Pensieri personali

A 85 anni mio zio pubblica un libro con le sue memorie: sua moglie lo legge e smette di parlargli

Carlo D'Angiò · 22 Mag 2024 · 5 min di lettura

Non molto tempo fa, uno dei miei zii, che credo abbia 85 anni, decise di scrivere le proprie memorie di suo pugno e di stamparle presso una tipografia locale. Era un lavoro a cui aveva dedicato molti anni e che finalmente vide la luce con grande entusiasmo. Tuttavia, vi era un piccolo dettaglio: sua moglie, di uno o due anni più anziana di lui, dopo aver letto il libro, smise di rivolgergli la parola per diverse settimane.

Il motivo? A quanto pare, mio zio aveva narrato con estrema sincerità ogni ricordo che gli veniva in mente riguardo alla sua vita, inclusi gli incontri amorosi e gli innamoramenti della gioventù. 

Forse, giunto a un’età così avanzata, aveva pensato che la moglie non fosse più gelosa come un tempo e che certi dettagli, soprattutto se considerati frivoli, potessero essere raccontati senza conseguenze.

Credo sia questo il ragionamento che abbia fatto mio zio. Preso dalla voglia di scrivere le proprie memorie e documentare la sua vita, non ha minimamente considerato che, nonostante gli anni trascorsi dal verificarsi dei fatti – o meglio, dei fattacci – avrebbe potuto ferire la sensibilità del coniuge.

Invece, mia zia ne è rimasta profondamente offesa. Tanto da non rivolgergli più la parola per molte settimane. Il loro silenzio è diventato una presenza tangibile in casa, un’ombra che aleggiava in ogni stanza, rendendo evidente a tutti il malumore di mia zia.

Era chiaro che la sincerità di mio zio, sebbene animata dalle migliori intenzioni di trasparenza e autenticità, aveva oltrepassato un confine invisibile ma sacro. Forse avrebbe dovuto considerare che certi ricordi, per quanto ormai lontani, possiedono ancora il potere di riaccendere vecchie ferite e risvegliare sentimenti sopiti. E così, il suo desiderio di raccontare tutto, senza omissioni, aveva finito per mettere a dura prova la pazienza e la tolleranza di sua moglie.

Ma non è fantastica questa storia? Peccato che non fossi presente. Il tutto mi è stato raccontato per telefono. Avrei assaporato ogni istante di questo meraviglioso amore che ancora zampilla dai pori rugosi dei miei due vecchi zii.

Un blog per scrivere le proprie memorie

A mio zio dovrò suggerire di aprirsi un blog e un account su ChatGPT. Potrà divertirsi di più a scavare nei suoi ricordi e a cogliere in ogni sua vecchia esperienza un insegnamento da lasciare ai giovani. Immagino già le sue parole, cariche di saggezza e di un’ironia sottile, trasformarsi in post affascinanti, capaci di intrattenere e ispirare chiunque li legga.

In fondo, la vita di mio zio è un tesoro di storie, avventure e riflessioni. Un blog sarebbe il palcoscenico perfetto per condividere le sue memorie, per raccontare non solo i momenti dolci ma anche quelli amari, con la stessa sincerità e passione che ha messo nel suo libro. E magari, con un po’ di fortuna, riuscirà a far sorridere anche mia zia, trasformando quei ricordi, che ora pesano come macigni, in leggere piume di memoria.

Con ChatGPT, peraltro, non dovrà faticare anni per scrivere un nuovo libro, tanto meno per scrivere un post. Già me lo immagino seduto davanti al suo computer, mentre con gli indici delle due mani chiede a ChatGPT di descrivere le caratteristiche tecniche del suo vecchio GT dell’Alfa Romeo. E poi lo vedo sorridere mentre ricorda i dettagli di quell’auto, con l’entusiasmo di un tempo, come se stesse parlando con un vecchio amico.

La descrizione precisa del rombo del motore, la sensazione del volante tra le mani, e le strade percorse in gioventù diventerebbero aneddoti vividi. E mentre scrive, potrebbe raccontare anche le avventure vissute a bordo di quella macchina, le fughe romantiche e le scorribande con gli amici.

Ritorno alla cultura dei racconti

E a mia zia direi la stessa cosa. Una donna di 85 anni, se non ha nulla che le impedisca di concentrarsi sulla scrittura, può sfornare centinaia di racconti, aneddoti e consigli utili per le giovani donne. Dio solo sa quanto vi sia bisogno di un ritorno alla cultura dei racconti, come quelle storie magnifiche raccontate davanti al fuoco, dove prendevano forma archetipi e valori umani che oggi sembrano svaniti nel nulla.

Il blog potrebbe diventare il suo diario virtuale, uno spazio in cui esprimere le sue riflessioni, condividere le sue esperienze di vita e trasmettere la saggezza accumulata in tutti questi anni. Ogni post sarebbe un piccolo tesoro, una finestra sul passato che può offrire preziosi insegnamenti per il presente. Mia zia potrebbe raccontare le sfide che ha affrontato, i traguardi raggiunti, le gioie e i dolori, creando un ponte tra le generazioni.

La sua voce sarebbe un balsamo per l’anima. Potrebbe parlare della bellezza della pazienza, dell’importanza della gentilezza, dell’arte di saper ascoltare. Le sue storie sarebbero piene di vita vissuta, di momenti che hanno plasmato il suo carattere e la sua visione del mondo.

Tsunami d’argento

A entrambi, però suggerirei di leggere prima il mio ultimo eBook “Tsunami d’argento“. Perché un conto è dare voce ai propri pensieri come uno spazio di libertà strappato alla vita, un altro conto è avere contezza del ruolo strategico che può assumere un’esperienza così importante nella società di oggi.

Così derisi e snobbati, i vecchi saggi di oggi hanno un potere immenso. Devono solo diventarne consapevoli. Ecco perché dovrebbero leggere Tsunami d’argento.

Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Proprietario di questo sito e creatore di Carlissimo Me

19 anni di blogging e infomarketing. Decine di eBook scritti, venduti… e puntualmente scopiazzati da chi non ha più un’idea manco sotto tortura. Corsi che hanno generato milioni, e centinaia di webinar dove ho visto tutto: chi vola, chi si schianta, chi riappare anni dopo dicendo “avevi ragione tu”.

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