Crescita personale

Le mie perplessità sulla gabbia mentale delle persone

Carlo D'Angiò · 24 Apr 2024 · 5 min di lettura

Deve esserci un motivo preciso che trattiene le persone dal vivere in modo più libero e felice. Qualcosa di misterioso che a me sfugge completamente, un vero e proprio enigma esistenziale, perché nonostante mi sforzi di assumere prospettive diverse, di capire le ragioni degli altri, di essere più empatico e di ascoltare con interesse sincero, continuo a non comprendere la logica di chi vive nella gabbia (mentale) del criceto.

Chi vive nella gabbia del criceto?

Tutti coloro che timbrano il cartellino in cambio di uno stipendio, inclusi i “posti fissi”, come li ha scherniti Checco Zalone in “Quo vado”. 

Ma non solo. Rientrano nella categoria dei criceti in gabbia anche i professionisti che incassano parcelle in cambio di una prestazione, poiché ogni prestazione richiede del tempo, e molte prestazioni portano via molto tempo. Questo significa che un professionista non può mai essere veramente ricco e libero allo stesso tempo. Se è ricco, è perché il suo tempo è tutto impegnato. Se è libero, probabilmente non guadagna abbastanza per considerarsi ricco.

Come dico spesso, il desiderio di immergersi completamente nel lavoro e di accumulare impegni, nella speranza di costruire un futuro, è tipico dei giovani. Essi, mancando di esperienza, vedono il mondo con occhi pieni di fiducia. Tuttavia, col passare degli anni e l’accumularsi di delusioni, questa fiducia si trasforma spesso in cinismo e impazienza.

Il vero errore: rimanere intrappolati nella gabbia mentale

Non è sbagliato iniziare, tentare o fare le prime esperienze. Al contrario, penso che fare un po’ di gavetta nel sistema possa essere utile perché aiuta a comprendere i vantaggi di gestire un’attività intelligente e, di conseguenza, di godere di una vita più libera. Il vero errore è rimanere intrappolati in quella routine, quando si è già persa ogni speranza di un cambiamento significativo.

Dobbiamo ricordare che abbiamo una sola vita, e l’idea di trascorrerla quasi interamente in un ufficio, su un mezzo di trasporto, o nei cantieri a lavorare con terra e cemento, è profondamente assurda e illogica.

Le mie sincere perplessità

Ho cominciato riflettendo su ciò che potrebbe trattenere uomini e donne consapevoli dal vivere in modo più libero e felice. Per me è davvero difficile comprendere perché tanti scelgano di restare in una gabbia. La mia perplessità nasce dal fatto che conosco bene un’alternativa, un modo diverso di vivere. Questo stile di vita permette a una persona mediamente saggia non solo di guadagnare abbastanza per vivere con dignità, ma offre anche, e soprattutto, molto tempo libero per godere di una vita più ricca e piena di significato.

Ovviamente, il fatto che io conosca l’alternativa non implica che tutti debbano praticarla. Non è questo che intendo. Ma ciò che io conosco profondamente, è anche ciò che io cerco di divulgare da molti anni. E, come me, tanti altri offrono informazioni, corsi, libri, consulenze ecc. sullo stesso argomento. 

Quello che voglio sottolineare è che le conoscenze tecniche e le strategie per iniziare un cambiamento significativo non sono affatto segrete. Sono facilmente accessibili a tutti. Basta digitare frasi come ‘bloggare per vivere’, ‘vivere con un blog’, o ‘come fare soldi con un blog’ per essere subito sommersi da una vasta gamma di informazioni, dalle più basilari alle più dettagliate.

Molte persone cercano attivamente queste informazioni, le leggono e le comprendono. Tuttavia, spesso ciò che manca è l’iniziativa o forse il coraggio di attuare un vero cambiamento. È questa la parte che mi risulta difficile comprendere. Nelle mie liste ci sono diecimila persone che hanno scaricato libri, report, video, webinar e altro ancora. Eppure, tra queste, solo una manciata ha realmente trasformato ciò che ha appreso in azioni concrete e significative.

Le mie perplessità sono cresciute ulteriormente con l’avvento dell’intelligenza artificiale. Se in passato la difficoltà di scrivere un blog poteva in qualche modo giustificare una certa esitazione, ora, con l’arrivo di strumenti come ChatGPT, non esistono più scuse valide per non avventurarsi nel mondo del blogging. 

È possibile che l’idea di guadagnare di più non sia allettante? O che non attragga il pensiero di avere più tempo libero da dedicare ai propri cari o alle proprie passioni? Forse non è desiderabile costruire un risparmio significativo per proteggersi dalle emergenze? O non è invitante l’idea di diventare un punto di riferimento per gli altri? Cosa impedisce veramente alle persone di evolversi? Quali sono gli ostacoli che le rallentano? Che tipo di zavorra mentale le mantiene ancorate, immobili, legate al palo per anni, a volte persino fino alla fine della loro vita?

Si potrebbe argomentare che, a qualcuno, semplicemente non piaccia l’idea. Ma è davvero così? Esiste veramente una competizione di piacevolezza tra il possedere un blog che genera profitti automatici e l’impiego schiavizzante in un cantiere o in un magazzino o in un ufficio? Davvero a 50 anni una persona può sentirsi soddisfatta di trascorrere i suoi migliori anni intrappolata in una routine lavorativa, rinunciando a ciò che ama fare per passione, come praticare sport, leggere, amare, viaggiare e divertirsi?

Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Proprietario di questo sito e creatore di Carlissimo Me

19 anni di blogging e infomarketing. Decine di eBook scritti, venduti… e puntualmente scopiazzati da chi non ha più un’idea manco sotto tortura. Corsi che hanno generato milioni, e centinaia di webinar dove ho visto tutto: chi vola, chi si schianta, chi riappare anni dopo dicendo “avevi ragione tu”.

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