Sforzandomi di non aggiungere alcun commento personale, anche se francamente vorrei veramente farlo, mi limito a riportare – e a semplificare – le parole del professor Dr. Hiroto Komano, un rinomato neuroscienziato e professore presso il Dipartimento di Neuroscienze presso la Facoltà di Scienze Farmaceutiche dell’Università Medica di Iwate, il quale ha espresso le sue serie preoccupazioni in merito al legame tra la vaccinazione contro il COVID-19 e l’aumento dei casi di demenza.
Ne parla lui stesso in questo video, rifacendosi a uno studio (A potential association between COVID-19 vaccination and development of Alzheimer’s disease), pubblicato sull’International Journal of Medicine.
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Il Dott. Komano ha un solido percorso accademico alle spalle. Dopo essersi laureato alla Facoltà di Scienze Farmaceutiche dell’Università di Tokyo, ha iniziato la sua carriera come assistente universitario, proseguendo poi le sue attività di ricerca presso la Stanford University e la Facoltà di Medicina dell’Università del Michigan, negli Stati Uniti. Nell’aprile del 2007 ha assunto anche il ruolo di direttore di laboratorio presso il National Center for Geriatrics and Gerontology. I suoi studi si concentrano principalmente sull’analisi delle molecole coinvolte nello sviluppo e nella prevenzione del morbo di Alzheimer.
Durante l’intervista, il Dott. Komano ha raccontato di una ricerca fatta in Corea del Sud e pubblicata da Roh e colleghi il 28 maggio 2024 sull’International Journal of Medicine. Questo studio è molto importante perché ha analizzato la salute di oltre mezzo milione di persone che avevano ricevuto due dosi del vaccino contro il COVID-19, confrontandole con quasi 39.000 persone non vaccinate. È uno degli studi più grandi mai fatti su questo tema, e proprio per questo i risultati che ne emergono hanno un grande valore.
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Il Dott. Komano ha sottolineato alcuni dati allarmanti. Ha spiegato che, secondo lo studio, le persone vaccinate contro il COVID-19 hanno mostrato più del doppio dei casi di lieve declino della memoria e delle capacità mentali (una fase iniziale della demenza) rispetto a chi non si è vaccinato. Inoltre, nei tre mesi successivi alla vaccinazione, si è registrato un aumento di oltre il 20% dei casi di demenza – incluso l’Alzheimer – tra chi aveva ricevuto il vaccino, rispetto ai non vaccinati.
Il Dott. Komano ha espresso forte preoccupazione per il crescente numero di casi di demenza. Ha detto chiaramente: “Un aumento della demenza sarebbe una vera catastrofe. Gli anziani che riescono a superare certe malattie rischiano comunque di sviluppare la demenza”. Oggi già una persona su cinque sopra i 65 anni ne soffre. Ma secondo lui, se le cose vanno avanti così, potremmo arrivare a due su cinque. Se la campagna vaccinale continua senza un controllo attento, avverte, i casi di demenza potrebbero aumentare ancora, diventando un problema molto serio per tutta la sanità pubblica.
l Dott. Komano ha ribadito quanto sia urgente approfondire la questione della diffusione della proteina spike e dei componenti del vaccino. Ha espresso stupore e preoccupazione per come stanno andando le cose, affermando:
Niente di tutto ciò è stato studiato a fondo, eppure stanno sviluppando il prossimo vaccino replicone (mRNA). È incredibile che stiano sviluppando anche altri vaccini con RNA messaggero.


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