Mille nefandezze. Mille aberrazioni. Mille non-sensi che sopraggiungono a pioggia uno dietro l’altro come un fuoco di fila in una battaglia campale. Siamo sfiniti dalle scemenze che ci rincorrono.
Ma quello che faticherò di più a dimenticare è l’ignavia di molti imprenditori, formatori, colleghi, immersi nel menefreghismo più becero e infame.
Il mondo crolla a pezzi, e con esso i mercati da cui succhiano soldi, e loro, distaccati e insensibili come avvoltoi sui rami secchi, continuano a sminuzzare le carcasse che rimangono sul terreno.
I mercati si cercano, si studiano, si creano, ma più di tutto si tutelano. E quando la storia travolge le regole del vivere civico con una tale spropositata abbondanza di soprusi e scemenze, il cuore da proteggere, il bene più prezioso da circondare con muri alti e resistenti, non è più (solo) l’orticello della propria casa – sebbene anche quello vada protetto – ma il resto del mondo che ci circonda. Perché noi siamo in quanto siamo in mezzo agli altri. Senza gli altri, non c’è un noi. Non ci sono io. Non ci sei tu. Non c’è più nessuno. Non c’è più niente.
Ciascuno dovrebbe guardare l’orizzonte come un luogo fatto di vita per tutti. In quell’orizzonte c’è la tua crescita, il tuo benessere, la tua affermazione personale e professionale che esistono solo perché esistono anche quelle degli altri.
Ecco, stanno distruggendo l’orizzonte. E come uno tsunami che travolge con violenza le coste di un continente, una forza anti-democratica sta spazzando via ogni cosa, mentre voi indolenti e incredibilmente insensibili continuate a vendere la granita al limone sulla spiaggia delle vittime.
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All’inizio, avevo solo bisogno di parlarne, di confrontarmi con i miei amici e lettori. Poi, però, mi sono accorto che il mio pensiero era ampiamente condiviso da persone che neanche conoscevo. Ho ricevuto migliaia di contatti e messaggi privati che mi ringraziavano per quello che stavo facendo, per i ragionamenti che proponevo, per le informazioni che offrivo. Ho visto medici che ripostavano i miei articoli, gruppi di discussione che mi taggavano, giornalisti non allineati che volevano conoscermi. Tutti impegnati come me in questa assurda battaglia di verità e buon senso che non sembra avere fine.
L’idea di questo pamphlet è nata dall’esigenza di raccogliere i migliori contenuti a tema sul mio profilo per metterli in bella copia e lasciare qualche traccia per i posteri.


Intelligentissima considerazione.
Ciò che hai appena descritto è una gravissima forma di arroganza che si constata anche nella vita comune, per esempio ogni volta che un negoziante tratta con sufficienza un cliente,
o un ristoratore manca di dovute attenzioni e o gentilezza e o educazione a chi siede ai suoi tavoli…
Sembrano dimenticare che se le attività prosperano lo fanno in virtù della gente che aquista i loro prodotti /servizi.
Nessun saggio “ortolano” si aspetta di raccogliere ortaggi da un campo che non ha mai zappato e innaffiato.
Totale mancanza di saggezza ed etica di cui comunque faranno le spese.
Buona vita Carlo.
Hai pienamente ragione Carlo. Non si può trattare l’argomento “libertà”, crescita personale, realizzazione professionale, ecc. ecc. quando poi si sta zitti, facendo finta di niente o che addirittura si accettano come “giusti” i soprusi e le aberrazioni che stiamo vivendo in questi tempi.