Controinformazione

Solo tu puoi fare la cosa giusta per te

Carlo D'Angiò · 30 Dic 2022 · 3 min di lettura

Il fatto è che stanno ricominciando. Sembra di essere a cavallo tra il 2019 e il 2020. C’è dunque bisogno di serrare le fila, perché di certo non si potrà fare affidamento sull’esperienza di chi ci è cascato… che prontamente si assoggetterà alla narrazione e ai comandi del sistema in modo acritico.

C’è una grande, gigantesca credenza sbagliata su cui bisogna lavorare intensamente, che non è tanto quella dei vaccini, delle mascherine, dei cinesi, degli immigrati, delle varianti o altro. La cazzabubbola su cui bisogna lavorare con urgenza riguarda la fiducia che le persone continuano a concedere alle istituzioni e in coloro che ne amplificano il messaggio (media mainstream).

Ci si convince che lo Stato con i suoi apparati non possa mentire. E per questo siamo portati a credere a qualsiasi cosa come dei mammalucchi, incapaci di far valere i nostri dubbi, perché a ogni timido tentativo di chiarire aspetti oggettivamente oscuri, c’è sempre qualcuno che ci zittisce – devo dire anche molto facilmente – con una o due domande del tipo “perché questo governo dovrebbe mentirci? A chi giova? Quale sarebbe il disegno nascosto?”. E di fronte a questa stucchevole banalità di uno Stato sempre giusto e super partes scatta dentro di noi quell’automatismo atavico che ci rende ciecamente sottomessi e allineati.

Lo Stato di Jean Jacques Rousseau non esiste. Non è mai esistito, se non come idea astratta. Lo Stato in cui viviamo invece è fatto di persone che corrompono, politici bugiardi, funzionari e dirigenti ambiziosi, e svariate decine di lobbies non meglio identificate che affollano il transatlantico di Montecitorio con borse piene di progetti, proposte, idee, inviti, statuti associativi, aggregazioni massoniche, contiguità mafiose e così via.

Il giovane decerebrato, e tutti quelli che gli assomigliano, a cui Facebook permette di parlare, se non è in cattiva fede, è privo di ogni conoscenza storica di fatti e vicissitudini che hanno caratterizzato il formarsi viscerale e persino violento di leggi, statuti, riforme, consuetudini e così via.

Se non è in cattiva fede, è un ignorante. È uno che crede nella Costituzione, per esempio. Ma come si fa a credere in qualcosa che non esiste e che non ha mai funzionato?

L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Vi risulta che sia vero?

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ma dove? Qui in Italia?

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Davvero? Mi sono perso qualcosa?

Credere nella Costituzione e credere in Babbo Natale sono la stessa cosa. Ma questo, naturalmente, un giovane laureato con gli esami a crocetta non è ancora in grado di capirlo.

Voi, però, non potete affidare le scelte che riguardano la vostra vita e quella dei vostri figli a un manipolo di ignoranti bimbiminkia.

Lo Stato, non quello astratto di Rousseau, ma quello concreto di politici, comici, capi di gabinetto, affaristi e giornalisti da strapazzo, vi mente spudoratamente. Lo ha sempre fatto.

Smettiamola di credere a una superstizione. Non esiste babbo natale. Non esiste lo Stato che fa la cosa giusta per te.

Solo tu puoi fare la cosa giusta per te.

Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Proprietario di questo sito e creatore di Carlissimo Me

19 anni di blogging e infomarketing. Decine di eBook scritti, venduti… e puntualmente scopiazzati da chi non ha più un’idea manco sotto tortura. Corsi che hanno generato milioni, e centinaia di webinar dove ho visto tutto: chi vola, chi si schianta, chi riappare anni dopo dicendo “avevi ragione tu”.

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2 Commenti

  1. Roberta

    I problemi per me sono 2
    1 l’ignoranza con scuola famiglia e tutto ciò che dovrebbe aiutare a crescere in consapevolezza AUTONOMA non c’è più
    2 la fede in Cristo MA VERA non di anche qui banale consuetudine

    Rispondi
  2. Rosanna

    Giusto Carlo, solo noi possiamo fare ciò che è giusto per noi stessi, e il sistema ce lo vuole impedire.
    Infatti dobbiamo confrontarci con una manica di idioti repressi e avidi di potere.

    Credo che si dovrebbero risolvere i problemi man mano che si presentano.

    I corrotti che usano il loro potere (qualsiasi impiegato delle istituzioni, e anche non impiegato) si fanno forti di personaggi che si sono arrogati il diritto di punire la vittima e premiare il colpevole, o zittire la verità e amplificare la menzogna.

    In realtà costoro sono vigliacchi, proprio come i bulli che si fanno forti in gruppo, ma tu prova ad acchiapparli uno per volta e vedi come si inginocchiano ai tuoi piedi. (sto seguendo il filo dei miei pensieri…)

    Per quanto riguarda il popolino ha diritto anche lui di scegliere di che morte morire, e se la loro scelta è condizionata dall’ignoranza noi non possiamo farci niente e non abbiamo neanche più il dovere di mettere a rischio la nostra vita per cercare di tirarli fuori dalla melma culturale in cui si trovano.

    Per quanto mi riguarda la loro vita non è più importante della mia.

    Ognuno faccia il suo percorso. Forse imparerà la lezione per la prossima vita.

    p.s. comunque, anche se non le rispettano, le leggi esistono ed è buono tirarle in ballo.
    Nel mio blog ho scritto un articolo su un certo personaggio e alla fine ho citato e scrito per esteso l’articolo 19 del D.U.D.U. in modo da contrastare la consuetudine della censura.
    Perchè si sa, la consuetudine se non contrastata può diventare legge, quindi è importare fare consuetudine delle leggi esistenti, riportarle alla luce e dargli vita.

    Potremmo pensare che serva a poco, ma è sempre meglio che subire senza fare niente.

    Buona vita caro Carlo.

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