Il fatto è che stanno ricominciando. Sembra di essere a cavallo tra il 2019 e il 2020. C’è dunque bisogno di serrare le fila, perché di certo non si potrà fare affidamento sull’esperienza di chi ci è cascato… che prontamente si assoggetterà alla narrazione e ai comandi del sistema in modo acritico.
C’è una grande, gigantesca credenza sbagliata su cui bisogna lavorare intensamente, che non è tanto quella dei vaccini, delle mascherine, dei cinesi, degli immigrati, delle varianti o altro. La cazzabubbola su cui bisogna lavorare con urgenza riguarda la fiducia che le persone continuano a concedere alle istituzioni e in coloro che ne amplificano il messaggio (media mainstream).
Ci si convince che lo Stato con i suoi apparati non possa mentire. E per questo siamo portati a credere a qualsiasi cosa come dei mammalucchi, incapaci di far valere i nostri dubbi, perché a ogni timido tentativo di chiarire aspetti oggettivamente oscuri, c’è sempre qualcuno che ci zittisce – devo dire anche molto facilmente – con una o due domande del tipo “perché questo governo dovrebbe mentirci? A chi giova? Quale sarebbe il disegno nascosto?”. E di fronte a questa stucchevole banalità di uno Stato sempre giusto e super partes scatta dentro di noi quell’automatismo atavico che ci rende ciecamente sottomessi e allineati.
Lo Stato di Jean Jacques Rousseau non esiste. Non è mai esistito, se non come idea astratta. Lo Stato in cui viviamo invece è fatto di persone che corrompono, politici bugiardi, funzionari e dirigenti ambiziosi, e svariate decine di lobbies non meglio identificate che affollano il transatlantico di Montecitorio con borse piene di progetti, proposte, idee, inviti, statuti associativi, aggregazioni massoniche, contiguità mafiose e così via.
Il giovane decerebrato, e tutti quelli che gli assomigliano, a cui Facebook permette di parlare, se non è in cattiva fede, è privo di ogni conoscenza storica di fatti e vicissitudini che hanno caratterizzato il formarsi viscerale e persino violento di leggi, statuti, riforme, consuetudini e così via.
Se non è in cattiva fede, è un ignorante. È uno che crede nella Costituzione, per esempio. Ma come si fa a credere in qualcosa che non esiste e che non ha mai funzionato?
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L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Vi risulta che sia vero?
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ma dove? Qui in Italia?
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Davvero? Mi sono perso qualcosa?
Credere nella Costituzione e credere in Babbo Natale sono la stessa cosa. Ma questo, naturalmente, un giovane laureato con gli esami a crocetta non è ancora in grado di capirlo.
Voi, però, non potete affidare le scelte che riguardano la vostra vita e quella dei vostri figli a un manipolo di ignoranti bimbiminkia.
Lo Stato, non quello astratto di Rousseau, ma quello concreto di politici, comici, capi di gabinetto, affaristi e giornalisti da strapazzo, vi mente spudoratamente. Lo ha sempre fatto.
Smettiamola di credere a una superstizione. Non esiste babbo natale. Non esiste lo Stato che fa la cosa giusta per te.
Solo tu puoi fare la cosa giusta per te.


I problemi per me sono 2
1 l’ignoranza con scuola famiglia e tutto ciò che dovrebbe aiutare a crescere in consapevolezza AUTONOMA non c’è più
2 la fede in Cristo MA VERA non di anche qui banale consuetudine
Giusto Carlo, solo noi possiamo fare ciò che è giusto per noi stessi, e il sistema ce lo vuole impedire.
Infatti dobbiamo confrontarci con una manica di idioti repressi e avidi di potere.
Credo che si dovrebbero risolvere i problemi man mano che si presentano.
I corrotti che usano il loro potere (qualsiasi impiegato delle istituzioni, e anche non impiegato) si fanno forti di personaggi che si sono arrogati il diritto di punire la vittima e premiare il colpevole, o zittire la verità e amplificare la menzogna.
In realtà costoro sono vigliacchi, proprio come i bulli che si fanno forti in gruppo, ma tu prova ad acchiapparli uno per volta e vedi come si inginocchiano ai tuoi piedi. (sto seguendo il filo dei miei pensieri…)
Per quanto riguarda il popolino ha diritto anche lui di scegliere di che morte morire, e se la loro scelta è condizionata dall’ignoranza noi non possiamo farci niente e non abbiamo neanche più il dovere di mettere a rischio la nostra vita per cercare di tirarli fuori dalla melma culturale in cui si trovano.
Per quanto mi riguarda la loro vita non è più importante della mia.
Ognuno faccia il suo percorso. Forse imparerà la lezione per la prossima vita.
p.s. comunque, anche se non le rispettano, le leggi esistono ed è buono tirarle in ballo.
Nel mio blog ho scritto un articolo su un certo personaggio e alla fine ho citato e scrito per esteso l’articolo 19 del D.U.D.U. in modo da contrastare la consuetudine della censura.
Perchè si sa, la consuetudine se non contrastata può diventare legge, quindi è importare fare consuetudine delle leggi esistenti, riportarle alla luce e dargli vita.
Potremmo pensare che serva a poco, ma è sempre meglio che subire senza fare niente.
Buona vita caro Carlo.