Controinformazione

Le istituzioni e l’utile idiota

Carlo D'Angiò · 6 Apr 2022 · 5 min di lettura

Le istituzioni sono più corrotte e più guaste degli individui, perché hanno più potere per fare del male, e sono meno esposte al disonore e alla punizione. Non provano né vergogna, né rimorso, né gratitudine, e neanche benevolenza. La coscienza individuale o naturale del singolo componente viene soffocata (non possiamo avere un principio morale nel cuore degli altri), e non si pensa ad altro che a dirigere meglio lo sforzo comune (liberato da scrupoli inutili) per ottenere vantaggi politici e privilegi, da spartirsi poi come bottino.

Sono queste le parole che usa William Hazlitt (filosofo e scrittore inglese morto nel 1830) nel suo libro “L’ignoranza delle persone colte”, quando parla delle istituzioni.

Potremmo dire che nulla è cambiato. In effetti, questo è un punto fermo nello sviluppo della storia dell’uomo: le istituzioni sono più corrotte e guaste degli individui. Ma ancora di più la coscienza del singolo componente delle istituzioni viene soffocata dallo sforzo comune di ottenere vantaggi e privilegi.

Non possiamo condividere il significato di queste parole e contemporaneamente fare finta che oggi non si abbiano gli stessi problemi. Anche perché, allo stato attuale, la corruzione delle istituzioni e degli uomini che ne fanno parte è esposta come il culo di un macaco. Solo un mentecatto potrebbe non avvertire il pericolo insito nelle disposizioni o nei protocolli istituzionali.

Dai più alti livelli ministeriali, lungo tutto la filiera di comando, fino ai reparti di un ospedale o di un ente locale con le sue farmacie, non c’è altro che un muro marcio di istituzioni, un esercito di uomini che non provano vergogna o rimorso, perché “ciascun membro raccoglie il profitto, e rovescia la colpa, se c’è, sugli altri”.

Lo sforzo di noialtri in questi due anni è stato quello di aprire gli occhi ai dormienti sulla fonte dei comportamenti che hanno distrutto la vita di un popolo. 

Chi conosce la triste realtà descritta da Hazlitt non può starsene intimorito e silente di fronte alle fandonie di un virus che sarebbe stato diffuso da un pipistrello. La pre-conoscenza del come funziona la macchina del controllo sociale mette in allerta le menti più critiche e acuisce l’osservazione. 

Questo comporta una constatazione immediata e continua delle incongruenze iniziali che con il tempo diventano vere e proprie menzogne di sistema.

Il buon senso ti fa capire che se è falsa la notizia iniziale (e abbiamo avuto molte conferme delle bugie raccontate sul pangolino e sul pipistrello), è falsa tutta l’impalcatura che ne consegue. Non può esserci una sola verità che nasce da una menzogna.

Allo stesso modo, le chiusure, le mascherine, le autocertificazioni, le terapie intensive, il vaccino, il green pass e così via, rappresentano solo la versione più avanzata e complessa di una menzogna iniziale.

Per questo, talvolta, diventa così faticoso riportare le menti plagiate dal mainstream sul piano della ragionevolezza: sono state disorientate dagli stati di avanzamento della menzogna. Si rischia spesso di trovarsi a discutere della mascherina nelle discoteche, o degli assembramenti nel tram, o persino della pericardite che si cura o del tampone che non è attendibile. Ma zero per uno è uguale zero. Così come zero per mille è uguale zero. Se il livello di verità del fattore iniziale è uguale zero, tutti gli altri fattori di moltiplicazione, per quanto grandi e ufficiali possano apparire, non cambieranno il risultato finale, che sarà sempre zero sul piano della verità.

Ciononostante, l’impostura del sistema si è mostrata anche nelle fasi successive di questa storia. I tamponi, per esempio, non hanno mai avuto alcuna efficacia diagnostica. Eppure, continuano a essere lo strumento ufficiale (quello indicato dallo Stato con le sue leggi) per discriminare le persone e indurre psicosi e odio sociale.

“Le istituzioni pubbliche sono tanto peggio dei singoli individui di cui sono composte perché sostituiscono la morale con l’ufficialità”, dice Hazlitt. 

Ciò che è ufficiale, come il timbro del ministero, il camice bianco, il report dell’EMA, diventa “credibile e giusto” solo perché nessuno più ricorda che la verità e le istituzioni non sono mai state dalla stessa parte.

Oltretutto, il revisionismo storico accelerato di Google, Wikipedia e di tutti i siti di letteratura scientifica, unitamente alla censura selvaggia e impietosa applicata con criteri assurdi dai social media, confermano che non è più la morale il vero obiettivo di questa nuova società, né la forza della verità. 

“La debolezza è trasformata in sistema, le malattie diventano merce”, aggiunge Hazlitt. 

Ma il semi-erudito del terzo millennio continua imperterrito il suo viaggio da utile idiota. Ridotto all’imbecillità, giustifica le aberrazioni più evidenti e imbarazzanti. Sostiene la discriminazione, il mobbing di Stato, avalla decisioni stupide a disumane. Ma soprattutto nega ciò che puntualmente viene anticipato da chi è stato indotto a considerare un terrapiatista.

E pensare che che non ha saputo fare di meglio che offendere e insultare le uniche persone che invece avrebbe fatto bene a tenersi strette e care.

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Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Proprietario di questo sito e creatore di Carlissimo Me

19 anni di blogging e infomarketing. Decine di eBook scritti, venduti… e puntualmente scopiazzati da chi non ha più un’idea manco sotto tortura. Corsi che hanno generato milioni, e centinaia di webinar dove ho visto tutto: chi vola, chi si schianta, chi riappare anni dopo dicendo “avevi ragione tu”.

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1 commento

  1. Rosanna

    Al disorientamento indotto aggiungerei la mancanza totale di voglia di conoscere e di sapere.

    Metà della colpa è di chi riceve l’informazione e la accetta imprescindibilmente.

    Rispondi

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