Crescita personale

Il coraggio di diventare un wwworker, mentre l’Italia resta ferma nei social

Il paradosso di un’opportunità ignorata a favore di un vortice di inutilità digitale

Carlo D'Angiò · 11 Giu 2024 · 3 min di lettura

Quando mi avvicinai al business online, scoprendo le meraviglie di un sistema di vita che la gran parte delle persone ignorava (e ancora trascura completamente), non avevo alcuna pretesa di essere compreso. Anzi, sapevo di dover spiegare continuamente i motivi della mia scelta non convenzionale di lasciare la professione per vivere solo ed esclusivamente come un wwworker

Mi è stato chiesto migliaia di volte “ehi, ma tu cosa fai per vivere”. All’inizio provavo anche ad articolare una risposta. Ma con il passare del tempo mi accorsi che sarebbe stato più saggio inventarsi qualcosa per uscire dall’imbarazzo di chi ti guarda con gli occhi straniti, come un ciuccio in mezzo ai suoni.

Il mio esordio, poi, è stato particolarmente frizzante, perché non ho dovuto aspettare molto per godermi il successo sia finanziario che mediatico di tale scelta.

Mettiti nei miei panni: scrivo un eBook, creo una pagina di vendita, attivo una campagna AdWords, e 24 ore dopo comincio a vendere un PDF a 72 euro. Incasso 20 euro in 6 mesi con lo stesso prodotto digitale. In due anni, 100 mila €. Cos’altro avrei dovuto aspettare per capire che avevo per le mani un modello magnifico e che avrei fatto bene a lasciarmi tutto il passato alle spalle?

Lasciai la professione. Consegnai timbro di legno e tesserino. Dissi loro: cancellatemi. Subito. Credo che in quel momento avranno pensato di avere di fronte un uomo malato di mente. Il tempo ci dirà che i malati di mente sono loro.

Non pretendevo di essere compreso, sebbene abbia tentato di mostrare al mondo dei cavernicoli la luce del sole. Mi hanno deriso. E hanno continuato a farlo anno dopo anno, mentre i miei incassi in pantofole crescevano incredibilmente, fino a superare il milione di euro. 

Loro si sono impoveriti, stressati, ammalati, ridotti a uno schifo, ma non hanno mai preso in considerazione l’idea che forse quel tizio un po’ strano che parlava di fare soldi con un blog non aveva poi tutti i torti.

Gli italiani hanno snobbato le opportunità del web, ma si sono fatti risucchiare dal vortice di Facebook e delle sue sponsorizzate selvagge.

Più di 30 milioni di cavernicoli passano il loro tempo con il telefonino in mano a scrollare scemenze, mentre ignari corrono nella ruota del criceto 24 ore su 24. Snobbano il web, ma lo alimentano come lappani (o tordi), perché se da un lato rifiutano di vederlo come un mare di opportunità di crescita, dall’altro in quel mare abboccano proprio come i pesci all’amo di chi quell’opportunità la sfrutta con intelligenza.

Allora, io non pretendo che tutti ascoltino il mio messaggio. Il pasticciere faccia il pasticciere, il muratore faccia il muratore, l’autista faccia l’autista, e ciascuno faccia quello che ama fare (ma è veramente quello che amano fare?). 

C’è un piccolo dettaglio, però, che credo stia sfuggendo a molti: l’intelligenza artificiale e la robotica.

Ci vuole veramente così tanto a fare due più due? Possibile che non ci si renda conto dell’imminente crollo dei lavori di concetto e degli impieghi con mansioni seriali sostituibili?

Sì, ok, è ingiusto, è uno schifo, è la fine dell’umanità. Sono d’accordo con voi. Dipendesse da me, tornerei negli anni della mia adolescenza, forse anche qualche decennio prima, e ci rimarrei per sempre. Che vita, ragazzi. E quanto mi manca!

Ma sembra che non sia possibile tornare indietro. Ci resta solo il presente. Qui, dove tutti continuano a perdere tempo con le scemenze, potresti fare qualcosa di utile per rendere meno amaro il giorno in cui l’azienda ti dirà addio.

Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Proprietario di questo sito e creatore di Carlissimo Me

19 anni di blogging e infomarketing. Decine di eBook scritti, venduti… e puntualmente scopiazzati da chi non ha più un’idea manco sotto tortura. Corsi che hanno generato milioni, e centinaia di webinar dove ho visto tutto: chi vola, chi si schianta, chi riappare anni dopo dicendo “avevi ragione tu”.

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1 commento

  1. Bruno Simoni

    Molto interessante…

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