Crescita personale

Abitudini e benessere: come piccoli cambiamenti possono portare a grandi risultati

Carlo D'Angiò · 30 Lug 2023 · 14 min di lettura

Abitudini. Tutti ne abbiamo. Alcune sono piccole, come mettere il dentifricio sullo spazzolino prima di andare a letto. Altre sono più grandi, come dedicare un’ora al giorno all’attività fisica o leggere un libro prima di dormire. 

Se ti fermi a riflettere, la tua giornata è probabilmente costellata di abitudini di cui potresti non essere nemmeno pienamente consapevole. E, sai cosa? Non c’è niente di male in questo. Le abitudini sono fondamentali per permetterci di affrontare la complessità della vita quotidiana, fungendo da pilastri stabili in mezzo al caos.

Ma ti sei mai fermato a chiederti se le tue abitudini servano realmente al tuo benessere? Se ogni gesto, ogni routine che ripeti meccanicamente giorno dopo giorno, ti stia avvicinando o allontanando dalla vita che desideri veramente? In fondo, le abitudini sono un po’ come delle fotocopiatrici: riproducono sempre lo stesso risultato. E se il risultato non ti soddisfa?

Le abitudini sono un po’ come delle fotocopiatrici: riproducono sempre lo stesso risultato!

Se queste domande riecheggiano nella tua mente, potrebbe essere arrivato lui: il momento cruciale della tua vita, quel punto di svolta in cui è necessario esaminare con una lente critica ciò che hai sempre dato per scontato. 

Non c’è nulla di cui vergognarsi: ci siamo passati tutti. Io ho vissuto questo momento esatto 16 anni fa, quando avevo 34 anni. Alcuni potrebbero sperimentarlo più tardi, magari verso i 40 o i 50.

Non c’è un momento giusto o sbagliato. Questo dipende dalle esperienze personali e dal peso della frustrazione accumulata nel corso degli anni. Il mio desiderio di cambiamento è arrivato presto, probabilmente perché ho iniziato a “correre nella ruota del criceto” prima di molti altri, accumulando rapidamente un senso di insoddisfazione.

Ed è proprio qui che desidero condurti oggi, nel cuore di quel desiderio di cambiamento. In questo articolo, ti accompagnerò in un viaggio di scoperta e rinnovamento. Esploreremo insieme il potere delle abitudini e come piccoli cambiamenti possono aprire la porta a grandi trasformazioni. Perché, credimi, a volte è sufficiente un piccolo aggiustamento, una minima variazione nella routine, per cambiare il corso della nostra vita.

Il potere delle abitudini

Entriamo ora nel territorio affascinante delle abitudini. Perché, se vogliamo davvero comprendere come modificare il nostro comportamento per migliorare la nostra vita, dobbiamo prima capire cosa sono realmente le abitudini e come funzionano.

Le abitudini sono schemi di comportamento che il nostro cervello ha appreso e poi automatizzato nel tempo. La loro funzione è principalmente di risparmio energetico. Immagina se dovessi pensare attentamente ad ogni singolo passo mentre ti leghi una scarpa, o se dovessi riflettere su ogni movimento mentre guidi. Sarebbe estenuante, giusto? Ecco perché il nostro cervello trasforma queste azioni ripetitive in abitudini, in modo da poterle eseguire quasi inconsciamente, lasciando le risorse cognitive libere per altre attività.

Ora, il modo in cui il cervello gestisce le abitudini è particolarmente interessante. Charles Duhigg, nel suo illuminante libro “The Power of Habit: Why We Do What We Do in Life and Business” – in italiano è stato accorciato in “La dittatura delle abitudini” – descrive l’abitudine come un “loop”, un ciclo che si compone di tre elementi:

  1. un segnale
  2. una routine
  3. una ricompensa.

