Come coach e tutor impegnato a motivare i miei studenti e ad offrire loro schemi di ragionamento non convenzionali per affrontare grandi cambiamenti e nuovi percorsi di crescita, mi ritrovo spesso a maneggiare concetti che possono essere applicati anche nella vita di tutti i giorni, fuori dal business. Uno di questi è il fossato.
Da non confondere con la buca che viene scavata per tumulare qualcuno, il fossato dei no-vax è ciò che separa la massa guidata dal mainstream da chi crede in se stesso e nella sua etica e ostinatamente segue un cammino speciale, assumendosi oneri e onori di tali scelte.
Riguardo agli oneri, nei 3 anni appena trascorsi, di cui 2 interamente dedicati alla vicenda vaccinale, i no-vax puri hanno certamente scelto di non farsi guidare, pagandone nell’immediato un prezzo molto pesante. Tale scelta infatti li ha portati nel fossato, un luogo difficile e pieno di insidie, dove non c’erano bar o ristoranti e neanche parenti e amici disposti ad accoglierli. Tutte le porte umane sono state chiuse ai prigionieri del fossato. Solo insulti e odio.
A costoro infatti è stato detto, cito testualmente (S. Lucarelli):
Madonna come vorrei un virus che ti mangia gli organi in dieci minuti riducendoti a una poltiglia verdastra che sta in un bicchiere per vedere quanti inflessibili no-vax restano al mondo.
Quanti inflessibili no-vax restano al mondo? Tutti, a quanto pare. Specie quelli che sono stati veramente inflessibili.
Come nasce un cliente
L’architettura della fiducia — lezione registrata
Monetizzare la musica AI
La voce in Suno
Come usare Suno
Torna a fare la tua musica
Grok AI
Moneyball Infomarketing
Avatar da sei cifre
Siti Web per Consulenti
E qui si arriva agli onori, perché i prigionieri hanno superato gli ostacoli, portandosi al di là del fossato. E oggi sono quelli che hanno il valore più alto sul mercato della vita.
Ora, però, devo spiegare bene il concetto del fossato, per poi tornare al destino dei no-vax.
Che cos’è il fossato
Nel mio nuovo corso “Bloggare per vivere” (in uscita per fine marzo) mi prendo molto più tempo per capire bene la logica del fossato e come questa, applicata al blogging business, possa generare risultati straordinari.
Per il momento, diciamo che il fossato (come si evince dal grafico qui sotto) è il luogo in cui scegliamo di cadere per affrontare con coraggio e fatica tutte le situazioni difficili che ci permetteranno di emergere e diventare i migliori.

Il fossato è un luogo elettivo, nel senso che viene scelto con la consapevolezza che solo dopo aver affrontato tutte le sfide a cui esso ci sottopone, possiamo vantare esperienza, forza, tempra e coraggio non comuni.
Non ci si finisce dentro per caso. Se non lo hai deciso, non hai alcuna possibilità di superarlo. La maggior parte delle persone, infatti – che si tratti di business, sport, famiglia o divertimento –, molla quando è in difficoltà e persevera quando tutto va bene. Cioè, adotta ripetutamente schemi fallimentari.
La maggior parte delle persone molla quando è in difficoltà e persevera quando tutto va bene.
Potrei fare mille esempi, dallo studente di giurisprudenza che molla di fronte a “procedura penale” al candidato consigliere comunale che scompare per sempre dopo una sconfitta elettorale.
Gli uomini e le donne del fossato, invece, sono persone diverse, speciali, non comuni, perché scelgono volontariamente di affrontarlo, consci della fatica e dell’impegno che dovranno profondere per risalire la china. Il fossato è una sfida inesorabile che i migliori cercano, desiderano affrontare.
Si pensi a Djokovic.

Nel mondo del business, chi supera il fossato vale più degli altri, e per questo viene pagato di più. Consulenti, CEO, Formatori, Creativi, c’è molta gente che prende almeno 10 volte di più i soldi che vengono offerti ai competitor che stanno dietro. E la cosa interessante è che lo scarto tra i primi e tutti gli altri è molto più importante di quello che invece segna la differenza tra il secondo e il terzo posto, o tra il quarto e il quinto. Ciò è dovuto alla scarsità dei primi. A generare valore, infatti, è la scarsità. Se non esistesse il fossato, non ci sarebbe scarsità.
I no-vax e il fossato
I no-vax puri e inflessibili, quelli vituperati dalla Lucarelli, che ancora vivono e respirano, sono scesi nel fossato più ispido e limaccioso di sempre. Ma non ci sono capitati per caso. Hanno scelto di attraversare quel sentiero difficile con la consapevolezza di subire mille ritorsioni ingiuste e disumane, dalla perdita del lavoro o dello stipendio al fatto di essere o di diventare il bersaglio numero uno, il nemico pubblico dichiarato di una società totalmente plagiata dalla manipolazione mediatica e, per questo, incredibilmente impietosa e crudele.
In Italia sono veramente pochi quelli che hanno creduto sinceramente al vaccino. Ma sono altrettanto pochi i no-vax duri e puri.
Come si spiega, allora, un tasso di vaccinazione così alto?
Si spiega facilmente con la logica dell’abbandono reattivo. Cos’è l’abbandono reattivo? È ciò che fanno le persone normalmente: mollano quando sono in difficoltà.

La gran parte degli italiani ha ceduto al ricatto vaccinale perché ha incontrato una difficoltà che non poteva, non voleva o non sapeva affrontare.
Il mio non è un giudizio negativo nei confronti di chi è stato costretto a scegliere il vaccino. Sia chiaro. Anche se resto basito dalla scelta di vaccinare i figli per non togliere loro la possibilità di continuare a uscire con gli amici.
Sebbene, tuttavia, non giudichi chi è stato costretto, devo onorare il comportamento di chi invece è stato inflessibile, rinunciando a molto, a tutto in alcuni casi, pur di mantenere integra la propria dignità e la propria vita.
Grande coraggio, grande etica, grande dignità
Sono un no-vax da 25 anni. Da quando abbiamo scoperto, nell’indifferenza di tutti, che i danni a nostra figlia sono stati causati da un vaccino pediatrico. Potrei, per questo, includere il mio nome nella lista degli uomini del fossato. Ma non lo faccio. Perché le mie scelte di vita, le stesse che cerco di condividere attraverso i miei corsi, mi hanno permesso di affrontare la fase pandemica senza particolari disagi. È stato meno faticoso per me.
Ho continuato a incassare soldi come faccio ogni mese con il mio sito. Le chiusure, le restrizioni, l’obbligo vaccinale e il green pass non mi hanno scalfito più di tanto. E se qualche ristoratore non mi ha permesso di varcare la sua porta, pazienza. Ha perso un cliente che ogni venerdì sera ama andare al ristorante.
Molti no-vax dovrebbero fare scelte professionali più intelligenti per prevenire situazioni di emergenza come quelle che abbiamo vissuto in questi ultimi anni. Ma a parte questo, lasciate che io dica che sono i migliori.
Il loro valore è grande. Ed è grande perché hanno avuto un grande coraggio, una grande etica e una grande dignità. Di gente come loro ce n’è poca. Troppo poca, forse. Ma è anche per questo che oggi valgono così tanto.


0 commenti