Pensieri personali

Cose assurde del nostro tempo

Carlo D'Angiò · 25 Mag 2024 · 4 min di lettura

Una delle cose più assurde del nostro tempo è il dispendio di tempo in attività che non ci piacciono e non ci gratificano. Queste attività, infatti, non contribuiscono a farci vivere nel modo giusto. 

Siamo stati cresciuti, addestrati e spinti come bestiame d’allevamento in un sistema produttivo estenuante e spietato, che ci sottrae enormi quantità di tempo prezioso.

Tutti di fretta. Sembrano pazzi

Sulla collina dove abito, a circa un chilometro dalla mia tenuta, si può osservare la strada che collega vari paesini e frazioni alla città di Gubbio. Alle 8 del mattino, numerose auto sfrecciano su quella strada dirette verso la città. Tutti vanno al lavoro, accompagnano i figli a scuola. Tutti di fretta, tutti con il telefonino in mano a scrivere messaggi. Sembrano pazzi squinternati, già esausti alle 8 del mattino.

Il fenomeno, ovviamente, è lo stesso ovunque. Anzi, nelle grandi città immagino sia ancora peggio. Ci si sveglia per immergersi in un vero e proprio manicomio, per poi tornare a casa la sera esausti, sfiniti, incapaci di fare altro se non mangiare velocemente del cibo scadente e finire stravaccati sul divano a guardare serie televisive o reality show. E il giorno dopo, si ricomincia da capo.

Le nostre vite: un susseguirsi di impegni obbligati e stressanti

Delle 24 ore che abbiamo a disposizione, non resta nemmeno un minuto per attività che ci gratificano e ci rendono felici. Non c’è spazio per hobby, sport, letture piacevoli o momenti di qualità con i figli. La nostra giornata è completamente assorbita da lavoro, burocrazia, spostamenti in autostrada, code interminabili alle casse dei supermercati e qualche riunione di condominio.

Le nostre vite sono un susseguirsi di impegni obbligati e stressanti, che ci lasciano esausti e privi di energia per le cose che amiamo davvero. Non c’è tempo per coltivare passioni o per godersi una passeggiata all’aria aperta. Ogni giorno sembra una corsa contro il tempo, dove il benessere personale è sacrificato sull’altare delle responsabilità quotidiane. In questo modo, la nostra felicità diventa un lusso irraggiungibile, relegato in fondo alla lista delle priorità.

Ma che schifo è!?

Il fatto che le persone non si rendano conto di essere intrappolate in questo circolo vizioso è la prova evidente di quanto sia assurda questa realtà.

Che fine ha fatto la tua fierezza?

Il problema riguarda tutte le generazioni. Coinvolge i giovani, che credono di fare la cosa giusta, ma in realtà iniziano a sacrificare significativi pezzi della loro libertà a favore del sistema, senza rendersene conto. Riguarda anche i boomer, che ormai si sono accorti di essere intrappolati, ma non sanno come uscirne, e per questo si limitano a sopravvivere.

Tra tutti, però, i boomer dovrebbero avere un po’ più di coraggio nel riflettere sulle loro vite. Un giovane non è ancora in grado di comprendere appieno il concetto di tempo di qualità, mentre un boomer dovrebbe essere in grado di farlo. La loro visione del futuro è diversa: sanno bene di avere ancora pochi anni di vera energia per fare le cose. Dopo di che, nel bene o nel male, i giochi si chiudono. E pur continuando a vivere, resteranno ai margini di tutto.

È davvero questa l’esperienza che volete portarvi dietro? Che fine ha fatto la vostra fierezza? 

Non prendetevela con me, se vi dico le cose come stanno. Non è colpa mia se state sprecando la vostra unica vita a fare quello che vogliono gli altri, in cambio di una misera paga. Non è colpa mia se rifuggite ogni informazione che cerca di cambiarvi, perché non amate l’idea di cambiare o perché vi spaventa l’idea di cambiare.

Non è colpa mia se a 50 o a 60 anni non avete ancora compreso la necessità di liberare il vostro tempo per recuperarlo in termini di qualità.

Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Proprietario di questo sito e creatore di Carlissimo Me

19 anni di blogging e infomarketing. Decine di eBook scritti, venduti… e puntualmente scopiazzati da chi non ha più un’idea manco sotto tortura. Corsi che hanno generato milioni, e centinaia di webinar dove ho visto tutto: chi vola, chi si schianta, chi riappare anni dopo dicendo “avevi ragione tu”.

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