Chat-GPT

Come usare l’intelligenza artificiale per amplificare il tuo valore

L'AI non sostituisce le competenze, le moltiplica. Eppure, la maggior parte delle persone assiste immobile a questa rivoluzione, esattamente come accadde con l'arrivo di Internet.

Carlo D'Angiò · 7 Lug 2026 · 5 min di lettura

Molto umilmente, vorrei condividere una riflessione. Nasce da tutto quello che sto vivendo in questi mesi. Dalla trasformazione di Carlissimo Me — che per ora nessuno vede, perché sta avvenendo dietro le quinte — ai nuovi progetti che ho deciso di intraprendere, compreso quello musicale. E poi, naturalmente, da questo vortice continuo che è diventato il mondo dell’intelligenza artificiale.

Ed è una riflessione che continua a sorprendermi. Rimango sbalordito dall’immobilismo delle persone. Non per cattiveria. Non per superiorità. Semplicemente… sbalordito.

Un film già visto: dal Web 2007 all’intelligenza artificiale oggi

Perché è una scena che ho già visto. L’ho vista nel 2007, quando capii che Internet non era semplicemente un luogo dove pubblicare un sito, ma uno strumento capace di cambiare completamente la mia vita. Dicevo che il web mi avrebbe reso libero. Molti sorridevano. Altri mi prendevano apertamente in giro.

La cosa curiosa è che, quasi vent’anni dopo, molti di quelli che ridevano stanno cercando di costruire esattamente quel modello di vita per cui allora mi deridevano.

E oggi sto rivedendo lo stesso film. Solo che il protagonista, questa volta, si chiama intelligenza artificiale.

Il grande malinteso: trucco o moltiplicatore di competenze?

Ma c’è un problema: è quasi impossibile spiegare che cosa significhi davvero usare l’intelligenza artificiale a chi non la usa. Dal loro punto di vista sembra un trucco. Una scorciatoia. Quasi una forma di imbroglio.

È lo stesso ragionamento di chi, sotto un mio video realizzato con Carlo AI — dichiaratamente creato con l’intelligenza artificiale — scrive:

“Peccato che sia fatto con l’AI”.

E ogni volta mi viene spontanea la stessa domanda. Peccato per chi? E soprattutto… peccato per cosa?

Cosa significa davvero usare l’intelligenza artificiale sul campo

Vi racconto solo quello che è successo qualche sera fa. Ho completamente riorganizzato oltre mille tutorial presenti sul mio sito. Più di cento categorie. Alcune eliminate. Altre accorpate. Altre ancora create da zero. Non un semplice riordino estetico, ma una nuova architettura pensata como un vero percorso di apprendimento.

Ora, quei tutorial li ho scritti io. Ma li ho scritti nell’arco di cinque anni. Chi si ricorderebbe il contenuto di oltre mille articoli pubblicati in cinque anni?

Eppure, durante quel lavoro, sapevo esattamente che cosa conteneva ogni tutorial, quali argomenti affrontava, con quali altri contenuti dialogava e dove sarebbe stato più utile collocarlo.

Non perché abbia una memoria straordinaria. Ma perché Claude è stato capace di leggere, comprendere e ragionare insieme a me sull’intero patrimonio di contenuti, eseguendo poi tutto il lavoro tecnico attraverso poche righe di codice.

Quello che normalmente avrebbe richiesto giorni di lavoro è stato completato in circa un’ora. E no, non è stata magia. Non è stato “vincere facile”. È stato semplicemente sapere che cosa chiedere, perché chiederlo e come verificare che il risultato fosse corretto.

Il valore reale: l’AI amplifica la competenza, non la sostituisce

Ed è qui che nasce il malinteso. Molti pensano che l’AI sostituisca la competenza. Io sto vedendo l’esatto contrario. L’AI amplifica la competenza. Lo so, ne ho già parlato. Ma qui serve ripeterlo. Se non conosci una materia, puoi ottenere testi, immagini, codice e idee. Certo. Ma se conosci davvero quella materia, allora succede qualcosa di completamente diverso.

L’intelligenza artificiale smette di essere un giocattolo. Diventa un moltiplicatore. È come mettere un’orchestra nelle mani di chi sa già dirigere la musica.

Per questo continuo a dire che l’AI non rende tutti esperti. Rende enormemente più potenti gli esperti. E permette a chi è all’inizio di imparare con una velocità che fino a ieri sarebbe sembrata fantascienza.

Dalle idee al business: creare valore in tempo reale

Ma torniamo al punto iniziale. Mai, nella storia recente, è stato così semplice trasformare un’idea in qualcosa di concreto. Mai è stato così semplice creare valore.

Ti mancano le idee? Puoi generarne decine in pochi minuti. Ti manca un metodo? Puoi costruirlo passo dopo passo. Non conosci uno strumento? Puoi impararlo dialogando con qualcuno che, virtualmente, ha letto migliaia di manuali al posto tuo. Vuoi raggiungere un mercato internazionale? Puoi progettare strategie, contenuti e prodotti in qualsiasi lingua.

Ve ne dico un’altra, senza scendere nei dettagli. Qualche settimana fa mi sono imbattuto in un video di un’ora… completamente in inglese. Io non parlo inglese, ma NotebookLM sì. Lo ha tradotto per me in pochi secondi. Ripeto, pochi secondi.

Ma non è questa la notizia. La notizia è un’altra. Da quel video ho intercettato un’idea che probabilmente non avrei mai incontrato. L’ho sviluppata, l’ho trasformata in un eBook e l’ho pubblicato praticamente subito.

Oggi quell’eBook sta generando risultati economici che, fino a poco tempo fa, non avrei immaginato.

Perché restare fermi? La scala oggi è alla portata di tutti

Capite dov’è il punto? Il valore non era nella traduzione. Il valore era nell’aver potuto accedere, in mezz’ora, a una conoscenza che altrimenti sarebbe rimasta fuori dalla mia portata. E averla trasformata, quasi in tempo reale, in qualcosa di utile per le persone e, di conseguenza, anche per il mio lavoro.

Naturalmente tutto questo non significa che domani mattina chiunque possa fare qualsiasi cosa. L’esperienza continua a contare. Perché se non conosci un settore, spesso non sai nemmeno quali domande porre.

Ma c’è una differenza enorme rispetto al passato. Oggi il primo gradino della scala è jumped/diventato bassissimo. Chiunque può salirci. Chiunque può iniziare.

Eppure, state fermi. Ed è proprio questo che continuo a non capire. Non capisco perché così tante persone rimangano ferme.

Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Proprietario di questo sito e creatore di Carlissimo Me

19 anni di blogging e infomarketing. Decine di eBook scritti, venduti… e puntualmente scopiazzati da chi non ha più un’idea manco sotto tortura. Corsi che hanno generato milioni, e centinaia di webinar dove ho visto tutto: chi vola, chi si schianta, chi riappare anni dopo dicendo “avevi ragione tu”.

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