Torniamo a parlare di newsletter a pagamento, dopo averne già sviscerato il modello, le strategie, i mercati e le numerose storie di successo in questo strepitoso webinar.
Ma oggi lo facciamo con una storia di quelle belle che danno forza ai più disfattisti.
Già, perché non possiamo non tenere conto della maledizione dell’incompetenza, o sindrome dell’impostore, quella roba che ti fa pensare di essere inadeguato o incapace a creare e gestire una newsletter a pagamento anche quando, in realtà, hai tutte le carte in regola per creare un modello vincente di business proprio in questo settore.
Il pregiudizio e l’equivoco
L’idea che qualcuno possa pagare per leggere le tue email, in un tempo in cui siamo a dir poco asfissiati da messaggi promozionali che non vediamo l’ora di cestinare, può apparire bizzarra.
Che vuoi che paghi per leggere le mie newsletter?
La risposta è semplice: più di quanti tu possa immaginare.
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Ma comprendo il pregiudizio. Nel senso che mi rendo conto di come possa apparire velleitaria l’idea di creare una newsletter a pagamento, se per te la newsletter equivale ai messaggi promozionali che ricevi ogni giorno, anche più volte al giorno, dai soliti marketer il cui unico scopo (pubblicamente dichiarato) è quello di prenderti per sfinimento.
C’è un grande equivoco di fondo generato dall’uso promiscuo o inappropriato delle parole. Newsletter a pagamento e email promozionali sono due mondi completamente diversi.
Le prime sono desiderate, autorizzate, acquistate, e hanno un valore percepito molto alto, perché non vendono nulla, ma offrono informazioni e conoscenza utile. Le seconde sono fastidiose, patetiche, non richieste, e non hanno alcun valore percepito, perché quasi sempre puntano a vedere un prodotto o servizio.
Le prime hanno la capacità di farsi amare a tal punto che il lettore non vede l’ora di riceverle per poi stamparle, persino, soprattutto se trattano temi evergreen, e raccoglierle nel proprio archivio cartaceo personale.
Le seconde hanno la capacità di farsi odiare a tal punto che il lettore neanche le apre. Le cestina direttamente. Non hanno nulla da offrire, solo da chiedere. Talvolta fingono di dare, ma è quasi sempre un trucchetto per chiedere di più.
Il mercato conosce bene questi meccanismi di marketing, e anche quando un’email sia realmente ricca di contenuti significativi, viene puntualmente cancellata o ignorata, perché se è gratuita avrà sicuramente lo scopo di promuovere o vendere qualcosa.
La grande differenza tra i due fenomeni
Il gratuito porta con sé una valanga di pubblicità. Le televisioni gratuite sono gremite di pubblicità che interrompono. Youtube è saturo di interruzioni pubblicitarie. Anche Facebook oramai è un fiume di merda che travalica gli argini della pazienza, interrompendo continuamente la fruizione di contenuti.
Le nostre menti sono oramai forgiate a questo meccanismo. Sappiamo che il gratuito si alimenta con le pubblicità. Anche le email o le newsletter gratuite.
Quando invece pago non voglio essere interrotto. Non ho pubblicità su Netflix, per esempio. Così come non devo sorbirmi alcuna pubblicità o tentativo di vendita in una newsletter a pagamento, perché la newsletter è il prodotto. Ho già pagato a monte per ricevere informazioni, conoscenza, know how senza essere interrotto o manipolato da un copy che cerca di vendermi un corso, un software, un seminario e così via.
La newsletter a pagamento è il mio prodotto premium. Ho pagato per riceverlo. E non vedo l’ora di riceverlo. E leggerlo.
Questa è una grande differenza tra i due fenomeni – newsletter a pagamento ed email promozionali – che prepara il terreno per la nostra storia.
“La decisione più significativa che abbia mai preso nella mia carriera di scrittore”
Il personaggio di oggi ha dichiarato letteralmente:
L’apertura di un’opzione a pagamento è stata, senza dubbio, la decisione più significativa che abbia mai preso nella mia carriera di scrittore.
Ma la vera notizia riguarda il tema che ha deciso di trattare il personaggio della nostra storia. Francamente, neanche io – che sono un fermo sostenitore di questi modelli di business – avrei mai pensato di poter monetizzare un argomento del genere.
È la seconda volta nella mia carriera di blogger che devo ricredermi sulle potenzialità di certe nicchie di mercato. Quelle che a primo acchito sembrano destinate al disinteresse del pubblico, mostrano invece una soddisfacente risposta proprio da parte di chi è disposto a pagare per ricevere quel tipo di informazione.
Ma di chi stiamo parlando? E quali argomenti tratta nella sua newsletter a pagamento? Vediamo.
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