Da Giacomo Poretti di Aldo, Giovanni e Giacomo, il trio comico con cui sono cresciuto, a Seth Godin, autore e blogger che stimo e seguo da molti anni ma che da questa notte ha cambiato posizione nella mia mente, ogni giorno una delusione tremenda, profonda. Non passa più.
Nessuno può invocare il valore della scienza e nel contempo difendere i vaccini, senza cadere nella più atroce delle contraddizioni: quella di chi parla come utile amplificatore di una narrazione non scientifica ma imperante, e quindi senza conoscere veramente la materia, senza cioè aver mai provato in prima persona gli effetti e il dolore di chi proprio a causa delle vaccinazioni non ha più una vita normale, se di vita si può ancora parlare con riferimento a quello che rimane.
Seth Godin, dal marketing alla propaganda
Seth Godin scrive prevalentemente di marketing, di web, di crescita imprenditoriale. Ma non manca di cogliere talvolta l’occasione per sganciare attraverso il suo blog qualche bomba propagandista.
Improvvisamente, leggerlo mi è sembrato come leggere le banalità di Gianni Morandi: un’esperienza fastidiosa, intrisa di messaggi inutili, stucchevoli e propagandistici.
L’ho scoperto poco fa, mentre navigavo sulle sue pagine, e un’improvvisa curiosità di conoscere il suo pensiero sulla pandemia mi ha spinto a digitare alcune chiavi di ricerca.
Ebbene, il mostro di buon senso che viveva nella mia mente fino a poco prima, si è disintegrato all’istante come un palazzo che cede alle bombe.
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Dalla retorica sui negazionisti e sui complottisti alla difesa imbarazzante dei vaccini di qualsiasi epoca, è emerso nella sua prepotente banalità un uomo che giammai avrei pensato di scoprire in questa nuova veste.
In questo articolo scrive che “I vaccini non sono la causa dell’autismo e salvano la vita di milioni di bambini (e genitori)”. Come se i no-vax fossero propugnatori accaniti di una teoria, in questo caso “vaccini = autismo”.
Chi sono i no-vax
Anche qui sento il dovere di sottolineare qualcosa che molti “ciarlatani” trascurano o ignorano completamente: il vero no-vax non è contrario ai vaccini per superstizione o per diffidenza infusa. Il vero no-vax è quasi sempre un ex pro-vax danneggiato dai vaccini.
Il vero no-vax è quasi sempre un pro-vax danneggiato dai vaccini che diventa no-vax
Provando a spiegare questo concetto in modo semplice come fosse un’immagine illustrata per bambini, immaginiamo un genitore che porta il suo figlioletto a un centro medico per eseguire la profilassi prevista dal programma vaccinale dello Stato.
In quel momento, quel genitore non è affatto un no-vax. Anzi, è convinto di fare la cosa giusta, altrimenti non avrebbe mai esposto il suo figlioletto a un pericolo grave. È evidente che non sa. E chi non sa, non sa di non sapere. E se in quel momento qualcuno gli domandasse cosa ne pensa dei vaccini pediatrici, la sua risposta sarebbe immancabilmente simile a quella di Seth Godin: i vaccini salvano la vita di milioni di bambini.
Ma andiamo avanti. Il medico inietta il farmaco vaccinale. Il bambino potrebbe piangere per la punturina. Due coccole, una caramella, un fazzoletto per asciugare i lacrimoni, e una valanga di baci che il genitore non esita a riversare sulle gote arrossate di suo figlio.
I sorrisi di cortesia si sprecano. Il medico verso il genitore. Il genitore verso il medico. È una cosa giusta da fare. Neanche a parlarne. È così, e basta. E si va via.
La notte, il bambino ha un po’ di febbre. Il genitore chiama il medico per capire come comportarsi. Ma il medico lo tranquillizza: è tutto normale. C’è sempre un po’ di febbre dopo il vaccino. C’è da stare tranquilli, perché poi passa.
Ma il bambino continua a stare male. Alla febbre si aggiungono nuovi strani sintomi. Le convulsioni. Lo sguardo assente. Il tremore alle mani e ai piedi. Qualcosa non torna.
Il genitore, prende il bambino e lo porta in ospedale. Cominciano le visite. Emergono diagnosi di ogni sorta. Il bambino sta male. Lo calmano con dei farmaci. Fanno rientrare il tremore. Lo sedano. Lo addormentano. Ma non arrivano a nulla.
Nessuno osa parlare di vaccini. E anche se il genitore prova a chiedere, la risposta è quasi sempre evasiva o di esclusione di correlazione. I vaccini sono sicuri, raccontano. Lo hanno detto quelli dell’ASL al medico. E a quelli dell’ASL lo hanno detto quelli del ministero. E a quelli del ministero lo hanno detto quelli dell’AIFA. E l’AIFA sa il fatto suo, perché a loro lo hanno detto direttamente quelli che li producono.
