Dopo aver annunciato l’uscita del mio nuovo corso “Bloggare per vivere”, molti miei lettori hanno approfittato del prezzo amichevole della pre-vendita per accaparrarsi il prodotto senza pensarci due volte.
Qualcuno, però, si è soffermato su un passaggio specifico della mia lettera di presentazione, quello in cui dico che “Il blog non è per tutti, perché non tutti sono creativi e amano scrivere”, e per questo ha sentito il bisogno di scrivermi per capire meglio se esiste un profilo ideale del blogger.
Mi è stato chiesto, dunque, “per chi NON è il blogging?”.

La risposta breve era già insita nel paragrafo in questione: il blogging non è indicato per chi è poco creativo e non ama scrivere. Ma siamo troppo cresciuti io e i miei lettori (il 7 aprile festeggio i miei primi 50 anni) per fare finta che al mondo esistano solo risposte brevi.
A volte, serve ragionare, argomentare, costruire delle connessioni per verificare se con esse possiamo interagire in modo proficuo.
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Senza dilungarci troppo, credo sia necessario individuare prima i tratti caratteristici di un buon blogger che dura nel tempo, e da qui poi ricavare per esclusione il profilo di chi invece non è proprio tagliato per questo genere di attività.
Facendo leva sulla mia esperienza nel blogging business, ma anche come lettore avido di centinaia di blog post ogni anno, un bravo blogger deve essere:
- Un grande lettore
- Padrone del linguaggio che usa per comunicare
- Abile nella scrittura e nel ragionamento
- Coraggioso
- Paziente
- Creativo
- Fedele alla sua causa
A questo breve elenco possiamo certamente aggiungere decine di altre voci significative. Ma queste sono quelle che per me contano veramente.
1. Un grande lettore
Non puoi scrivere grandi contenuti, se non offri alla tua mente grandi contenuti. Solo attraverso la lettura (e il confronto che ne discende) dei pensieri e delle idee di altri bravi blogger puoi allenare la tua mente al ragionamento scritto e arricchirla di spunti e intuizioni necessarie.
2. Padrone del linguaggio che usa per comunicare
Un blogger italiano deve affrontare una sfida più impegnativa di quella che affrontano in altri paesi. Perché? Perché usiamo la lingua italiana per comunicare con i nostri lettori, la più bella e attraente del mondo, ma anche la più difficile.
La lingua italiana, infatti, conta più di 50 mila vocaboli, e per questo offre infinite possibilità di espressione. Ma la maggior parte degli italiani si esprime con poco meno di 500 vocaboli; i più colti ne usano 2000; pochissime persone dispongono di un vocabolario personale più ricco.
Un blogger non ha ovviamente il compito di vincere il premio Strega, ma se padroneggia la sua lingua, padroneggia i suoi pensieri molto meglio di come fanno tutti gli altri.
Con pochi mezzi si costruiscono povere case; con pochi vocaboli si esprimono piccoli pensieri.
3. Abile nella scrittura e nel ragionamento
A corollario dei punti precedenti c’è la capacità di scrivere e di ragionare. Inutile ripetere che una prima forma di utile allenamento per un bravo scrittore è la lettura. Letture di qualità offrono suoni e pensieri di qualità.
Le parole sono note musicali che suonano nella nostra testa. Leggerle, e quindi ascoltarle, ci aiuta a calibrare il livello della nostra scrittura.
Ci rendiamo conto, infatti, quando un determinato paragrafo non suona bene. E per questo rimuginiamo spesso sulle parole usate o sulla sintassi con cui abbiamo costruito quella frase.
Personalmente, ho bisogno di ascoltare le mie parole, oltre che leggerle. Sono un tipo molto uditivo. Quando le ascolto, riesco anche a tirarmi fuori dai passaggi più ostici, quelli che suonano male.
Ma la scrittura è anche ortografia e tipografia. Attenzione, dunque, alla grammatica di base, alla punteggiatura, agli accenti. Attenzione anche agli spazi prima e dopo una virgola, all’indendation, allo spacing, ai titoli, ai sottotitoli, alle citazioni e così via.
Molti non sanno impaginare un documento con Word. Ed è francamente un limite tecnico che frena molto la crescita degli aspiranti blogger italiani.
Dai pensieri alle parole, dalla sintassi all’impaginazione, si tratta di un unicum professionale, un blocco di competenze imprescindibili per iniziare una carriera da blogger.
