Non ho informazioni precise per giungere ad alcun tipo di conclusione. Quello che so è che dopo la vicenda di Novak Djokovic – uno dei più forti tennisti di tutti i tempi, cacciato dal torneo con un coro mediatico di insulti e schernimenti gratuiti nei suoi confronti –, i campi di Melbourne sembrano essersi drammaticamente trasformati in veri e propri campi di battaglia.
Con il passare delle ore, gli atleti, tutti vaccinati, sanno di dover scendere in campo con la racchetta, ma cominciano a temere di uscirne solo con la barella.
I malori inspiegabili si verificano in campo.
In questo video possiamo notare come l’atleta Nikoloz Basilashvili, nel bel mezzo del suo ultimo incontro, rivolgendosi al suo staff, spieghi che: “Dopo ogni colpo sento mancarmi il respiro”.
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Il commentatore di Stan Sport Colin Fleming ha parlato di una situazione “anomala e molto preoccupante”, sottolineata anche dal rammarico e dai dubbi di tanti utenti in rete.
Anche Bernard Tomic ha confessato: “Mi stanco molto facilmente, non capisco perché”.
I giornalisti, naturalmente, pur riconoscendo le stranezze di un torneo che sembra svolgersi nell’arena dei gladiatori, menano il can per l’aia e parlano di temperature alte, aria inquinata; qualcuno ha persino puntato il dito contro gli atleti che sarebbero, diciamo così, colpevolmente fragili e inadeguati allo spettacolo dello sport.
Vediamo come va a finire.
È tutto sbagliato
Un uccello nato in gabbia crede che volare sia una malattia
All’inizio, avevo solo bisogno di parlarne, di confrontarmi con i miei amici e lettori. Poi, però, mi sono accorto che il mio pensiero era ampiamente condiviso da persone che neanche conoscevo. Ho ricevuto migliaia di contatti e messaggi privati che mi ringraziavano per quello che stavo facendo, per i ragionamenti che proponevo, per le informazioni che offrivo. Ho visto medici che ripostavano i miei articoli, gruppi di discussione che mi taggavano, giornalisti non allineati che volevano conoscermi. Tutti impegnati come me in questa assurda battaglia di verità e buon senso che non sembra avere fine.
L’idea di questo pamphlet è nata dall’esigenza di raccogliere i migliori contenuti a tema sul mio profilo per metterli in bella copia e lasciare qualche traccia per i posteri.


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