Google ci controlla? Non solo. Fa anche peggio: ci manipola pesantemente con una serie di sofisticatissimi strumenti che hanno la caratteristica di non lasciare prove sul campo per eventuali future azioni della magistratura.
È quanto afferma uno studio condotto da Robert Epstein, psicologo ricercatore senior presso l’American Institute for Behavioral Research and Technology (AIBRT), e dal suo team.

Epstein paragona Google a un dittatore con un potere senza precedenti, perché si basa su tecniche di manipolazione che non sono mai esistite prima nella storia umana. I servizi gratuiti che fornisce, in realtà non sono gratuiti, avverte: “Paghi per il con la tua libertà.”
La manipolazione di Google
In questo video, Epstein parla con Jan Jekielek, redattore senior di The Epoch Times, della capacità di Google di controllare le politiche pubbliche, far oscillare le elezioni e fare il lavaggio del cervello ai nostri figli.
Google ha il potere “di censurare i contenuti, di tracciare ogni nostra mossa, di fare a pezzi le società, di alterare la mente umana e persino di riprogettare l’umanità”, scrive Epstein nel suo rapporto, “Google’s Triple Threat” (ovvero, la tripla minaccia di Google).
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Google’s Triple Threat
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I metodi utilizzati da Google sono effimeri e non lasciano tracce cartacee, rendendo molto difficile dimostrare cosa stanno facendo agli esseri umani.
Le esperienze effimere si verificano brevemente, poi scompaiono, e includono stratagemmi come un elenco di video suggeriti su YouTube, l’auto-completamento delle frasi di ricerca e argomenti inseriti in un feed di notizie.
Ci colpiscono, scompaiono, non sono conservati da nessuna parte e se ne sono andati. È la forma ideale di manipolazione. Le persone non hanno idea di essere manipolate; inoltre, le autorità non possono tornare indietro nel tempo per vedere cosa veniva mostrato alle persone, e cioè, come venivano manipolate, dice Epstein.
Search Engine Manipulation Effect (SEME)
Epstein e il suo team, tuttavia, hanno trovato il modo di tracciare gli strumenti invisibili, quasi subliminali di Google, incluso l’effetto di manipolazione dei motori di ricerca (SEME).
The search engine manipulation effect (SEME) and its possible impact on the outcomes of elections
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Secondo Epstein:
SEME è una delle forme di influenza più potenti mai scoperte nelle scienze comportamentali… Fa pensare alle persone di aver preso una decisione, il che è davvero un’illusione. Inoltre, non lascia tracce cartacee da raccogliere per le autorità. Peggio ancora, le pochissime persone in grado di rilevare il pregiudizio nei risultati di ricerca si spostano ancora più nella direzione del pregiudizio, quindi sembra che riuscire a vedere il pregiudizio non ti protegge da esso.
Lo studio di Epstein dimostra che i risultati di ricerca distorti possono cambiare le opinioni delle persone e le preferenze di voto, spostando le opinioni degli elettori indecisi dal 20% all’80% in alcuni gruppi demografici.
Esperienza effimera
Le e-mail interne trapelate da Google parlano di “esperienza effimera” e l’azienda punta a progettare esperienze effimere intese a modificare il modo di pensare delle persone.
SEME, tuttavia, è solo uno dei tanti strumenti subliminali che il team di Epstein ha scoperto. Altri sono, per esempio, “il suggerimento di ricerca”, “la corrispondenza delle opinioni” e “la manipolazione di YouTube”.
Google ha spostato milioni di voti nel 2020
Quando Epstein e il suo team hanno iniziato a ricercare, selezionare e preservare le esperienze effimere legate alla politica, è stato scoperto un pregiudizio politico estremo su Google e YouTube, che è di proprietà della società madre di Google, Alphabet.
Nei giorni che hanno preceduto le elezioni presidenziali del 2020, per esempio, hanno conservato 1,5 milioni di esperienze effimere e più di 3 milioni di pagine web, sufficienti per spostare “almeno 6 milioni di voti alle elezioni presidenziali all’insaputa della gente”.
