Blogging Business: mindset, strumenti, organizzazione 1/2

Benvenuto in questa lezione sul blogging business.

Il numero degli iscritti alla nostra membership sta crescendo settimana dopo settimana. Uno dei motivi di questa felice crescita è lo spazio che abbiamo deciso di dedicare al tema del blogging business, non solo per chi ama il blog come strumento di comunicazione e di marketing, ma anche come alternativa intelligente al modello oramai in declino di Facebook e dei suoi funnel per malati di mente.

Attenzione, però: avviare un blog per fare business non significa scomparire da Facebook o cancellare Facebook dai propri piani strategici, ma ripensare al proprio ruolo sui mercati in una chiave diversa, indipendente, fuori dalla bolla degli insulti e delle pernacchie degli haters, in un contesto autentico di community costruito con pazienza e qualità.

Come avrai modo di ascoltare nella teleconferenza qui sotto (01:44:17), il blogging business ti permette di usare Facebook (e Google) per convogliare traffico sulle tue pagine. Ma qui deve succedere qualcosa, affinché questo traffico si converta, decida cioè di sottoscrivere un abbonamento e di rinnovarlo ogni mese per continuare a seguire le tue pubblicazioni.

Ne parlo ampiamente nella teleconferenza: quello che deve succedere, può succedere solo sulle tue pagine, nei tuoi archivi, tra i contenuti in chiaro e quelli riservati.

Vedremo che questo modello non ha bisogno di ipnotizzare il pubblico per nascondere prima dell’acquisto, come fanno i sostenitori (se ancora esistono) dell’high ticket. Al contrario, possiamo e forse dobbiamo mostrare il più possibile. La forza di questo modello è insita nella possibilità di mostrare buona parte dei contenuti e di modulare il tutto tra il “cosa fare” e il “come farlo”.

Il mindset del blogging business

Il blogging business richiede tempo e dedizione. Come un orto, non offre risultati immediati; ma se sai prendertene cura, seguendo le procedure corrette, avrai molte soddisfazioni, sia economiche che professionali.

È del tutto evidente che la bolla Facebook, soprattutto nei marketer nati con il social, ha prodotto una sorta di appiattimento mentale sulle cose da fare. Fuori o senza le ADS, sono spaesati e confusi, privi di iniziativa. Nono riescono a immaginare un business online che non parta da una sponsorizzata e finisca su una pagina di vendita scritta, nella migliore delle ipotesi, per nascondere, fingere, ipnotizzare.

Il blog, invece, con i suoi articoli, con le sue categorie, con la sua predisposizione alla modulazione strategica di contenuti formativi in tutti i formati possibili, è esso stesso una pagina di vendita permanente e ubiqua.

Gli iscritti alla mia membership entrano per lo più dagli articoli. Qualche volta dalla pagina di vendita.

Va da sé che il blog deve essere programmato, curato, arricchito, sostenuto, promosso. Ci sono gli strumenti per farlo con intelligenza. Ma serve la giusta mentalità, quella di un blogger che semina per raccogliere, e non di uno “scappato di casa” in cerca di facili fortune.

A questo punto, però, direi di tuffarci nella teleconferenza. Prenditi un paio d’ore. Mettiti di fianco un quaderno degli appunti. E se hai domande per me, scrivile nei commenti.

Cominciamo.

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Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Proprietario di questo sito e creatore di Carlissimo Me

18 anni di blogging e infomarketing. Decine di eBook scritti, venduti… e puntualmente copiati da chi non ha più un’idea manco sotto tortura. Corsi che hanno generato milioni, e centinaia di webinar dove ho visto di tutto: chi vola alto, chi si schianta, chi riappare anni dopo dicendo “avevi ragione tu”.

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2 Commenti

  1. Roberto Ragusa

    Mi piace questo modello di business, asseconda in mio senso etico del lavoro.

    Rispondi
    • Carlo D'Angiò

      È così anche per me. Ma è praticabile solo da chi ha qualcosa da raccontare (come nel tuo caso).

      Rispondi

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