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Cena evento nella mia tenuta agli inizi di giugno

Carlo D'Angiò · 24 Apr 2022 · 4 min di lettura

Dalla perdita della mia cara madre, sono successe molte cose nella mia vita e in quella dei miei familiari. Siamo stati messi a dura prova su più fronti. È come se l’universo avesse avuto in serbo per noi un ciclo di quelli tosti che ci ha rifilato in blocco ex abrupto, senza sconti, senza rate.

Il mio dovere come padre, come figlio, come marito, è stato quello di esserci sempre e comunque, di prendermi la parte più grande del peso delle cose per alleggerire il cammino degli altri, laddove possibile, e di non cedere mai all’oppressione delle circostanze.

Probabilmente, nulla di straordinario. Del resto, come diceva mia madre, ho fatto solo la metà del mio dovere.

Sono cresciuto con questa forma educativa di premio mancante, non necessario, di misurazione insofferente dei risultati. Quelle che per me erano buone notizie venivano quasi sempre accompagnate dal “buon per te”, se non addirittura dal silenzio della routine, giammai celebrate come successi o eventi da festeggiare.

Quando le famiglie vengono su dalla povertà assoluta con sacrificio e fatica, non c’è spazio per la pedagogia premiante. Cioè, non è minimamente compresa nel pacchetto educativo. Si punisce in abbondanza, anche quando non serve, ma non si premia, perché si rischia di crescere figli smidollati e viziati.

C’è qualcosa che non funziona in questa logica, ovviamente. Anche perché non sempre è frutto di una saggezza antica, come spesso la si vuole presentare agli occhi delle nuove generazioni. Talvolta, è solo la conseguenza di una visione molto limitata del mondo e della vita che ci circonda. Talaltra, una forma di egoismo che prevarica sul buon senso, perché l’egoismo è una forma-pensiero, ed è l’unica attiva in quel modello di vita. Non ci sono altri stimoli. Non ci sono altre idee. Non ci sono altre sensibilità.

E anche quando si va oltre questa fase, il premio continua a mancare; magari non più come scelta educativa del “buon per te”; magari solo perché il tempo passa, e per questo si creano distanze enormi, si parlano linguaggi diversi. 

Sono successe molte cose nella mia vita in questi ultimi mesi. Fatti straordinari che capitano raramente, inclusi la laurea di mia figlia Roberta e la patente di mio figlio Vincenzo. Mi porto nel cuore dunque un carico enorme di sentimenti, un turbinio tremendo di sensazioni contrastanti che alla fine credo mi abbiano fatto aggiungere una tacca importante alla cintura della mia vita.

Ma il mondo, signori, sta giocando una partita ancora più dura di quella che ho giocato io. Benché solo in pochi riescono a comprenderlo.

Dal marzo 2020 a oggi il nostro modus vivendi è stato stravolto, e con esso le economie di mezzo mondo. Si può dire che siamo così abituati alle eccezioni assurde e quotidiane che cancellano la nostra normalità da non sentirci neanche più indignati per ogni nuova scemenza messa in circolo dal sistema. Ciò che è scandaloso non scandalizza più. 

Ed è qui che parte la nuova fase del grande disegno. Fra 12 mesi saremo in un nuovo mondo, forse moderatamente scioccati, per via dell’abitudine acquisita, ma completamente circondati, oserei dire accerchiati, da nuove regole, nuovi standard, nuovi lavori, nuovi mercati, nuove sensibilità.

Dal mio punto di osservazione, quello che mi compete per lavoro, riesco a cogliere i primi segnali di una carneficina digitale. Molti marketer svaniranno nella nebbia generata dagli algoritmi e dalle politiche epurative introdotte dalla Big Tech. I livelli di accesso al mondo del business online saranno più alti. I quarantenni stanchi in cerca di alternative online saranno meno fortunati di chi li ha preceduti.

Il knowledge farà la differenza. I funnel, no. Ma la conoscenza fuori contesto, senza dialogo, senza community, senza umanità, varrà meno di un funnel.

Il futuro del business online è nel passato del business online. Dopo la sbronza c’è la logica. Dopo la tempesta c’è la quiete. Dopo Facebook c’è il blogging business.

Il 26 aprile, ore 22.00, terrò un webinar premium sull’argomento.

Ma la notizia, oggi, è un’altra, e riguarda la cena-evento che abbiamo deciso di organizzare qui nella mia tenuta per il primo, o forse il secondo, week-end di giugno. Vi saprò dare notizie più certe nei prossimi giorni.

L’evento è a numero chiusissimo e super riservato. Ci sarà un seminario nel pomeriggio e la cena in serata. Il tema è sul business online dell’informazione nel mondo pandemico e post-pandemico.

Clicca qui sotto per maggiori informazioni ↓

So che molti di voi stavano aspettando questo evento da molto tempo. Eccoci qua. L’evento è arrivato. Intanto, però, lasciatemi un vostro feedback tra i commenti, anche per attenzionare il vostro nome per la successiva selezione.

Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Proprietario di questo sito e creatore di Carlissimo Me

19 anni di blogging e infomarketing. Decine di eBook scritti, venduti… e puntualmente scopiazzati da chi non ha più un’idea manco sotto tortura. Corsi che hanno generato milioni, e centinaia di webinar dove ho visto tutto: chi vola, chi si schianta, chi riappare anni dopo dicendo “avevi ragione tu”.

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2 Commenti

  1. Dario Edoardo Frigerio

    Ciao Carlo, la famiglia ha detto sì … mettimi in lista per favore grazie!

    Rispondi
  2. Lorenzo

    Come mancare a quest’appuntamento?
    Sono anni che non ti vedo fare lezione, tanto meno stare insieme a cena
    Conterò le ore
    a presto

    Rispondi

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