Facciamo un esempio: immagina che sia pomeriggio, quasi sera, stai lavorando e inizi a sentirti stanco. Questo è il segnale: la stanchezza del pomeriggio che si fa sentire. La tua reazione automatica potrebbe essere alzarti dalla scrivania, dirigerti verso la macchina del caffè e prepararti un espresso. Questa è la routine: l’azione che compi in risposta al segnale. Infine, dopo aver bevuto il caffè, ti senti più energico e concentrato, in grado di tornare al lavoro con rinnovato vigore. Questa è la ricompensa: il beneficio immediato che ottieni dalla tua routine.

Questo ciclo di segnale, routine e ricompensa si ripete giorno dopo giorno, fino a quando l’abitudine del caffè del pomeriggio diventa così radicata che la compi automaticamente, senza nemmeno pensarci. La tua mente ha appreso che quando avverti quel particolare segnale (la stanchezza pomeridiana), esiste una routine specifica (prendere un caffè) che porterà a una ricompensa desiderata (sentirsi più energico).

L’impatto delle abitudini sul benessere

Decisamente, le abitudini sono una forza invisibile e silente che modella la nostra vita quotidiana, influenzando in modo significativo il nostro benessere e la nostra felicità.

Per iniziare, considera le abitudini legate alla salute. Ad esempio, la routine di fare esercizio fisico regolare, mangiare cibi salutari e avere un sonno di qualità. Queste sono abitudini che, se integrate nella nostra routine quotidiana, possono avere un impatto positivo sul nostro benessere fisico, migliorando la nostra salute, la nostra energia e la nostra vitalità. Non solo, ma anche il nostro benessere mentale ne trae beneficio: l’esercizio fisico, per esempio, è noto per la sua capacità di ridurre lo stress e migliorare l’umore.

D’altra parte, ci sono abitudini che possono avere un impatto negativo sul nostro benessere. Ad esempio, l’abitudine di lavorare fino a tardi nella notte, mangiare cibi spazzatura o saltare l’esercizio fisico. Queste abitudini, se ripetute nel tempo, possono portare a una serie di problemi di salute, come l’obesità, le malattie cardiache e l’ansia. E non solo danneggiano la nostra salute fisica, ma possono anche influire sulla nostra felicità e sul nostro senso di realizzazione.

Ci sono momenti in cui le abitudini nocive non sono che la punta dell’iceberg di modelli di comportamento ancor più insidiosi, in grado di infiltrarsi in ogni settore della nostra esistenza. Prendiamo, ad esempio, l’abitudine di rimanere intrappolati in un lavoro retribuito che da tempo ha smesso di soddisfare le nostre aspirazioni. Questa è un’esperienza comune a molti di noi: l’allarme suona, ci alziamo, andiamo a lavorare, ci dedichiamo alle stesse mansioni giorno dopo giorno, ritorniamo a casa, dormiamo e poi ripetiamo la routine. Quest’abitudine, sebbene ci offra una certa sicurezza e stabilità, può anche rappresentare un ostacolo per la nostra crescita sia personale che professionale.

Un lavoro che non ci stimola né ci sfida può farci sentire intrappolati in una spirale di frustrazione e insoddisfazione. Da qui, emerge una mancanza di entusiasmo, ma anche un deficit di tempo e risorse, per coltivare abitudini salutari. Seguire una dieta equilibrata, dedicarsi all’attività fisica, nutrire la mente attraverso la lettura e l’apprendimento continuo, richiedono investimenti che un lavoratore stipendiato (soprattutto oggi) potrebbe non essere in grado di sostenere. Ecco dunque come la decisione di accontentarsi della mediocrità può diventare una conseguenza di scelte passate, cristallizzandosi in un’abitudine prevaricante.

In questa dinamica, non solo le cattive abitudini possono proliferare, ma anche il senso di realizzazione e benessere possono risentirne. Quando viviamo la nostra vita in uno stato di mediocrità auto-imposta, ci priviamo delle opportunità di esplorare nuovi orizzonti, di raggiungere i nostri obiettivi e di vivere una vita piena e appagante. Questa situazione può essere destabilizzante e demoralizzante, ma non dobbiamo dimenticare che, nonostante tutto, abbiamo il potere di rompere questi schemi, cambiare le nostre abitudini e riappropriarci della nostra vita. E nel prossimo punto, esploreremo come fare esattamente questo.

