Era un giorno come tanti altri nel grigio ufficio di quella grande metropoli. Del resto, è sempre un giorno come tanti altri. Ed è sempre grigia l’atmosfera dell’ufficio di queste grandi metropoli della minchia.
In questo grigiore sempiterno di un giorno qualsiasi, un uomo di nome Marco era seduto alla sua scrivania, circondato da pile di documenti e da un’atmosfera di tensione palpabile. Marco era noto per essere un “prenditore”.
No. Non è un errore di battitura. Non si tratta di un imprenditore, ovvero, di uno che fa impresa, ma di un prenditore, e cioè di uno che prende, prende, prende sempre, mortacci sua.
Marco era proprio così: sempre pronto a cogliere le opportunità per avanzare nella sua carriera, anche a spese degli altri se necessario.
Un giorno, un collega di nome Luca, noto per essere un “donatore” – e per donatore qui intendiamo una persona sempre pronta a dare, aiutare, collaborare – si avvicinò a Marco con un sorriso e gli offrì il suo aiuto per il progetto su cui stava lavorando. Marco rimase sorpreso. Uno come lui, che neanche se scende la Madonna dal cielo compie un gesto disinteressato a favore degli altri, non riesce neanche a capire come nasce il pensiero altruistico nella mente dei giver (donatori). Per questo, è diffidente per natura.
Luca lavorò sodo, dedicando tempo ed energie al progetto di Marco senza chiedere nulla in cambio.
Come nasce un cliente
L’architettura della fiducia — lezione registrata
Monetizzare la musica AI
La voce in Suno
Come usare Suno
Torna a fare la tua musica
Grok AI
Moneyball Infomarketing
Avatar da sei cifre
Siti Web per Consulenti
Nei mesi successivi, Marco notò che Luca sembrava essere più felice e soddisfatto del suo lavoro, nonostante il fatto che stesse dando tanto senza ricevere nulla in cambio.
Ed è qui che la mente piccola del “prenditore” va in tilt. Già si è trovato di fronte a un gesto di altruismo che non capisce. Poi, come se non bastasse, l’altruista è pure contento.
“Ma vuoi vedere che questo è mezzo scemo?”, pensò Marco. Ma al di là dei suoi pensieri ingiuriosi (anche questi si annidano sempre nella mente piccola del “prenditore”), cominciò a farsi qualche domanda. C’era qualcosa di strano nel comportamento di Luca, qualcosa che aveva a che fare il suo successo e la sua felicità.
Perché sai una cosa? I donatori, i cosiddetti “giver”, sono quelli che in genere hanno successo, anche quando il mondo lì fuori, formato per lo più da masse di prenditori, giudica impietosamente tutto ciò che non conosce o non capisce.
Dare per crescere, è il titolo che ho scelto per questo tutorial. Perché oggi esploreremo proprio il potere del dare in chiave scientifica, un concetto brillantemente illustrato nel libro “Più dai, più hai” di Adam Grant. Ti guiderò attraverso le idee di Grant e ti mostrerò come il dare può trasformare la tua vita e la tua carriera, proprio come ha trasformato quella di Marco.
Ops! Questo contenuto è riservato esclusivamente ai membri di:
Carlissimo Me
Sei già parte della nostra community? Fantastico, effettua ora il login.
Altrimenti, perché non unirti a noi?
Clicca sul pulsante qui sotto per iscriverti e inizia a scoprire tutti i vantaggi di far parte della nostra piccola grande famiglia. Non vedo l’ora di darti il benvenuto!
Nelle prossime 48 ore hai uno sconto del 50%. Leggi i dettagli sulla pagina di presentazione.
Devi fare il login per accedere a questo contenuto


Questo articolo è stupendo! Sei proprio una bella persona.
Buona vita caro Carlo
Grazie, l’articolo mi ha dato degli spunti importanti!