Crescita personale

Mandala, ovvero, la natura microcosmica dell’anima

Carlo D'Angiò · 10 Ago 2022 · 4 min di lettura

Fuori c’è il sole. Ma tu sei all’ombra della tua veranda. Davanti a te un computer, un portatile. Gli uccellini si rincorrono tra i rami alti degli alberi del bosco. Alcuni, avvertiti dal rumore della sedia, spiccano il volo, scappando furtivi dal tuo orto dove abitualmente si nutrono becchettando le pannocchie tenere che adorano.

Nel frattempo, apri Photoshop. Crei un nuovo documento. Imposti le simmetrie. In un piatto sul tavolo c’è dell’uva deliziosa e fresca. Stacchi un acino per mangiarlo. E poi un altro. E poi un altro ancora.

Prima di iniziare, raccogli le informazioni intorno a te: il sole, gli uccelli, l’uva, la lucertola, persino, che ti guarda immobile dal suo angolo nascosto nella ghiaia del cortile.

Sono come parte di una sequenza, una girandola colorata che prende forma nella tua testa, nella tua immaginazione. Sono fluttuanti, flessibili, si assottigliano o si gonfiano, cambiano di posto, girano più velocemente oppure rallentano, fino a quando la loro posizione nello spazio della tua mente determina una composizione gradevole. A quel punto, cerchi di fermare l’opera, di fotografarla con un battito delle ciglia. E anche se non tutto rimane a fuoco, perdendosi negli spazi aperti, tra i colori e le forme del mondo esterno che ti circonda, sei pronto a cominciare.

Prendi il tuo mouse, tracci delle linee: sono dei cerchi o delle curve, sono rami sinuosi e fiori petalosi, sono foglie e pistilli vari.

Non ci vuole molto tempo a riempire il foglio. Oramai, sei allenato. La tua mano corre veloce. La gomma cancella le sbavature. E nel giro di pochi minuti prende forma un’opera bellissima: il mandala.

Eppure, quando sei alla fine, un po’ ti dispiace. Perché significa tornare alla realtà. E la realtà, bella o brutta che sia, non è paragonabile ai tuoi voli meditativi e alla pace intima e interiore che vivi ogni volta che disegni soprattutto con la modalità “girandola colorata” mentale. 

Il risultato della tua esperienza di pace intima viene salvato in una cartella dedicata. È la cartella del tuo nuovo libro da colorare per adulti. 

Quanta energia positiva promana da un creatore di mandala? 

Sembra un’esagerazione, ma non lo è. Secondo Carl Gustav Jung, disegnare o colorare un mandala può favorire l’ascolto della propria voce interiore, la focalizzazione sul proprio sé, la realizzazione di un ordine interno. 

Praticamente, tutto ciò di cui ha profondamente bisogno l’uomo moderno, costretto ad annientarsi nella micidiale routine della gabbia.

Sarà per questo che quando riprendo a disegnare, dopo lunghi periodi di pausa (per lavoro o per altri impegni), mi ritrovo quasi sempre in lacrime, travolto dalle emozioni, dalle nostalgie, dalla mancanza di persone e animali che ho amato e che oggi non ci sono più.

Se piangere ha in qualche misura una funzione terapeutica, allora disegnare mandala è incontrovertibilmente terapeutico.

Tornando a Jung, infatti, le figure mandaliche hanno una grande forza evocativa che può essere identificata come “archetipo universale”, ovvero, come espressione dell’inconscio.

Jung disegnava mandala sul suo taccuino in un periodo difficile della sua vita. Analizzando se stesso, disse che tali disegni favorivano un cambiamento sul piano psicologico, contribuendo a realizzare una significativa trasformazione interiore.

Aggiunse:

Il sé mi appariva come la monade che io sono e che è il mio mondo. Il mandala rappresenta questa monade e corrisponde alla natura microcosmica dell’anima.

All’ombra della tua veranda, circondato dagli uccellini e dagli alberi, quando cominci a disegnare, in realtà cominci a costruire un tempio. Il tuo tempio, il tuo spazio sacro, un luogo protetto in cui puoi recuperare le tue energie e sentire la voce del tuo inconscio come non potresti fare diversamente. Significa esplorare te stesso. Significa avviare un processo di guarigione. Significa crescere.

La tua visione diventa chiara solo quando guardi dentro il tuo cuore. Chi guarda fuori, sogna. Chi guarda dentro, si sveglia. 

(C.G. Jung)

Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Proprietario di questo sito e creatore di Carlissimo Me

19 anni di blogging e infomarketing. Decine di eBook scritti, venduti… e puntualmente scopiazzati da chi non ha più un’idea manco sotto tortura. Corsi che hanno generato milioni, e centinaia di webinar dove ho visto tutto: chi vola, chi si schianta, chi riappare anni dopo dicendo “avevi ragione tu”.

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