Prima della newsletter MEF?
Una distesa di sabbia.
Niente vendite, niente gloria.
Dopo la newsletter MEF?
Boom. Inizia il rodeo.
Di chi sto parlando? Di una mia cliente — sì, una di quelle anime smarrite che finalmente si svegliano e si affidano al sottoscritto per non affondare nel pantano digitale.
Saltiamo pure la parte del nostro primo approccio, durante la quale era troppo impegnata a traslocare dalla giungla isterica di Milano a un paesello verde dove anche le pecore fanno yoga.
Ottima scelta, approvata con un cenno del mio cappello.
Qui non si scrivono romanzi, qui si stampa denaro
Quando finalmente si è sistemata, le ho detto chiaro e tondo:
Come nasce un cliente
L’architettura della fiducia — lezione registrata
Monetizzare la musica AI
La voce in Suno
Come usare Suno
Torna a fare la tua musica
Grok AI
Moneyball Infomarketing
Avatar da sei cifre
Siti Web per Consulenti
Scrivi eBook pratici, rapidi, che risolvono un problema preciso nel tuo campo.
Non consigli. Ordini. Da me non si viene per le coccole.
Lei aveva paura che scrivere un eBook fosse come scalare l’Everest: mesi di scrittura, revisione, sbattimenti vari. Roba da scrittori con la pipa e l’ego gonfio.
Ma qui non si fa poesia. Qui si fa business.
Ecco perché un giorno, con la calma di uno che ha già visto troppi fallimenti annunciati, le ho detto:
Senti un po’, oggi ti spiego come usare ChatGPT non solo per tirare fuori il miglior dannato libro che si sia mai letto nel tuo settore, ma anche per rendere l’intero processo più semplice di una scorreggia dopo cena.
Chiaro però: non è roba per pivelli. Se non conosci la tua materia, ChatGPT non ti salva. Ma se sai il fatto tuo, allora lui diventa il tuo scudiero più leale.
Primo eBook fatto. Poi il secondo. Ora il vizio è cronico.
Le ho fatto vedere, passo dopo passo, come sfornare e pubblicare eBook ogni volta che le gira. Una settimana di lavoro. Stop.
Risultato? Primo eBook fatto. Poi il secondo. Adesso sta armeggiando col terzo. E stavolta senza più guardarmi come se fossi un santone venuto giù dalla montagna.
Nel frattempo, pubblica il suo primo eBook. Sul suo sito, come le ho insegnato io — alla maniera di zio Carlo, ovviamente. Cioè senza regalare ad Amazon soldi e contatti, che sono le due uniche cose per cui vale la pena di fare quello che facciamo.
Risultati? Una tristezza. Zero vendite. “Carlo,” mi fa lei, “non ha comprato nessuno”.
E io, con la pazienza di uno che ha visto più lamentele che tramonti, le dico:
Calma. Respira. Ora ascolta queste due perle.
Uno: se nessuno sa che hai pubblicato un libro, chi vuoi che lo compri?
Due: se la gente non sa chi sei, e quindi non si fida, non ti sgancia nemmeno un centesimo bucato.
Quindi? Che si fa?
Eh, adesso te lo dico.
Notorietà e credibilità: i due muscoli che non alleni mai
Le spiego che bisogna lavorare su due cose. Due. Non cinquanta: notorietà e credibilità. Senza queste, puoi pure scrivere col sangue di unicorno, nessuno compra.
E guarda un po’ che coincidenza: proprio in quel periodo lancio la mia newsletter MEF. Le dico:
Iscriviti. Leggila. Ma sul serio. Non per fare numero. Dentro ci metto roba che non troverai nei corsi fighetti da 997 euro. È roba che ti stappa le orecchie e ti fa sanguinare il cervello.
Lei si iscrive. Apre le mie email. Le legge. Si confronta con me ogni settimana, come una che ha deciso di iniziare a giocare da professionista.
E bum. Arrivano le vendite.
Mica miracoli. Solo strategia.
E un po’ di fegato.
“Avevi ragione, Carlo”. Il tormentone del momento
Avevi ragione, mi dice. Da quando ho fatto questo, questo e quest’altro, la gente ha cominciato a comprare.

Ma va’? Davvero? Benvenuta nel mondo reale, dolcezza.
Avevi ragione, mi ripete alla sessione successiva. Le persone non leggono un cazzo di quello che c’è scritto sulla pagina. Sto pensando di semplificare tutto. Ma pensa un po’. Gente che guarda solo i titoli e clicca a caso. Che shock.

Avevi ragione, insiste pure al terzo round. Da quando ho cominciato a chiederle, le recensioni arrivano ogni giorno.
Santo cielo, comincio a pensare che potrei brevettare la frase “Te l’avevo detto”.
Il branco non ragiona. Guarda. Copia. E paga.
E ora, che succede quando il prodotto è pieno di belle recensioni, come nel caso della mia cliente? Succede che la gente abbassa le difese, si fida… e compra.
Perché il branco non ragiona. Il branco guarda cosa fa il branco. E poi lo imita.
Lei non è certo l’unica che mi dice “Carlo, avevi ragione.” Me lo dicono in tanti. Tanti. E su mille cose diverse. Compresa quella di smettere di perdere tempo su Amazon a regalare margini e dati al Grande Bezos, mentre la vera ciccia del business online resta lì, sul tavolo, fredda.
Ma lei — e qui sta la differenza — fa.
Non chiacchiera. Non cerca scuse.
Prova. Rischia. Si fida.
E così scopre che funziona.
Quando i soldi entrano, anche l’aria cambia profumo
E quando funziona… quando iniziano a entrare i piccioli, cambia pure l’ossigeno.
L’aria improvvisamente sa di riscatto, sa di “finalmente”. Sa di giusto.
Morale della favola?
Continuare a vivere oggi senza la newsletter MEF è come cercare di accendere un fuoco sfregando due sassi… mentre il bastardo seduto accanto a te ha un lanciafiamme e non te lo vuole prestare.


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