Il potere del cambiamento: piccoli passi, grandi risultati

Eccoci quindi ad affrontare il cuore del nostro argomento: il potere del cambiamento. Piccoli passi possono condurre a grandi risultati. Sembra una frase fatta, un cliché di quelli che ci bombardano continuamente, ma rimane un principio profondamente vero e validato da ricerche scientifiche.

In un celebre studio condotto da psicologi della Stanford University, è stato dimostrato come cambiamenti minori e apparentemente insignificanti nelle abitudini di una persona possano avere un effetto a cascata, portando a modifiche significative nel comportamento nel corso del tempo. Questo è ciò che in psicologia viene spesso definito “il vantaggio di un margine di miglioramento”, ovvero l’idea che una serie di piccoli progressi può accumularsi per produrre un grande cambiamento nel corso del tempo.

Questa è una prospettiva che viene anche chiamata “Kaizen“.

Il Kaizen

Il Kaizen è una filosofia di gestione giapponese che mira al miglioramento continuo in tutte le aree della vita, sia a livello personale che professionale. Il termine “Kaizen” è composto da due parole giapponesi: “kai”, che significa “cambio”, e “zen”, che significa “buono” o “miglioramento”. Insieme, queste parole rappresentano l’idea di miglioramento continuo.

Il principio del Kaizen può essere applicato in vari contesti, dalle aziende alle routine personali quotidiane. Può includere il miglioramento dei processi, l’ottimizzazione delle prestazioni, la riduzione degli sprechi, l’aumento dell’efficienza e l’innovazione continua. Piuttosto che cercare grandi cambiamenti drastici, la filosofia del Kaizen si concentra su piccoli miglioramenti incrementali che, nel tempo, possono portare a cambiamenti significativi.

Un esempio potrebbe essere il cambiamento della nostra abitudine di svegliarci all’ultimo minuto ogni mattina, per iniziare a svegliarci 15 minuti prima. All’inizio, 15 minuti potrebbero sembrare irrilevanti, ma nel corso di un anno, queste piccole variazioni accumulano oltre 90 ore di tempo risparmiato. Tempo che può essere utilizzato per fare esercizio fisico, leggere un libro, meditare, o qualsiasi altra attività che ci permetta di iniziare la giornata in maniera più rilassata e produttiva.

Se sei un habitué del mondo dei blog e hai seguito i miei corsi, ti proporrei un esempio ancor più concreto: immagina di dedicare del tempo, ogni giorno, alla scrittura per il tuo blog. Potresti decidere di svegliarti prima, oppure di ritardare l’ora del sonno: la scelta è tua. L’obiettivo sarebbe di scrivere un articolo al giorno, per un anno intero.

Potrebbe sembrare un impegno enorme, ma rifletti: in un anno avresti prodotto 365 nuovi contenuti. Questo non significa solo migliorare la tua scrittura e affinare le tue capacità, ma anche arricchire il tuo blog con un numero considerevole di articoli che saranno indicizzati da Google, attrarrebbero visitatori e potenziali clienti, generando nuove opportunità di business.

Una piccola modifica quotidiana nella tua routine, dunque, può innescare un meccanismo di cambiamento che potrebbe avere un impatto significativo sul tuo futuro professionale.

È proprio il caso di dire: non rompere il kaizen!

E ora, riprendiamo il filo del discorso riguardo l’abitudine a rimanere in un lavoro stipendiato che non ci soddisfa più. Come puoi rompere questo loop apparentemente inarrestabile? La risposta potrebbe risiedere, ancora una volta, in un piccolo cambiamento quotidiano.

Potresti decidere di dedicare un’ora del tuo tempo, ogni giorno, alla ricerca di nuove opportunità professionali o all’acquisizione di nuove competenze. Non serve una rivoluzione immediata, basta iniziare con piccoli passi. A prima vista, un’ora al giorno potrebbe non sembrare un grande investimento, ma pensa ai benefici a lungo termine. Potresti ritrovarti con un lavoro più gratificante, che ti stimola e ti sfida, oppure potresti scoprire un percorso imprenditoriale che ti porterebbe a creare la tua attività.

