Un uomo è stato arrestato per aver pubblicato un post su Facebook che secondo qualcuno causava ansia.
Sembra un racconto di fantasia dell’oramai noto George Orwell, ma è una drammatica storia vera che ancora una volta porta il Regno Unito al centro di una narrativa che diventa sempre più preoccupante.
Ecco il video:
A quanto pare, un veterano britannico di nome Darren Brady, 51 anni, ha scritto qualcosa su Facebook che qualcuno ha ritenuto offensivo. Nel video, infatti, si sente che Brady chiede di conoscere il motivo del suo arresto. L’ufficiale di polizia britannico risponde:
Qualcuno ha avuto ansia in base al tuo post sui social media. Ed è per questo che vieni arrestato.
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Secondo questa ricostruzione di MRCTV, Brady avrebbe ripubblicato su Facebook l’immagine – di qualcun altro – di una svastica fatta con i colori della bandiera arcobaleno per attirare l’attenzione sul Pride Month sempre più “forzato da un senso di autoritarismo prepotente”.
Ipse dixit, è stato arrestato proprio perché secondo le autorità non poteva esprimersi liberamente al riguardo. Il post ha causato ansia in alcuni utenti che non hanno gradito l’ironia dell’immagine.


Istintivi e capricciosi: la scarsa autostima dei nuovi padroni del mondo
Quando ho letto questa notizia ho pensato al mio stalker personale che da molti anni a questa parte mi insulta ripetutamente con messaggi pieni di odio e cattiveria. Eppure, non mi è mai passato per la testa di farlo arrestare, benché nei suoi lunghi messaggi – che conservo quasi con affetto – ci siano dozzine di elementi di accusa.
Sia chiaro, il mio non è un discorso spirituale sul perdono e sulla sopportazione pacifica di gandhiana memoria. Così come non possiedo, neanche lontanamente, la forza evangelica di Gesù che invitava a porgere l’altra guancia.
Le parole possono essere offensive e provocare un grande dolore nelle persone che le subiscono. E probabilmente se il mio stalker, un giorno, avesse le palle per affrontarmi de visu, troverebbe di fronte a sé il più umano tra gli umani. Ma una cosa sono gli istinti che agiscono nell’immediato come se fossimo degli animali, un’altra cosa è il pensiero logico di chi non ha bisogno di silenziare il mondo intero per sentirsi fiero e degno di vivere la sua natura.
È una questione di autostima. E la sensazione è che i nuovi padroni del politicamente corretto che si affacciano sulla scena del mondo, quel mondo che vogliono controllare a tutti i costi, abbiano sostanzialmente seri problemi di fiducia in sé e nelle proprie risorse personali e argomentative. Come i transgender che pretendono di competere nelle gare sportive femminili: sembrano davvero bisognosi di una forte terapia comportamentale, non per la transizione, ma per il senso di inefficacia che li pervade e ne ottunde il giudizio.
Non credo ci sia bisogno di spiegare, in campo sportivo, le differenze tra una femmina e una donna transgender, durante o dopo la transizione, che conserva i polmoni più grandi, le ossa più forti e una dotazione muscolare superiore al corpo femminile.
Tornando agli istinti e alla logica, se uno stronzo omofobo aggredisce un omosessuale, fisicamente o verbalmente, deve pagarne le conseguenze penali. E non si discute. Ma questo vale per qualsiasi stronzo che aggredisce chiunque altro.
Per esempio, i novax hanno subìto migliaia di aggressioni verbali e fisiche da chiunque, dal vicino di casa all’agente di polizia, dai giornalisti ai medici e politici, dagli intellettuali ai cantanti e attori, dalle pornostar alle istituzioni. Mai, però, ho visto la polizia irrompere nella casa di uno qualsiasi dei suddetti stronzi per ammanettarlo ed erudirlo sulla necessità di non creare ansia negli utenti di Facebook.
Quello che voglio dire è che un tipo come Alessandro Cecchi Paone – è solo un esempio tra i tanti – ha tutto il diritto, nei limiti della pubblica decenza, di amoreggiare con chiunque (maggiorenne e consenziente) si senta di farlo. E deve avere al suo fianco le istituzioni e la società tutta per difendere i suoi diritti, qualora qualcuno li minacciasse. Ma quello stesso Alessandro Cecchi Paone che a ogni piè sospinto invoca una super tutela, puntando direttamente e inspiegabilmente alla eliminazione tout court dell’opinione altrui, deve rispondere penalmente per ogni aggressione verbale compiuta negli ultimi due anni sul tema delle vaccinazioni e del Green pass, perché le sue parole, quelle sì, hanno provocato ansia, odio, dolore e morte.
Non sono d’accordo con quello che dici ma darei la vita affinché tu possa dirlo
Il tema della libertà di parola è estremamente delicato, e non può essere discusso fuori dal contesto storico in cui è nato. Occorre ricordare che sono morte migliaia di persone per assicurare alle nostre generazione il diritto di opinare, senza correre il rischio che qualcuno con poca autostima possa ricorrere alle forze di polizia e trovare in esse lo strumento ideale per mettere fine al dibattito e al confronto.
Non sono d’accordo con quello che dici ma darei la vita affinché tu possa dirlo è una citazione della britannica (anche lei) Evelyn Beatrice Hall, erroneamente attribuita a Voltaire, che a quanto pare oggi fa sbiancare i centri del potere mondialista.
In quella stessa Inghilterra di Hall oggi direbbero non sono d’accordo con quello che dici, e per questo ti faccio arrestare prima di subito.
Il disegno di legge britannico che vuole cancellare del tutto la libertà di parola
Non a caso, a giugno scorso è stato presentato un disegno di legge al parlamento britannico con il quale si cerca di andare verso la totale eliminazione della libertà di parola. Al momento, mentre scrivo, il disegno è ancora alla Camera dei Comuni. Dovrà poi essere inviato alla Camera dei Lord.
Sebbene il disegno sia applaudito anche dai democratici americani (non avevamo dubbi) che ne vogliono uno uguale per il loro “grande” paese, secondo l’Institute of Economic Affairs (IEA) si tratterebbe di uno strumento micidiale che conferisce poteri di censura senza precedenti al Segretario di Stato e all’Ofcom.
In questo articolo vengono elencati i rischi di tale legge.
Il nuovo documento informativo dell’Institute of Economic Affairs avverte che il disegno di legge sulla sicurezza online avrà un impatto significativo sulla libertà di parola, sulla privacy e sull’innovazione.
Cosa significa?
Significa che l’inferno è alle porte, ragazzi. Significa che se non ci decidiamo a rendere pan per focaccia a questi malviventi, anche con il semplice ma fermo e ripetuto dissenso (da parte di tutti), lasceremo ai nostri figli un mondo schifosamente peggiore di quello che ci hanno consegnato i nostri nonni… morti per conquistare una libertà che oggi rischia di finire nel gigantesco calderone della cancel culture.


LORO se ne infischiano bellamente del nostro dissenso.
Se vuoi essere ascoltato e capito devi necessariamente parlare la loro lingua.