giocavano sullo scivolo.
Che vergogna. Quanta pochezza di spirito, di etica, di senno.
Quante volte abbiamo desiderato, inutilmente, una tale solerzia e un tale schieramento di forze per criminali e spacciatori?
Abbiamo visto eserciti di delatori denunciare un vicino che incontrava degli amici o persone che camminavano in montagna. Lo avessero fatto per il camorrista della porta accanto o per il delinquente che ogni sera sosta nel parco sotto casa, avremmo una società meno violenta e più tranquilla.
Abbiamo visto coppie di sposi baciarsi con la mascherina e neonati d’un giorno in culla con il plexiglas sul viso. Neanche le superstizione delle donne del medioevo avrebbe portato a un livello simile di scemenze.
Ma abbiamo visto di più: abbiamo visto donne incinte sottoporsi alla vaccinazione covid, senza mostrare il benché minimo dubbio sulla nocività del farmaco per il bambino che portavano in grembo.
Poi scopriamo che circa il 97% delle donne incinte vaccinate ha perso i propri bambini.

Intendiamoci, i fact checker di tutto il mondo si sono scapicollati per smentire questa notizia. Ma a questo punto della storia covid, dopo aver visto le scemenze che raccontano i giornalisti senza pudore e gli insulsi argomenti usati dai fact checker per smentire una notizia, ma soprattutto dopo aver visto cosa sta succedendo realmente alle persone in tutto il mondo (è una strage a cielo aperto), giudicate voi mamme se il vostro bimbo in grembo debba essere protetto dai fact checker o se non sia meglio che lo facciate direttamente, senza intermediari.
Noialtri ci accorgiamo che tutte queste persone ci girano intorno. Le troviamo al supermercato, in sosta alla stazione di servizio, nella sala d’attesa del dentista, sui luoghi di lavoro, in autogrill, sui treni, in banca. E sono trasversalmente posizionate nei vari comparti della vita pubblica e sociale.
Non riuscirai con il tuo copia-e-incolla a cambiare le sorti di questo scempio. Non saranno i video di Fusaro o di Byoblu, di Meluzzi o di Polacco, di Mazzucco o di Balanzoni, di Bologan o di Montanari a fermare l’incancrimento della democrazia e del buon senso.
Se Bassetti propone una legge punitiva per i no-vax, come ha fatto qualche mese fa, perché dice che sono pericolosi come i terroristi degli anni ’70, vuol dire che si sta per aprire una nuova finestra di Overton. Dall’obbligo del siero delle vacche per i sanitari, passiamo direttamente all’obbligo del silenzio. Non basta la censura impietosa dei social media. Serve la forza bruta delle armi che in nome della legge sarà usata contro chiunque sollevi anche solo un piccolo dubbio sulle scelte sanitarie che stiamo adottando.
Certo, prima o poi anche i più indecorosi ipocondriaci si renderanno conto dello scivolone che hanno compiuto in preda alla manipolazione mediatica. A un certo punto, avranno paura di ciò che essi stessi hanno contribuito a realizzare. E come sempre accade, sarà tardi per porvi rimedio. Difatti, non ci sarà alcun rimedio, se non l’intervento di una forza diversa da quella che oggi governa il mondo che ovviamente prenderà il nostro controllo, sostituendosi ai precedenti, come hanno fatto gli americani quando sono sbarcati in Sicilia.
Sottrarsi al sistema
Fare uno sforzo in più significa sottrarsi, oggi, coraggiosamente al sistema nel quale sta mantecando questa putrescente condizione di totalitarismo.
Non esiste la città con i suoi svaghi. Non più. E quindi non hai bisogno di cercare un buco di merda entro cui rinchiuderti per il resto della tua vita.
Non esiste un lavoro ben pagato. Non più. E quindi non hai bisogno di approcciarti al mercato del lavoro con l’obiettivo di uno stipendio per dare un senso di stabilità alla tua vita. Non c’è più una sola azienda lì fuori che possa tenerti più 5 anni.
Cambierai lavoro come gli uccelli cambiano territorio in base alle stagioni. E sarai fortunato se al terzo giro ci sarà ancora qualcuno che anche in condizioni precarie sia disposto a pagarti uno stipendio.
Medici, poliziotti, insegnanti, pubblici impiegati, hanno l’illusione di stare al sicuro. In realtà, la loro sicurezza è simile a quella di chi durante l’affondamento del Titanic, invece di essere a poppa, si trovava aggrappato alle ringhiere della prua. È sprofondato qualche minuto dopo. Ma è comunque sprofondato.
Fare uno sforzo in più, quindi, significa predisporsi a un nuovo sistema di vita che non dipenda dal solito lavoro, dal solito bilocale in città, dalla solita spesa al supermercato, dal solito percorso di studi, dalla solita routine del criceto.
Se non vuoi subire «regole e coercizioni» di quel sistema, devi vivere fuori da quel sistema. Questo ti consente di sviluppare una condizione di libertà che oggi vale più dell’ingabbiamento condiviso che molti si procurano volontariamente sulla base di un mito, quello del lavoro e di un modello di vita fantozziano, che ha smesso di essere ciò che era negli anni passati.
La motivazione a tenere in vita questo modello nasce dal ricordo di ciò che era. Ed è solo quel ricordo, che è una specie di abitudine all’idea di come dovrebbe essere, a spingere le persone a seguire tutte lo stesso percorso. Ma quel percorso non porta più da nessuna parte.