L’importante è fare quel primo passo, quel minimo cambiamento, che può diventare la chiave per aprire le porte a un futuro più soddisfacente e gratificante.

Come modificare le abitudini: strategie e consigli

Ora che abbiamo esplorato il potere delle abitudini e di come piccoli cambiamenti possano portare a grandi trasformazioni, è il momento di passare alla pratica. Sì, perché conoscere e capire è importante, ma senza l’azione queste informazioni rimarrebbero sterili. Ecco quindi una guida su come modificare le abitudini, in modo particolare quelle legate alla nostra vita professionale, al fine di aprirci a nuove opportunità di business e di crescita personale.

Il primo passo per modificare un’abitudine è identificarla. Dobbiamo prestare attenzione ai nostri comportamenti quotidiani, soprattutto a quelli che svolgiamo in modo quasi automatico, senza pensarci. Una volta che abbiamo individuato un’abitudine che vogliamo cambiare, dobbiamo analizzarla alla luce del modello del “loop dell’abitudine” di Duhigg, cercando di individuare il segnale, la routine e la ricompensa.

Partiamo dal segnale. Dobbiamo cercare di capire cosa innesca la nostra abitudine. È un orario specifico? Un luogo particolare? Un’emozione? Solo identificando il segnale saremo in grado di intercettarlo e di intervenire prima che ci porti alla routine che vogliamo cambiare.

Passiamo poi alla routine. Questa è l’abitudine in sé, l’azione che compiamo in automatico. Qui, la strategia potrebbe essere quella di sostituire la routine attuale con una nuova. Ad esempio, se stai cercando di cambiare l’abitudine di rimanere nel tuo lavoro stipendiato che non ti soddisfa, potresti sostituirla con l’abitudine di dedicare un’ora al giorno alla ricerca di nuove opportunità di lavoro o all’apprendimento di nuove competenze.

Infine, la ricompensa. La ricompensa è ciò che ci spinge a ripetere l’abitudine, è il beneficio che percepiamo alla fine del ciclo. Qui, potresti lavorare sull’associazione tra la nuova routine e una ricompensa che ti soddisfi. Se, ad esempio, la tua nuova routine è dedicare un’ora al giorno alla formazione, la ricompensa potrebbe essere la soddisfazione di acquisire nuove competenze e di avvicinarti al lavoro dei tuoi sogni.

Vediamo ora in che modo questo può avvenire, utilizzando come esempio la mia esperienza personale nel mondo del blogging business.

Nel 2007, ho deciso di modificare le mie abitudini serali. Prima passavo le serate a suonare il pianoforte e a comporre musica nel mio piccolo studio di registrazione. Ma ho deciso di cambiare rotta e ho iniziato a dedicare le mie serate a studiare e a scrivere un eBook su “Come fare soldi online disegnando”.

Analizziamo questa trasformazione alla luce del “loop dell’abitudine” di Duhigg.

Il segnale era la necessità di soldi, un bisogno che sentivo ogni giorno, per via di bollette da pagare e scadenze varie. Questo segnale innescava la mia vecchia abitudine di andare a lavorare ogni giorno in ufficio. Quasi come se un maggiore tempo dedicato al mio vecchio lavoro potesse magicamente farmi guadagnare di più. Mi sbagliavo.

Per questo ho deciso di rispondere a questo segnale in modo diverso, instaurando una nuova routine.

La nuova routine è stata quella di dedicare le mie serate a creare un prodotto che potesse generare guadagni. Ho iniziato a studiare, a scrivere, a creare un sito web e a imparare come utilizzare Google AdWords. Questo processo non è stato immediato, è stato necessario un po’ di tempo per vedere i risultati, ma la chiave è stata la costanza e la determinazione.

