Controinformazione

Lo stress della pandemia e le amicizie rovinate per sempre

Carlo D'Angiò · 19 Gen 2022 · 5 min di lettura

Questi due anni di pandemia e di problemi correlati (chiusure, mascherine, vaccini, carta verde etc.), comunque la sia voglia vedere, ci hanno insegnato che non esistono più certezze, e che tutto ciò che davamo per scontato, può essere improvvisamente e incredibilmente tradito, violato, calpestato o cancellato.

Uno dei settori antropologici più colpiti dal fenomeno della pandemia è quello delle amicizie e dei rapporti umani.

Ciascuno di noi si è ritrovato improvvisamente da uno dei due lati della storia, contrito e sconvolto dalla velocità con cui vecchi rapporti più o meno cordiali, più o meno profondi, più o meno autentici, si sono disintegrati alla luce del sole, senza neanche troppi giri di parole.

Le divisioni hanno colpito in modo trasversale e violento ogni sorta di gruppo o di legame, da quelli più insospettabili, come le coppie e le famiglie di sangue, alle comitive di compagni e colleghi di lavoro, fino ad arrivare addirittura ai rapporti più indistruttibili per antonomasia, come quelli che intercorrono tra una madre e un figlio o una figlia.

Il passato è pregno di nefandezze e atrocità. Le guerre e le barbarie hanno caratterizzato ogni secolo, da quando l’uomo occupa la scena del mondo. Ma ho seri dubbi a credere che sia mai successa una cosa del genere prima di oggi. Non perché non ci siano mai state guerre intestine nelle famiglie o tra coniugi o tra amici di vecchia data, ma perché mai quelle guerre intestine hanno riguardato tutta la società nel suo complesso nello stesso momento.

Non è mia intenzione sviluppare argomentazioni difensive per quelli che sono più vicini alle mie posizioni, e di conseguenza puntare il dito contro quelli che invece non lo sono. 

Intendo solo creare un momento di riflessione comune su qualcosa che sembra ci stia sfuggendo di mano. 

Si può fare anche a meno di un amico, nonostante la sofferenza, la delusione, la tristezza di una simile scelta, ma non si può fare a meno dell’amicizia come valore fondante della nostra umana condizione. 

Unus homo, nullus homo, dicevano i latini. Il che significa che l’idea di chiudersi come una tartaruga nel guscio delle proprie paure non apre alcuna prospettiva per il futuro.

Fossimo tutti napoletani, potremmo risolverla con un paio di ritornelli, del tipo Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato, scurdàmmoce ‘o ppassato, simmo ‘e Napule paisà

Ma non tutti hanno la fortuna di avere un cuore napoletano. E per questo bisogna lavorare su fattori diversi per recuperare una visione del futuro che non sia fatta di odio e rabbia.

Un giorno, molti anni fa, mio zio Carlo venne a farmi visita, e scorgendo nei miei occhi la tristezza per un amore impossibile di cui ero vittima, mi disse:

“Carlo, il primo amore è bello, ma il secondo è più bello ancora”.

Aveva ragione.

Le amicizie possono nascere ancora sotto la luce di nuove stelle. Magari, non saranno quelle pure di due giovani adolescenti. Ma avranno il merito di essere costruite intorno a qualcosa di forte e autentico in cui ciascuno di noi oggi si riconosce.

Quale momento migliore per costruire nuove amicizie… più belle ancora?

È tutto sbagliato

Un uccello nato in gabbia crede che volare sia una malattia

All’inizio, avevo solo bisogno di parlarne, di confrontarmi con i miei amici e lettori. Poi, però, mi sono accorto che il mio pensiero era ampiamente condiviso da persone che neanche conoscevo. Ho ricevuto migliaia di contatti e messaggi privati che mi ringraziavano per quello che stavo facendo, per i ragionamenti che proponevo, per le informazioni che offrivo. Ho visto medici che ripostavano i miei articoli, gruppi di discussione che mi taggavano, giornalisti non allineati che volevano conoscermi. Tutti impegnati come me in questa assurda battaglia di verità e buon senso che non sembra avere fine.

L’idea di questo pamphlet è nata dall’esigenza di raccogliere i migliori contenuti a tema sul mio profilo per metterli in bella copia e lasciare qualche traccia per i posteri.

Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Proprietario di questo sito e creatore di Carlissimo Me

19 anni di blogging e infomarketing. Decine di eBook scritti, venduti… e puntualmente scopiazzati da chi non ha più un’idea manco sotto tortura. Corsi che hanno generato milioni, e centinaia di webinar dove ho visto tutto: chi vola, chi si schianta, chi riappare anni dopo dicendo “avevi ragione tu”.

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1 commento

  1. Rosanna

    Sono del parere che le amicizie che si stringono in questo momento particolare in cui la società annaspa, siano davvero più autentiche, perché forgiate da valori come il rispetto per se stessi innanzi tutto, e perciò di riflesso sul prossimo.

    Il “rispetto” è quel valore gravemente sottovalutato, che venendo a mancare ha determinato la miseria sociale che vediamo intorno a noi.

    Di certo la scelta di aprire la porta a una nuova amicizia sarà adesso più selettiva e consapevole.

    Abbiamo speso tante di quelle energie per ripulire il nostro animo dalla sporcizia del dispiacere nel constatare la vera indole delle persone con le quali ci rapportavamo, che quelle che ci restano le spenderemo con più attenta cura per chi sarà in grado di guadagnarsi la nostra fiducia.

    Buona vita Carlo.

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