Informazioni? Non mancano. Fatti? Ci piovono addosso. Opinioni? “A garganella”, direbbe Aldo Baglio. Si potrebbe dire che siamo bombardati di contenuti. E mi rendo conto, con una certa dose di autoironia, che anch’io contribuisco a questa entropia della conoscenza, versando un flusso incessante di articoli, tutorial, post, corsi e molto altro.
Ora, se è vero che la scelta è una conseguenza delle informazioni acquisite, è altrettanto vero che, in un mondo così sovraccarico di contenuti, la confusione, lo smarrimento, la diffidenza, spesso precedono la scelta, e addirittura la ostacolano. Questi sentimenti – inevitabili – possono persino impedire che si formi una decisione, poiché – come si dice – in mezzo a tante informazioni è facile perdere la bussola.
Volendo trovare un lato positivo, questa abbondanza di contenuti può essere vista come un sollievo. Ci libera cioè dalla necessità di dover capire perché alcune strategie di marketing sembrano aver perso efficacia. Le campagne PPC, le email, le lettere di vendita, i blog post – tutti questi strumenti sembrano annegare nel rumore del traffico online, diventando più un intralcio che un sostegno per chi naviga su Internet.
Immagina un chiosco di limonate sulla spiaggia: ha davanti a sé un mercato potenzialmente enorme. Ma mille chioschi simili, addensati nella stessa area, si neutralizzano a vicenda, diventando più una minaccia che una promessa.
Capisci cosa intendo?
Ora, se esiste un problema di sovraffollamento che rende invisibile il nostro messaggio, sappiamo che la soluzione, prima di cercarla nelle dinamiche o nei processi del funnel di marketing, deve essere individuata nella luce che illumina i nostri contenuti. Diventa quindi cruciale riflettere su come “distinguere” e poi rendere “riconoscibile” il nostro messaggio.
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Come possiamo illuminare il nostro messaggio? Come distinguere il nostro chiosco dagli altri? Come fare emergere il nostro blog in un mondo sempre più distratto?
Esiste una risposta, ed è l’arte di raccontare storie secondo uno schema preciso che ci arriva direttamente dall’Università della Pennsylvania. Questo non è un qualsiasi tipo di storytelling, attenzione, ma uno che cattura l’immaginazione, suscita emozioni e, soprattutto, si diffonde. Un tipo di storytelling così potente da trasformare un semplice post di blog in un fenomeno virale.
Ma come si crea una storia così contagiosa?
Forse nessuno ha risposto a queste domande meglio di Jonah Berger, professore di marketing alla Wharton School dell’Università della Pennsylvania e autore del bestseller “Contagioso – Perché un’idea e un prodotto hanno successo e si diffondono”. Nel suo libro, Berger esplora il motivo per cui alcune idee e prodotti diventano virali, mentre altri scompaiono nel nulla.
Egli sostiene che al centro di ogni idea o prodotto di successo ci sia una storia: una storia ben congegnata, emotivamente coinvolgente e, soprattutto, contagiosa. È la storia che dà alla gente una ragione per parlare di un’idea, per condividerla con gli amici, per integrarla nelle proprie vite. Ecco perché, per Berger, una storia efficace è la chiave per trasformare un’idea o un prodotto in un fenomeno virale.
In questa guida, intendo esplorare le idee di Berger, mettendo in evidenza quelli che reputo i migliori suggerimenti per aumentare la viralità dei nostri contenuti. Non importa se stai cercando di promuovere un prodotto, un servizio o semplicemente un’idea: con le giuste tecniche di storytelling, puoi trasformare il tuo blog in un potente strumento di marketing. E la cosa più bella è che non serve essere un maestro della narrazione o un genio del marketing. Basta sapere cosa rende una storia “contagiosa”.
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Una domanda … ma le storie devono essere necessariamente vere o si può costruire (inventare) una storia su misura al contesto?