Crescita personale

Il genio e la rabbia

Carlo D'Angiò · 17 Nov 2022 · 3 min di lettura

Non è un problema di tutti. Ma è un problema di molti: quello di perdere tempo. Cincischiare, rimandare, procrastinare, poltrire… un po’ nella pigrizia, un po’ nell’indecisione, ma spesso nella paura e nell’incompetenza.

L’incompetenza crea esitazione, smarrimento, disistima. Di qui lo scoramento. La paralisi.

Sono numerose correnti negative di pensiero che convergono talvolta in un solo punto, dove si contaminano a vicenda e si rafforzano, provocando a livello mentale veri e propri cicloni fallimentari catastrofici.

C’è qualcosa di paradossale, tuttavia, che contraddistingue questa comune esperienza umana di naufragio quotidiano, ed è il POTENZIALE che comunque esiste e rimane intatto nella vita di ciascuno. Cioè, nonostante la fiacca e l’immobilismo, accompagnati da una stucchevole auto-commiserazione, un uomo che agisce produce cambiamenti, migliora la sua condizione, innesca la crescita. E ciò accade, nonostante la sua misera condizione.

Provo a spiegarmi meglio. Se una qualsiasi persona mediocre – che vive per la gran parte del suo tempo in una gabbia mentale di infiniti dovrei, forse, chi lo sa – fosse accidentalmente colpita alla testa da un vaso di terracotta, perdendo la memoria di ciò che era un attimo prima, potrebbe in quella stessa giornata cominciare incredibilmente a scrivere o a parlare di qualunque cosa e avere nell’immediato un pubblico interessato ai suoi argomenti.

È paradossale, giusto? Si tratterebbe infatti della stessa persona che un momento prima si stava annientando nei suoi infiniti dovrei, forse, chi lo sa.

Eppure, è così. Se ti esponi, succede sempre qualcosa di buono. Se poi ti esponi, e ti impegni anche a fare del tuo meglio, insistendo laddove capiti che una contingenza momentanea oscuri il tuo messaggio, allora il cammino della crescita si avvia come il motore di una grande locomotiva.

Se ti esponi, succede sempre qualcosa di buono

Le persone perdono molto più tempo a leccarsi le ferite auto-inflitte per negligenza e fiacca di quanto invece potrebbero investire nel “fare”. 

Il gesto del fare è di una potenza smisurata, perché attiva mille processi neurali che si collegano direttamente al genio di ognuno di noi. E quando il genio nascosto viene stimolato, solo Dio sa cosa può succedere.

Una singola azione è come un carbone nel braciere. Basta che uno soltanto sia acceso per innescare anche negli altri il processo di combustione e trasformare l’intero caldano in un corpo ardente e scoppiettante.

Scrivo queste cose nella speranza di aiutare qualcuno. Magari, un soffio di vento su qualcosa di ancora vivo la sotto potrebbe rianimare le fiamme, la speranza, la rabbia persino… la voglia fare.

Dobbiamo riappropriarci della nostra collera. Ci appartiene, come tutte le passioni. Se non ti arrabbi, non vivi. Ed è questa la più disastrosa delle mancanza umane.

Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Proprietario di questo sito e creatore di Carlissimo Me

19 anni di blogging e infomarketing. Decine di eBook scritti, venduti… e puntualmente scopiazzati da chi non ha più un’idea manco sotto tortura. Corsi che hanno generato milioni, e centinaia di webinar dove ho visto tutto: chi vola, chi si schianta, chi riappare anni dopo dicendo “avevi ragione tu”.

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