C’è stato un tempo in cui aprirsi un blog e guadagnarsi da vivere appariva come un ripiego interessante per gente che sapeva arrangiarsi.
Le nuove generazioni, l’informatica, la modernità. Una caterva di commenti accompagnava questo genere di conversazioni con gli amici a cena, dove non mancava il sorriso di compiacenza per la scaltrezza di Tizio o di Caio che aveva saputo cogliere il trend e mettere a frutto la tecnologia.
Ah che bravo! Ci ha saputo fare, dicevano. Ma negli occhi di qualcuno o nel tono di voce di altri, si percepiva il distacco ideologico da quelle scelte, proprio perché questo modo di portare la pagnotta a casa era appunto visto come un ripiego, giammai come un’occupazione seria e degna di qualche riflessione approfondita.
Solo che mentre la massa continuava a scrivere e spedire curriculum o domande di concorso per trovare quella famigerata sistemazione di una vita, in Italia e nel mondo nascevano aziende e prodotti, università e corsi di laurea, tecnologie e norme di legge che ponevano il blog, la comunicazione e il business online al centro di una nuova era di conquiste.
E così, mentre i commensali elargivano sorrisi di compiacenza per un loro compagno che in mancanza di un lavoro vero aveva saputo arrangiarsi, è successo che il blogger di quella rimpatriata oggi vive una vita da sogni, mentre gli altri faticano persino ad arrivare alla metà del mese. Ma non è solo una questione di soldi. Non è tanto la villa o l’attico in cui abita o l’auto che guida il blogger, quanto piuttosto il suo stile di vita completamente diverso (e inimmaginabile).
Insomma, sono passati degli anni. Neanche tantissimi. E il mondo lì fuori si è incredibilmente ribaltato. Ciò che prima era visto come un ripiego, oggi è una meta ambìta per quanti un tempo sorridevano divertiti. Una meta non facile, tuttavia, perché gli ampi spazi di crescita dei primi anni sono stati riempiti. E gli automatismi pubblicitari, che pure hanno contribuito alla notorietà e allo sviluppo di illustri sconosciuti, oggi hanno perso il mordente che avevano in passato.
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La crisi esistenziale della pubblicità online
La questione pubblicitaria, peraltro, è sul tavolo mondiale della discussione sotto la voce “crisi irreversibile”. Secondo Insider Intelligence tutti i principali attori dell’advertising online (Twitter, Meta, Tic Toc, Snapchat ecc.) stanno subendo un calo tremendo delle entrate pubblicitarie, e continueranno a perdere nei prossimi anni.
Un’industria da 600 miliardi di dollari che potrebbe collassare da un momento all’altro.
Del resto, non servono grandi analisti per capire che Facebook è diventato estremamente noioso, talvolta persino irritante, mentre Youtube spara pubblicità a casaccio a ripetizione, generando continui momenti di autentica frustrazione da parte degli utenti.
Gli imprenditori continuano a investire, senza ritorno, però. Si fidano degli esperti che parlano di costi inevitabili. Ma la verità è che l’egemonia della big tech ha creato il deserto, appiattendo soluzioni e creatività che possono sbocciare solo in un mercato più libero e competitivo.
Come per la censura sui temi di sanità, LGBT, guerre, crisi climatiche ecc., anche per il business c’è bisogno che i social tornino a fare i social, liberandosi della politica da cui sono posseduti come indemoniati.
C’è spazio per la qualità
Tornando agli spazi di crescita, abbiamo detto che sono stati riempiti. Ma dobbiamo aggiungere che non tutto è perduto, perché se da un lato è vero che sono stati occupati, è altrettanto vero dall’altro lato che molti sono stati occupati in malo modo.
La maggior parte delle nicchie di contenuto in cui prosperano i blog online sono facilmente scalabili, nel senso che la leadership di settore può essere sbaragliata con due semplici mosse:
- Umanità
- Competenza
Entrambi questi elementi generano un tipo di qualità che oggi sarebbe sic et simpliciter al di sopra degli standard. E per questo vincerebbe.
La standardizzazione dei processi, infatti, è alla base della crisi.
Umanità
Le persone sono stanche della pre-selezione o di dover parlare con un robot o di non trovare risposte personalizzate, perché lo standard non lo consente. Un essere umano capace di ascoltare e offrire risposte competenti oggi farebbe scalpore.
Il mercato del futuro è un mercato di uomini e donne che comprendono realmente il tramestio e la sofferenza di altri uomini e altre donne, e per questo cercano di trovare insieme soluzioni adeguate.
Competenza
Il mercato è stanco altresì delle risposte superficiali, dozzinali, standardizzate. I fact checker ci hanno mostrato quanto aberrante possa essere questo mondo di fronte all’indefinitezza della verità o all’approssimazione di convenienza. E per questo ciascuno di noi odia persino confrontarsi con questa metodologia del nulla cosmico.
Anche qui, un uomo che sappia scendere in profondità in modo autentico, mettendo in chiaro la sua esperienza, senza cercare a tutti i costi di impressionare, potrebbe essere molto più interessante di centinaia di blogger che non riescono in mille articoli ad aggiungere un grammo di novità allo scibile umano.
La competenza che vince non è banalmente una competenza da preparazione, ma qualcosa che nasce dall’esperienza umana, e per questo riesce ad avvalersi dell’intuizione.
Ma è anche una competenza del coraggio, della fermezza, dei valori, perché non si accontenta di replicare schemi. Vuole invece condividere un’idea, e sulla stessa muove tutte le sue abilità e risorse per legittimarla e fare breccia nel cuore degli altri.
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Il blog e la libertà
Trova il coraggio di scrivere quello che pensi, e avrai un blog molto seguito.
Ciò significa che devi prima di tutto lavorare su te stesso, sulla tua autenticità, sulle tue paure.
Il giudizio degli altri è il prezzo che devi pagare per uscire da quella poltiglia informe di mediocrità che circonda le nostre vite. Quando avrai capito che l’unica mossa saggia in tutta questa storia non è, e non può essere più quella di uniformarsi ai gruppi condizionanti della tua vita (amici, colleghi, familiari ecc.), allora sarai pronto per voltare pagina e cominciare un percorso meraviglioso di crescita e libertà che non è affatto un ripiego, ma un’isola felice per te stesso e per i tuoi cari.
Quando tutti sono costretti a fare ciò che il sistema impone, perché non hanno alternative, mentre tu puoi scegliere di fare il cazzo che ti pare, quello è il momento in cui anche tu puoi prenderti un momento per sorridere.


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