Ovviamente, tutto si può imparare. L’errore sta solo nel credere che si possa farne a meno.
4. Coraggioso
Un blogger che si limita a scrivere il politicamente corretto non vale neanche più la pena di leggerlo. Le persone sono fortemente annoiate dalle informazioni stereotipate o dall’eccessiva prudenza narrativa, quella che oggi incombe persino sugli intellettuali più audaci, intimoriti dall’essere semplicemente onesti.
Scrivere dovrebbe essere un tentativo di ricerca, di inventiva, di verità, non già di adesione al detto e ridetto; e dovrebbe altresì offrire immagini e pensieri autentici, non filtrati dall’etichetta o dalla paura.
Se pensi che una determinata cosa sia una cazzata, e hai delle valide argomentazioni per dimostrarlo, scrivilo con coraggio. Perché se non sei disposto a mettere su carta (o sullo schermo) i tuoi pensieri veri, allora sarai un blogger mediocre, facilmente sostituibile da una qualunque IA. Del resto, se voglio risposte didascaliche e politicamente corrette, posso appunto chiedere a ChatGPT.
Ma è davvero il meglio che sai fare? Pensi che ciò smuoverebbe i lettori di Substack verso il tuo blog?
Scelgo di seguire un blogger per il suo acume, per la sua capacità di rendermi semplici passaggi complessi, ma più di tutto per il suo coraggio di dire quello che molti pensano ma non dicono.
Perché molto spesso è proprio di questo che deve occuparsi un blogger: dare voce ai pensieri taciuti.
5. Paziente
Il blog è come una partita a scacchi: richiede pazienza. Ma la pazienza non è attesa vana. Non è stare fermi all’infinito in un cul de sac. Se ciò che fai non produce nulla, non favorisce miglioramenti e neppure peggioramenti, sei in un vicolo cieco. E il vicolo cieco ti impedisce di pensare ad altro.
Investire la vita in qualcosa che non può migliorare ha un costo troppo elevato in termini di opportunità perdute.
Essere paziente significa avere la consapevolezza dei tempi necessari per superare il fossato dell’anonimato. Il fossato è il lavoro lungo e impegnativo che si rende indispensabile per passare dalla condizione di principiante a quella di chi padroneggia completamente il blogging.
Essere paziente significa anche scegliere cosa mollare e cosa tenere in vita.
Molla le cose sbagliate. Persevera in quelle giuste. Abbi il coraggio di fare l’una o l’altra cosa.
6. Creativo
Sei in veranda a leggere un libro, mentre un capriolo corre per i campi e scavalca la rete con un balzo incredibile. Ci pensi un istante, e senti di essere pronto per scrivere qualcosa di ispirato.
Oppure, sei in un locale per un happy hour, e a un tavolo al tuo fianco alcune persone parlano dell’aumento dei prezzi e degli stipendi bassi. Apri il tuo taccuino e scrivi 10 modi per guadagnare di più e spendere di meno.
Connettere problemi e soluzioni, idee e intuizioni, schemi di pensiero diversi tra loro, è parte del lavoro creativo di un blogger che padroneggiando la lingua con cui comunica trova sempre nuovi modi di raccontare il mondo che ci circonda.
7. Fedele alla sua causa
Devi credere in quello che fai, avere fiducia in te stesso e nella tua visione. Questo non significa parlare di qualcosa a tutti i costi. Se non hai nulla da dire, è meglio tacere. Ma se hai qualcosa da dire, allora sostienila con convinzione e coraggio.
Fa parte dei tuoi compiti costruire la tua mission e crederci. Per questo dovrai acquisire argomenti, tesi, casi di studio, elaborare deduzioni, ragionamenti, pensieri, predisporre la tua filosofia di vita e di lavoro, e usarla come filtro dei tuoi articoli.
Per chi non è, dunque?
Per chi non ama leggere. Per chi non sa scrivere e argomentare. Per chi non ha il coraggio di dire quello che pensa o delle proprie idee. Per chi non ha la pazienza di affrontare il fossato della crescita e dello svezzamento. Per chi non riesce a connettere idee e soluzioni. Per chi non ha fiducia in se stesso e teme di essere smentito o ridicolizzato dal primo commento non favorevole.
Ma più di tutto, il blogging non è un’attività indicata per chi non ha voglia di fare quello che serve per acquisire queste 7 caratteristiche.


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