Infine, la ricompensa. Dopo aver pubblicato il mio eBook e avviato le campagne di marketing, i primi incassi hanno iniziato ad arrivare sin dal primo giorno. Questa ricompensa, non solo economica, ma anche emotiva, ha consolidato la mia nuova routine e ha spezzato definitivamente l’abitudine di alzarmi ogni giorno per andare in ufficio.

Questo esempio dimostra come sia possibile modificare le abitudini, anche quelle più radicate. Non è un processo immediato e richiede impegno e costanza, ma i risultati possono essere sorprendentemente positivi e trasformativi. 

La chiave risiede nell’iniziare con piccoli passi, nell’adottare cambiamenti graduali alle nostre routine quotidiane e nel mantenere una visione chiara delle ricompense che queste nuove abitudini possono apportare. Per me, questa trasformazione ha significato molto più di una nuova carriera professionale; ha rappresentato l’opportunità di unire la libertà di gestire il mio tempo con la stabilità finanziaria, il tutto svolgendo un’attività che adoro e che continua a darmi grande soddisfazione.

Conclusioni

Per concludere il nostro viaggio nelle profondità delle abitudini, vale la pena ricapitolare i punti chiave che abbiamo esplorato. 

Abbiamo visto come le abitudini, formate da un loop di segnale, routine e ricompensa, guidino una gran parte della nostra vita quotidiana. Hanno il potere di plasmare il nostro benessere, la nostra felicità e, come ho scoperto personalmente, la nostra carriera e il nostro successo finanziario.

Ho condiviso la mia esperienza di come la rottura di un ciclo di routine e l’introduzione di nuove abitudini mi abbia portato a realizzare i miei sogni professionali. Ho dimostrato come piccoli cambiamenti, quali dedicare del tempo ogni giorno per studiare, scrivere o esplorare nuove opportunità, possano accumulare grandi risultati nel tempo.

La chiave è saper riconoscere i segnali, capire le routine che ne derivano e modificare queste ultime in modo da conseguire ricompense più appaganti. Tutto questo non è un processo immediato, ma richiede pazienza, perseveranza e soprattutto, la volontà di sperimentare e di adattarsi.

Ma soprattutto, vorrei che tu portassi a casa un messaggio fondamentale: non importa quanto possano sembrare insignificanti, i cambiamenti nelle nostre abitudini hanno il potere di trasformare radicalmente la nostra vita.

Ti invito a riflettere sulle tue abitudini, sulle tue routine giornaliere. Ti invito a interrogarti: ci sono abitudini che vorresti cambiare? C’è qualcosa nella tua vita che vorresti migliorare? Se la risposta è sì, allora perché non iniziare oggi stesso a fare quei piccoli cambiamenti?

Un passo alla volta, abbiamo detto. Ma vorrei aggiungere anche che sono sufficienti piccoli passi. Non è necessario compiere gesti straordinari: un minimo cambiamento può tradursi, a lungo termine, in risultati sorprendenti. È come se avessimo due linee parallele che, per definizione, non si incontrano mai. Ma che succederebbe se spostassimo una di queste linee, anche di un grado infinitesimale?

Ebbene, accadrebbe un fenomeno notevole: anche se all’inizio la divergenza appare minima, con il tempo e l’estensione, questa differenza si amplificherebbe. Queste due linee, che un tempo viaggiavano in parallelo, ora si dirigono verso destini molto diversi. Così è per le abitudini che modifichiamo: un cambiamento apparentemente piccolo può portare a un futuro radicalmente diverso.

Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Autore, consulente e progettista di offerte e sistemi commerciali

Online dal 2007 come autore, consulente e formatore, aiuta professionisti, consulenti e formatori a estrarre il valore dalla propria esperienza e trasformarlo in offerte ad alto valore e sistemi per portarle sul mercato e acquisire clienti. Il suo tratto distintivo è non fermarsi alla strategia: unisce intervista, scrittura, progettazione e realizzazione di libri, pagine, email, webinar, checkout, automazioni e campagne.

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1 commento

  1. annalisa bartalucci

    Eccellente ed utile articolo. Sto facendo proprio questo nella mia vita…

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