Questo non è un incidente isolato. Nel 2016, l’algoritmo di ricerca di Google ha generato risultati di ricerca distorti che hanno influenzato gli elettori indecisi, dando a Hillary Clinton da 2,6 milioni a 10,2 milioni di voti.
Epstein sottolinea che le sue idee politiche sono di sinistra, ma nonostante il pregiudizio di Google che lavora per supportare i candidati che ha sostenuto, non può applaudire a questo scempio: “perché una ricerca rigorosa che conduco dal 2013 mi ha mostrato quanto siano pericolose queste aziende – Google-and-the-Gang, le chiamo”.
Come padre di cinque figli, sono particolarmente preoccupato per come sarà il futuro dell’umanità se alla Big Tech sarà permesso di continuare senza ostacoli nel suo cammino verso il dominio del mondo. Negli anni ’50, l’economista britannico Kenneth Boulding scrisse: “È concepibile un mondo di dittatura invisibile, che utilizza ancora le forme di governo democratico. Sto scrivendo questo saggio perché credo che un mondo del genere esista già e che, a meno che non agiamo in modo rapido e deciso, il potere che i dirigenti delle società tecnologiche hanno raccolto diventerà così saldamente radicato che non saremo mai in grado di spodestarli dal loro invisibile troni.
Conclusioni
Questa vicenda di Google si inserisce in un quadro ancora più ampio e più drammatico che noialtri abbiamo cercato a più riprese di raccontare nell’indifferenza generale delle persone dormienti.
Google, Facebook, Twitter (che ultimamente è stata acquistata da Elon Musk), insieme ad altri numerosi soggetti più o meno conosciuti della Silicon Valley e del Forum Economico Mondiale, hanno in comune una cabina di regia dove si riuniscono per decidere le linee condivise di politica ed economia del mondo.
Qualche anno fa, tutto questo ci veniva raccontato dal noto cantante Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti.
Qualcosa, però, non ha funzionato sul piano della predisposizione all’emergenza. Come se le parole pronunciate da Jovanotti in quel simposio fossero parte di uno spettacolo, di un racconto fantasy che la gente ascolta per divertirsi, giammai per capire e agire di conseguenza.
Lo stesso Jovanotti non pare abbia mostrato una grande intelligenza riorganizzativa verso quello che lui stesso raccontava. Appare stupito, a tratti divertito, sorride, ma le sue scelte di vita sono identiche a quelle di un frigorifero piazzato nella sala congressi del Bilderberg Group.
Lo si ricava dai comportamenti concludenti che ha assunto nei mesi successivi e nei due anni di pandemia, dove il semplice gesto di fare due più due, ovvero, di collegare i puntini, avrebbe dovuto indurlo a fare, a dire e ad agire diversamente. Ma ciò non è avvenuto.
La sua rivelazione – che avrebbe dovuto creare scalpore e scandalo – non allerta, non preoccupa, non predispone alla difesa dei diritti umani o alla comprensione di fenomeni inspiegabili, come quelli che stiamo subendo negli ultimi due anni. Semplicemente cade nel dimenticatoio o nell’indifferenza, talvolta persino nel giudizio manipolato di chi deride gli altri, lasciando gli analfabeti funzionali sempre più analfabeti funzionali, e i cantastorie come lui, sempre più inutili e lontani dalla gente.


In molti continuano a suggerire di agire in modo rapido e deciso.
Io però non vedo nessun passo concreto in quella direzione.
A dir la verità quando qualcuno percepisce qualche “soluzione” … si gira dall’altra parte.
Mancano gli attributi. Probabilmente c’è ancora troppo margine di benessere.
E forse anche questa è manipolazione: lasciare il tanto di aria che basta per non far percepire il pericolo di poter soffocare.
Ormai denunciare il s i s t e m a non basta più.
È ora di fatti concreti.
Sono certa che molti che leggeranno si “gireranno dall’altra parte “.
E comunque nel “trucchetto ” di g u g g o l ci sarebbe una possibile soluzione a cui nessuno ha fatto caso .