Nel 2008 fui invitato a parlare in un webinar come relatore esperto di blogging business. Insieme a me c’erano altri relatori, tutti molto più bravi e molto più esperti di me. Uno di questi era il compianto Marco De Veglia che durante il suo intervento raccontò una serie di storie di successo legate all’infomarketing.
A Marco – che ho poi conosciuto meglio più avanti nel tempo, anche se non abbiamo mai legato – devo riconoscere il merito (nei miei riguardi, intendo) di avermi inebriato con quelle storie, imprimendo alla mia carriera di blogger una velocità e una voglia di fare che forse prima non avevo ancora acquisito, nonostante i risultati pazzeschi che già avevo riscontrato nei primi mesi di attività online.
I milionari della porta accanto
Marco, nei suoi racconti, usò una definizione che più di tutto il resto mi pervase positivamente. Parlò dei “milionari della porta accanto”. Forse, lo fece con riferimento al libro di Thomas J. Stanley e di William Danko, intitolato «Il milionario della porta accanto» (al singolare).
Sta di fatto che quella definizione trasmetteva un’immagine precisa e (per me) romantica dei marketer milionari: NON gente ricca grazie a un’eredità o a una formazione d’élite che vive nei quartieri eleganti, secondo lo stereotipo del milionario, ma gente anonima che lavora da casa, in pantofole, con un laptop, e che normalmente presta molta attenzione alle spese e allo stile di vita.
Quelle parole hanno segnato il mio percorso in tutti questi anni, lo hanno calibrato su quella idea, confermandola in risposta alle mie esigenze di cambiamento.
È noto infatti il mio stile di vita (direi quasi bucolico), lontano dai palazzi di vetro e dalle riunioni di staff.
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Sono scappato da un sistema di lavoro che mi aveva nauseato proprio per l’eccessiva presenza di meeting, viaggi, scrivanie, bilanci e formalismi vari.
Ci volle molto coraggio per cancellarmi dall’ordine professionale. Ma quel coraggio mi venne offerto proprio dall’idea romantica che avevo sviluppato del business online: lavorare da casa in pantofole, lavorare di testa, libero negli orari e nello spazio, capace di mantenere la mia famiglia con delle entrate dignitose.
Marco sigillò quella mia idea con l’espressione “Milionari della porta accanto”.
Il ritorno del blogging business
In queste ultime settimane di profonda riflessione sul futuro del web e delle attività online, analizzando le vicissitudini dei social, la confusione degli utenti, il delirio degli algoritmi, l’incredibile falcidia censoria che taglia impietosamente la libertà di pensiero e di espressione, appare sempre più evidente la necessità per autori e lettori di riappropriarsi dello spazio comune della rete, di ritornare all’aperto nei luoghi di tutti, di respirare un’aria di confronto sereno e di libero mercato, e di uscire quindi, o forse scappare dagli hangar sempre più angusti e velenosi dei social media.
La critica dei social non può essere evitata, soprattutto da chi come me studia e analizza certi fenomeni per lavoro. Non possiamo fare finta di niente e tirare a campare. Anche il più piccolo tra gli imprenditori ha il dovere di provare a scorgere gli andamenti e predisporre le mosse giuste. Si può cadere in errore, certo, e quindi trovarsi di fronte a uno scenario diverso da quello immaginato. Ma non si può assolutamente ignorare il declino che sta colpendo l’intero settore del business online.
Tutti i sistemi di ingaggio che fino a pochi mesi fa passavano per lo più attraverso le sponsorizzate di Facebook, sono in una condizione di stallo imbarazzante. C’è una battuta micidiale d’arresto che non sembra volgere al termine. Al contrario, si ha la netta sensazione che non sia una banale contingenza storica, come molti sono portati a credere erroneamente, ma una sorta di precisa volontà socio-economica extra-politica.
È come se il proprietario di un grande centro commerciale decidesse improvvisamente di inasprire in modo assurdo le regole del gioco, impedendo ai piccoli negozi di avere una vetrina, di attrarre pubblico, di fare business.
Significherebbe indurre le attività del centro a uscire dall’hangar e a tentare una risalita nei mercati di quartiere, tra la gente, negli spazi aperti che appartengono a tutti.
Fino a oggi poteva apparire rischioso, perché se la gente continua a frequentare i centri, il negozio di quartiere non ha molto futuro. Ma quando sono i consumatori a cercare i negozi di quartiere, il discorso cambia.
È successo con le newsletter che stanno riportando al centro della scena il fascino di un modello ad abbonamento che sembrava essere finito nel dimenticatoio.
E sta succedendo con i blog che mai come oggi rappresentano l’unica via di fuga per marketer e content creator paralizzati nelle sabbie mobili di Facebook.
Come per il negozio di quartiere, anche per i blog il futuro appare molto interessante perché sono i consumatori (i lettori di notizie possibilmente vere) a chiederne il ritorno.
C’è voglia di verità, di confronto onesto, di varietà di vedute. C’è voglia di appartenenza libera. C’è voglia di tribù.
Che si tratti di politica, di economia, di cibo, sport, salute, arte, musica, moda, marketing e così via, il blog è destinato a riprendersi il suo posto sulla scena del business.
Il mio suggerimento per i marketer è di prendere atto del fallimento dei social in questa singolare fase storica e adoperarsi al più presto per costruire un futuro finanziario più luminoso e sicuro grazie al blog.
Esistono più di 20 settori in cui è possibile fare blogging con profitto in stile “Milionari della porta accanto”. Per ognuno ci sono decine di casi di successo da conoscere, studiare, modellare con intelligenza.
Il ritorno della tribù
Martedì 26 aprile, ore 22.00, terrò un webinar premium sull’argomento, chiamato “Blogging Business: il ritorno della tribù”. Inutile dirti che le informazioni che ti darò al riguardo saranno micidiali e copiose. Del resto, se mi conosci, sai come funzionano i miei webinar.
Iscriviti. Clicca qui sotto, e mettiti in saccoccia questo evento.


Stupenda lettera di vendita! Sei nato con la penna in mano!
Ci vediamo al webinar del 26 Aprile.
Buona vita Carlo
Anche io sono rimasta affascinata dalla chimera del “milionario della porta accanto” …
Che poi tanto chimera non e’…
Poche parole, tanta verità 👏.
Grazie Carlo 🙏
Buongiorno Carlo.
È sorprendente per me scoprire come alcune tendenze e processi di cambiamento io riesca a percepirli ed immaginarli con estremo anticipo!
Il ritorno al Blogging e il fenomeno delle Newsletter Premium sono alcuni di questi, processi di cui tu sapientemente racconti ed educhi i tuoi studenti.
Come sai bene, io sono stato e rimango tra i tuoi studenti. Affascinato (da sempre) dalla tua scrittura e dalla tua capacità di essere trasparente, chiaro e di riuscire a trasmettere un valore come pochissimi sanno fare.
Il Ritorno al Blogging Business dello Zio Carlo non posso perdermelo!!
Complimenti, personalmente, credo che tu abbia fatto centro un’altra volta.
Grazie 🙏🏼
Grazie, Ernesto 😉