Crescita personale

Le soluzioni preconfezionate creano persone incapaci

Si parla tanto dell'intelligenza artificiale e di come potrebbe nuocere alla creatività e all'intelligenza dell'uomo. Ma siamo sicuri che l'appiattimento creativo dipenda dall'AI?

Carlo D'Angiò · 23 Set 2024 · 4 min di lettura

Le prime volte avevo paura di rovinare il pezzo di legno che avevo scelto. Sapevo che avrei dovuto scorticare, limare, incidere, carteggiare. Ma i miei gesti erano cauti, accorti, superficiali. E sai cosa ne veniva fuori? Nulla. Nulla di veramente significativo.

Parlo della mia passione per il fai da te, nata dalla mia vita nei boschi, dove un tronco caduto può diventare una scacchiera e una radice la base di una lampada.

Come quella nelle foto che allego qui sotto.

radice 5

Eravamo nel bosco, io, mio genero e un suo amico, Jesi. Camminavamo lungo gli argini del fiume. C’era un tronco spezzato immerso nell’acqua. Lo tirammo su. Ma era ancora saldamente legato alla sua radice. Decidemmo di tagliare il tronco. Poi, osservai quella radice. “A qualcosa può servire”, pensai. Tiriamola fuori.

Fu un lavoraccio di quelli tosti, perché proprio non voleva saperne di venire via. Jesi, nuovo a questo tipo di escursioni, si dava un gran da fare per scavare e aiutarci in quella missione. A un certo punto mi chiese – per mera curiosità, aggiunse – perché stessimo perdendo tutto quel tempo per una radice neanche tanto bella, sporca, bagnata e interamente coperta di muschio.

radice 1

A Jesi spiegai velocemente che dalle radici più brutte e informi nascono i pezzi di arredamento più belli ed esclusivi. E gli dissi la verità. Ma non era tutta la verità.

Per capirci meglio, potremmo mettere la questione su un piano diverso: perché ammazzarsi di fatica con il fai da te e una radice, quando potresti comprarla su Etsy già pronta all’uso?

Perché è nella creazione, nel processo trasformativo, nella materia che prende forma attraverso passaggi pazienti davanti ai tuoi occhi, grazie alle tue mani, che si realizza l’essenza umana.

Si parla tanto dell’intelligenza artificiale e di come potrebbe nuocere alla creatività e all’intelligenza dell’uomo. Ma siamo sicuri che l’appiattimento creativo dipenda dall’AI?

È vero, se diamo uno sguardo nelle case della gente, pochi ormai sanno cucinare anche solo un semplice piatto di pasta al pomodoro, o cambiare una lampadina, aggiustare una sedia, lavare un capo d’abbigliamento. E questo è davvero sconcertante. Ma se non vado errato, tutto questo è cominciato molti decenni prima dell’avvento dell’AI. Se vogliamo davvero allestire un banco degli imputati degno di questo nome, gli smartphone sono da mettere in pole position. Ma credo che i veri responsabili di tale decadimento siano da ricercare in coloro che decidono veramente i programmi scolastici e i piani di studio in Italia (es. Fondazione Agnelli).

Tralasciando questo filone che rischia di portarci fuori tema, quello che mi preme sottolineare è che la creatività, e con essa il processo intellettivo che muove idee, azioni, progettualità, parte dal coraggio di costruire, modificare, modellare qualcosa.

Come per il fai da te, anche per il blog c’è bisogno di pazienza e visione. Sotto il materiale grezzo, sporco e talvolta coperto di muschio, ci sono forme bellissime che aspettano di venire alla luce.

Non dobbiamo chiederci se valga la pena di perdere tempo o di cercare una soluzione preconfezionata. È questo l’errore in cui siamo stati indotti dal sistema. Le soluzioni preconfezionate creano persone incapaci.

La vera domanda, invece, è: perché non farlo? Perché non provarci?

Alla fine ti accorgi che, quando ci provi, con un po’ di coraggio, sotto la corteccia c’è un legno che può essere levigato, smerigliato, sagomato e infine oliato e dipinto. Il capolavoro è frutto di un lavoro talvolta lungo e paziente. Non basta un articolo o due a generare traffico e follower. Così come non basta pulire una radice in modo sommario.

L’intelligenza artificiale avrà le sue responsabilità. E lungi da me l’idea di farne un quadro idilliaco. Ma prima di puntare il dito su di essa, chiediamoci quanta creatività abbiamo perso negli ultimi anni, fidandoci del sistema, quando dell’AI non sapevamo nulla.

Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Proprietario di questo sito e creatore di Carlissimo Me

19 anni di blogging e infomarketing. Decine di eBook scritti, venduti… e puntualmente scopiazzati da chi non ha più un’idea manco sotto tortura. Corsi che hanno generato milioni, e centinaia di webinar dove ho visto tutto: chi vola, chi si schianta, chi riappare anni dopo dicendo “avevi ragione tu”.

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