Hai realizzato un video corso. E già questo ti mette in una categoria a parte, perché diciamocelo: la nuova generazione di “guru” del marketing online preferisce vendere fumo piuttosto che sbattersi a creare qualcosa di concreto. Loro vogliono i soldi facili, tu almeno hai sudato un minimo. Quindi, bravo. Ti meriti un applauso.
Ma ora arriva la parte difficile. Se non hai soldi da buttare in campagne pubblicitarie (che poi, detto tra noi, non basta avere soldi, servirebbe anche un cervello, ma lasciamo perdere), come diavolo fai a promuovere il tuo video corso? È una domanda lecita. E visto che la risposta non è “metto il link in bio e aspetto che piovano vendite”, direi che è il caso di affrontarla seriamente.
Il glorioso passato (e perché oggi non te lo puoi permettere)
Dicembre 2014. Ero un uomo con una missione e un corso da vendere: Phoenix, un programma per over 40 che volevano cambiare vita con l’infomarketing (oggi disponibile per i membri di Carlissimo Me in quest’area). All’epoca, la strategia di lancio non richiedeva di meditare su una Lamborghini affittata, urlare “Sei povero perché lo scegli” in un reel motivazionale, o dichiarare che il tuo mindset può piegare le leggi della fisica. No, era molto più semplice: si chiamava “funnel dei 3 video valore”.
Funzionava così: ti costruivi una squeeze page con un modulo di opt-in, scrivevi un copy che non facesse addormentare le persone sul tasto “Chiudi”, e poi aspettavi. Se qualcuno aveva la brillante idea di lasciarti nome ed email, in cambio riceveva tre video, uno al giorno, dove gli spiegavo cosa fare per cambiare vita.
Il come farlo, ovviamente, era riservato al corso a pagamento.
L’ultimo video era il re indiscusso di questa mandragata. I potenziali clienti non solo si sorbivano tre video educativi, ma ricevevano anche una sfilza di email di follow-up che, tra il convincerli e il lavar loro il cervello, li preparavano all’offerta finale. Il tutto condito da un traffico che arrivava direttamente dalle campagne su Facebook.
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E qui arriva il bello: i lead costavano pochi centesimi. Campagne mirate, target ben profilati, conversioni del 3-4%. Traduzione: ogni 100 iscritti, almeno 3 o 4 compravano. Non sembra tanto? Beh, fai un po’ di conti: in tre anni, 10.000 lead e quasi un milione di euro di vendite.
E il trucco era semplice: reinvestire gli incassi. Con i guadagni delle vendite, reinvestivo in campagne pubblicitarie, che generavano nuovi lead, che compravano, che generavano altri soldi… e avanti così, come una macchina da guerra.
Ma oggi non è più così. I lead costano più dell’olio extravergine di oliva. Se pensi di giocare con le ADS senza una strategia, sei già morto e sepolto.
Quindi, torniamo alla domanda iniziale: Come si promuove un video corso senza soldi?
Facciamo un bel salto nel presente e vediamo come sopravvivere nel 2025 senza farti spellare vivo dalle piattaforme pubblicitarie.
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