Le assurdità del sistema
Il sistema è assurdo oltre ogni umana comprensione. Riesce a peggiorare negli anni e a non tornare mai indietro, a non recuperare, cioè, il buon senso delle cose neanche a distanza di 20 anni.
Hai presente come si volava prima della storia delle torri gemelle? Ricordi? Non c’erano i controlli ossessivi di oggi. Un profumo, una spazzola, un bracciale… te li potevi portare in valigia. Nessuno ti faceva spogliare davanti agli altri, con il rischio di esporre un calzino bucato sull’alluce del piede.
Poi c’è stata la strage del 2001 su cui aleggiano ancora molti, troppi punti oscuri. E questo ha introdotto una serie di norme speciali di sicurezza che non sono mai più cambiate.
Certe cose si possono anche accettare. Con un po’ di pazienza e sacrificio, assicurandoti di indossare calzini nuovi e mutande pulite, puoi anche spogliarti davanti a tutti, se te lo chiedono.
Certe altre, invece, vanno oltre la pudicizia. Come il siero delle vacche. E se qualcuno mi dice “o fai così, o non voli”, io dico vai a fare in culo!
E se il problema si sposta sugli altri piani dell’esistenza? Il lavoro, per esempio, la vita sociale, lo svago. Be’, è già successo. I sanitari, gli insegnanti, le forze dell’ordine, sono stati posti nella condizione di scegliere. “O fai così, o non lavori”.
Se sono stati capaci di farlo pochi mesi fa, pensi che non possa succedere di nuovo?
Quando vengono introdotti questi obblighi, non si torna più indietro. Per molti anni le nostre libertà vengono compresse, se non addirittura annullate.
Negli Stati Uniti il domicilio è inviolabile. I cittadini sono persino autorizzati a sparare, se qualcuno ti entra in casa, senza un mandato e contro la tua volontà. Ma dopo le torri gemelle, se l’FBI sospetta che tu sei un terrorista, possono entrarti in casa e fare quello che vogliono, perché c’è una norma speciale di sicurezza che li autorizza.
Come ho già detto, sono passati più di 20 anni. E quel diritto all’inviolabilità del domicilio, schiacciato in nome di una situazione d’emergenza, è rimasto schiacciato, anche quando l’emergenza è finita.
Alcune scelte di vita sono inevitabili. Altre, invece, dipendono dal tuo coraggio
Mandare un figlio alla scuola pubblica è una scelta. E da questa scelta dipendono molte altre scelte. Ma esistono sistemi alternativi di istruzione forse anche migliori per tuo figlio.
Cercarsi un lavoro al supermercato è una scelta da cui dipendono altre scelte. Ma esistono altri lavori o altri modelli di produzione del reddito alternativi e forse anche più validi di quelli tradizionali.
Se non li conosci, è arrivato il tempo di conoscerli, di saperne di più, di muoverti nel modo giusto per avere prima o poi la forza e il coraggio di uscire dal sistema e ritrovare la tua libertà.
Non voglio essere frainteso. Non devi mettere a rischio la stabilità economica della tua famiglia. Devi fare quello che senti di fare.
Ma come ho detto all’inizio, ci sono solo due opzioni: o dentro il sistema, o fuori dal sistema. Dentro non c’è scampo. Se accetti la sicurezza che ti offre il fatto di stare insieme agli altri, accetti anche ciò che ti viene imposto dagli altri.
Se accetti la sicurezza che ti offre il fatto di stare insieme agli altri, accetti anche ciò che ti viene imposto dagli altri.
Fuori non sei coccolato dal mito della società civile e democratica. Non sei in mezzo agli altri, perché gli altri sono dentro. Fuori sei solo come una tigre. E per questo devi fare scelte diverse. Ma proprio come una tigre, sarai libero di fare quelle scelte, senza subire restrizioni e imposizioni di alcun genere.
L’opzione due
Esiste però l’opzione due. Ed è quella che scelgono in tanti. Se non hai la forza di subire un licenziamento, la volontà di non viaggiare in aereo, il coraggio di vivere a modo tuo, puoi tranquillamente lasciarti andare al controllo del sistema.
Ti chiameranno per fare quello che devi fare. E tu andrai. Se sei fortunato, andrà tutto bene. Ti richiameranno ancora, perché diventerà una prassi. Si dovrà ripetere nel tempo. Due volte, tre volte, cinque volte all’anno.
Incrociamo le dita. Magari, sei veramente molto fortunato. Ma anche se non lo fossi, anche se dovesse capitarti di stare dal lato sbagliato delle statistiche, quelle che vengono catalogate sotto la voce “nessun nesso è dimostrato”, è pur sempre una scelta. Giusto?
Penserai di non avere alternative, penserai al lavoro, alla scuola dei tuoi figli, all’idea che tutto questo finirà presto e per questo conviene non stravolgere gli asset di vita.
Se tu fossi un capretto, ti darei ragione, perché il capretto a Pasqua effettivamente non può scegliere cosa fare: viene preso di forza e sgozzato sul tavolo d’acciaio.
Ma tu non sei un capretto, o sbaglio?


Che amarezza! La storia non ha insegnato niente, e a niente è servita la moltitudine di morti che continuano ad accadere…
Stiamo gridando al vento rischiando perfino che il vento stesso ci si rivolti contro in tempesta
Dal sistema non si può uscire, speriamo solo che rendendoci indipendenti il più possibile possiamo almeno salvaguardarci nel nostro piccolo…
Non ci sono più parole…