Siamo oramai in autunno. Il freddo è arrivato, o almeno le sue prime avvisaglie si sono fatte sentire. Da me qui sulle colline di Gubbio, di notte, la temperatura scende sensibilmente. Se poi capita una giornata uggiosa, coperta da nuvole, senza sole, o addirittura con pioggia e vento, allora diventa ancora più urgente parlare di come riscaldare casa, senza però farsi fottere dal sistema che in questo periodo, con la scusa della guerra, sta dissanguando milioni di persone in modo vergognoso.
Nel tutorial di oggi, inserito nel modulo prepping di Carlissimo Me, quindi riservato agli iscritti, andrò a mostrare passo-passo il metodo che ho deciso di adottare per affrontate questo inverno senza comprare il pellet.
Nonostante io abbia una caldaia industriale, e il pellet sia stato senza dubbio negli anni passati una fonte di energia straordinaria ed economica, non sono più disposto a soccombere alla micidiale speculazione messa in atto negli ultimi mesi non si sa bene da chi nel silenzio imbarazzante e criminale della politica italiana e del suo governo.
Non ho intenzione di spendere 15 euro o 20 euro per un sacco di pellet. Nel mio caso ce ne vorrebbero due al giorno, per un costo mensile di circa 1.000/1.200 €.
E neanche voglio farmi schiacciare dal costo vergognoso raggiunto inspiegabilmente dall’energia elettrica, benché la mia casa sia munita di pannelli solari e fotovoltaici che al momento sembrano fortunatamente tenere botta rispetto a quello che vedo e leggo in giro.
Eppure, qui fa freddo. E c’è bisogno di riscaldarci. Cosa mi sono inventato dunque?
Come nasce un cliente
L’architettura della fiducia — lezione registrata
Monetizzare la musica AI
La voce in Suno
Come usare Suno
Torna a fare la tua musica
Grok AI
Moneyball Infomarketing
Avatar da sei cifre
Siti Web per Consulenti
Be’, quello che scoprirai in questo tutorial è qualcosa di straordinario, una soluzione che sto sperimentando con grande soddisfazione da una settimana circa. Funziona più del pellet in termini di calore prodotto in relazione al costo, perché costa veramente una sciocchezza. Da non credere. Ma servono un paio di cosucce e una piccola expertise sulle cose da fare. Ecco perché ho scritto questo tutorial.
E ora vediamo come riscaldare casa, senza gas, senza corrente e in modo meravigliosamente economico.
Questo contenuto è per i membri di
Carlissimo Me
(ex Video School per Marketer)
Sei già iscritto? Fai il login
Nota bene ↓
Le iscrizioni a «Carlissimo Me» sono chiuse in questo momento. Se sei interessato agli argomenti della membership, e vuoi essere avvisato in tempo per la riapertura autunnale con i nuovi programmi in corso, lascia il tuo nome e la tua email nel modulo qui sotto. Se hai altre esigenze, contattami da questa pagina.
Devi fare il login per accedere a questo contenuto


Ma questa è una grande stupenda idea!!!
Il braciere che conosco io non ha la campana come il tuo, è più un grosso piattone fondo di rame con due manici.
Chissà se come il tuo se ne trovano in giro!?
Stupendo e utilissimo articolo.
Grazie carissimo Carlo.
Buona vita.
Lo conosco anche iooooo!! lo usava mia nonna paterna in sardegna. Mitico e affascinante!! Mi piaceva guardare i carboni ardenti e mettevo sempre i piedi sulla parte in legno per scaldarmi 🙂
Caro Carlo, ho trovato dalle mie parti un braciere come il tuo e l’ho acquistato! (peccato che qui non posso mettere la foto)
Scalda come un termosifone! Anzi di più dal momento che se mi avvicino sento l’aria calda uscire dalla campana !
Nei prossimi giorni acquisterò un termometro per ambienti così potrò vedere fino a quanti gradi arriva.
Volevo ringraziarti per questo prezioso consiglio, anche perché rendersi indipendenti (almeno per il riscaldamento) dalla corrente elettrica per quanto mi riguarda è una conquista!
Una domanda … ma nella stanza dove metti il braciere si sente l’odore del carbone? perchè io lo sento tanto, forse perchè ho usato della vecchia carbonella per barbeque?… o perchè l’ho pulito prima di accenderlo!? Bah! devo ancora sperimentare. Comunque …
Grazie di cuore e buona vita.
Allora, io faccio così. Intanto, prendo il contenitore di ferro e lo porto fuori. I carboni li accendo fuori casa. Quando diventano incandescenti, li porto dentro. Mi sono fatto anche un ferro a uncino per afferrare il contenitore interno della campana.
Una volta dentro casa, prestiamo un po’ tutti attenzione al braciere per scorgere, se c’è, qualche pezzettino che fa fumo. Se c’è, lo prendo con le pinzi da griglia e lo elimino.
I carboni devono essere ardenti, ma non devono fare fumo, altrimenti è pericoloso per la salute.
Riguardo all’odore, un pochino si sente. Ancora di più appena accesi. Poi si attenua.
ok, ti ringrazio, mi sa che devo fare ancora un pò di pratica