Nel frattempo, il genitore se ne torna a casa con il dubbio atroce che possa trattarsi di una reazione avversa, ma non lo dice. Non vuole e non può ammetterlo. Perché se lo facesse, non potrebbe sottrarsi alle sue responsabilità di genitore che semplicemente si è fidato di qualcosa o di qualcuno, senza conoscere la vera materia del contendere.
È silenzioso. Ma il pensiero torna. È stato il vaccino? Lo pensa svariate centinaia di volte nella giornata, ma non lo dice. Fino a quando, un giorno, costretto a fare qualcosa di più per il figlio oramai ridotto come un vegetale nel lettino di casa, scopre qualcuno, un centro, uno specialista, un medico fuori dagli schemi, che diagnosticando un qualche tipo di malattia irreversibile (tipo l’autismo), gli conferma che è stato il vaccino.
A quel punto, quel genitore modello che in modo solerte aveva accompagnato il suo figlioletto al centro vaccinale per la profilassi pediatrica, diventa un no-vax.
Capita la storia, Seth Godin?
No-vax si diventa
Il no-vax non esiste in natura. È un essere che nasce dalle mostruosità del sistema, dal dolore, dalla perdita, dalla sofferenza che viene imposta dalle autorità in nome della salute pubblica e di una scienza che parla solo se autorizzata e mai contraria alla politica del momento.
No-vax, mio caro Seth, si diventa.
E quando diventi no-vax, significa che hai pagato davvero molto cara la tua scelta di seguire il sistema. E quando finalmente realizzi tutto quello che è successo, entri in una nuova fase dell’esperienza umana, una fase dove non c’è spazio per le scemenze di chi crede di fare cosa buona e giusta, divulgando filastrocche perbeniste di gente superficiale che semplicemente non sa di non sapere.
Un argomento che appiattisce e rende superficiali
La mia delusione riguarda proprio la superficialità di pensieri che si riproducono nell’etere come il riverbero del nulla elevato a scienza.
In questo articolo (data 17 maggio 2020), Seth parla delle teorie del complotto con intenti chiaramente critici per esaltare la scienza ufficiale. Ma quello che mi stupisce è che un uomo sagace come lui non abbia in nessun altro articolo cercato di comprendere che la diffidenza non è figlia della superstizione, ma frutto delle mille incoerenze e nefandezze della narrazione ufficiale.
In cosa sbaglia una persona mediamente senziente, quando esprime i suoi dubbi sulla credibilità di un farmaco prodotto dall’azienda più condannata al mondo per i danni che ha provocato IN MALA FEDE con i suoi farmaci?
La storia. Esattamente.
Come lui stesso (Seth) scrive, “la verità storica è un evento realmente accaduto. Sappiamo che è successo perché ha lasciato prove, testimoni e altre prove”.
Esattamente. I danni provocati dalle aziende farmaceutiche sono verità storiche. Sappiamo che è successo perché ci sono atti processuali e sentenze passate in giudicato. Così come è altrettanto storica la verità di un comportamento illecito che da diversi decenni a questa parte sembra essere immutabile. Le cause e le condanne si ripetono a ritmi vertiginosi.
Non è un errore del momento o della gestione dell’epoca; è piuttosto una politica convinta e consolidata che viene puntualmente posta in essere, senza scrupoli, senza riserve, e senza neanche il controstimolo di una sanzione pecuniaria importante, perché non c’è somma che possa inibire l’azione criminale di questi malati di mente.
È storia, dunque. E ignorare la storia per abbracciare una sorta di scientismo religioso è molto stupido e molto superficiale.
A quanto pare, non solo di ignavia sono fatti i formatori.
Seth Godin, hai toppato!
È tutto sbagliato
Un uccello nato in gabbia crede che volare sia una malattia
All’inizio, avevo solo bisogno di parlarne, di confrontarmi con i miei amici e lettori. Poi, però, mi sono accorto che il mio pensiero era ampiamente condiviso da persone che neanche conoscevo. Ho ricevuto migliaia di contatti e messaggi privati che mi ringraziavano per quello che stavo facendo, per i ragionamenti che proponevo, per le informazioni che offrivo. Ho visto medici che ripostavano i miei articoli, gruppi di discussione che mi taggavano, giornalisti non allineati che volevano conoscermi. Tutti impegnati come me in questa assurda battaglia di verità e buon senso che non sembra avere fine.
L’idea di questo pamphlet è nata dall’esigenza di raccogliere i migliori contenuti a tema sul mio profilo per metterli in bella copia e lasciare qualche traccia per i posteri.


E pensare che ho fatto non so cosa per poter avere i suoi libri!!!!
Anche lui ha gettato la maschera!!!
E’ evidente che essere un asso in marketing, web, e crescita imprenditoriale non implica necessariamente essere un asso anche in evoluzione personale.
Buona vita Carlo.
Voglio aggiungere a ciò che ho scritto questa lettera di un padre infermiere con il figlio autistico danneggiato da vaccino che ho trovato sul sito di Valdo Vaccaro: https://www.valdovaccaro.com/mio-figlio-autistico-causa-dei-vaccini/
Leggetela.
PS: Caro Seth, hai toppato di brutto.