Crescita personale

«Mi chiedevo se lei potesse darmi un’idea su qualcosa da fare», la richiesta di aiuto di una donna che vuole, deve combattere

Carlo D'Angiò · 13 Set 2022 · 9 min di lettura

Ricevo molti messaggi dalle persone che mi seguono. E rispondo sempre a tutti, anche se in ritardo. Talvolta, però, capita che Facebook (ovvero, Messenger) faccia finire nello spam non solo la monnezza, ma anche messaggi di persone che chiedono il mio aiuto. 

Ciò capita quando non siamo “amici” su Facebook. Ed è per questo che ho visto il messaggio di LL con molto ritardo. In effetti, il suo primo messaggio era di gennaio 2022. Ma l’ho visto solo pochi giorni fa. Le ho risposto. Ed ecco cosa mi ha scritto in seguito.

Buongiorno, intanto la ringrazio tantissimo per avermi risposto, è stato davvero gentile. Le racconto brevemente per farle il quadro di una situazione difficile. Ho resistito, non mi sono vaccinata (e non lo farò),  nel frattempo ho avuto il covid, “provvidenziale”, così non ho perso quelle poche ore di lavoro la mattina come commessa. Ma guadagno quattro soldi. Le ho già detto che ho una malattia autoimmune da quattro anni che limita molto la mia vita, sto spesso male purtroppo e come se questo non bastasse due mesi fa mi hanno diagnosticato un tumore al seno, operata di urgenza, si prospetta un percorso che non oso pensare. In tutto questo io devo mantenermi, vivo sola. Molte cure, analisi etc si pagano e quindi è un bel casino. Mi chiedevo se lei potesse darmi un’idea su qualcosa da fare considerando i miei limiti e le mie risorse economiche pari a zero, poi la salute condiziona molto tutto e questa nuova patologia ha peggiorato tutto ancora di più. Come vede è una situazione complicatissima. Mentalmente sono molto provata, poco lucida e ho come un blocco. Vivere una situazione del genere non è facile, anche se sto cercando di non crollare. Forse ho bisogno di nuovi stimoli, nuove emozioni, che non ho e neanche vedo all’orizzonte. Magari lei riesce a vedere molto oltre e potrebbe darmi qualche suggerimento. Io quando posso, la seguo su fb, e trovo i suoi post molto interessanti e sensati. Grazie per la sua attenzione e le auguro una buona giornata.

Perché ho postato questo messaggio? Perché ciò che sta vivendo LL in questo momento è uguale a ciò che stanno vivendo migliaia di persone in Italia oggi.

Nel mio segmento di mercato, quelli che vendono informazioni simili (non uguali) alle mie, non perderebbero tempo con situazioni del genere, dove semplicemente non vedono la possibilità di incassare nulla. Io la penso diversamente. Penso cioè che nel piano delle cose da fare, dove sicuramente ci sono le mie priorità, debba riservare una quota parte del mio tempo per aiutare gli altri.

Dio mi sta dando molto, nonostante le vicissitudini e il dolore immenso che ho subito negli ultimi mesi. E il minimo che possa fare è ringraziarlo. Ringraziarlo non banalmente con una preghiera, che pure aiuta e che non dimentico mai di recitare, ma con la cosa più preziosa di cui dispongo: il mio tempo.

Darò a LL le mie risposte, quelle che mi vengono dal cuore per una persona come lei che sta soffrendo ed è spaventata. Quelle che sono in grado di elaborare sulla base delle informazioni che mi ha fornito, non complete. Le scriverò qui, affinché possano aiutare anche altri più schivi di lei, più silenziosi, più riservati.

A certi livelli di dolore e sofferenza non credo si possa più giocare con le parole, anche se usate per incoraggiare e sostenere una persona. A me però adesso compete il compito non facile di costruire un discorso di senso compiuto che tenga conto della realtà.

Un gesto straordinario di grande umiltà

Con una malattia autoimmune, un lavoro precario, uno stipendio da fame e un tumore al seno, riuscire a trovare la forza anche semplicemente di scrivere un messaggio di aiuto, come LL ha fatto con me, equivale a compiere un gesto straordinario. E già solo per questo vorrei complimentarmi con lei. 

Nelle sue parole c’è la dignità di una donna che vuole combattere. Mi chiedevo se lei potesse darmi un’idea su qualcosa da fare considerando i miei limiti…, ha scritto. C’è molto da imparare in questa frase.

Se la maggior parte delle persone raggiungesse questa maturità – che si esprime nell’umiltà composta ed elegante di chi chiede aiuto perché ne ha davvero bisogno – avremmo una società migliore, più orientata a crescere che ad apparire.

Non è facile, ma quale sarebbe l’alternativa?

Le condizioni di partenza di LL non sono ottimali. Tutto quello che si può fare online – tanta roba – presuppone conoscenza di processi e strumenti per realizzare cose. Significa formarsi e dotarsi. Significa spendere soldi che LL non possiede.

Oltretutto, la condizione fisica in cui si ritrova sfortunatamente oggi non le permette di recuperare le energie necessarie per affrontare con il giusto mindset le sfide del business online.

Ma chi sono io per sentenziare che LL non possa farcela?

Non ha i soldi. Ok. Ma può iscriversi al mio gruppo “Corso gratuito di infomarketing” che ho creato appositamente per aiutare gente come lei in difficoltà e per dare a tutti l’opportunità di “conoscere” quel mondo che molti semplicemente ignorano. Nel mio gruppo si trovano centinaia di ore di live dedicate alla formazione sul tema dell’infomarketing

Se si considera che sono le stesse informazioni con cui hanno cominciato molti imprenditori noti e affermati di oggi, possiamo dire che il problema di finanziare la formazione, almeno in parte, lo abbiamo risolto. Sto dicendo che con il mio gruppo, la storia dei soldi che mancano ci interessa poco. Non hai soldi? Nessun te li chiede.

Per quelli che leggono, se chiedete l’iscrizione al gruppo, rispondete alle domande di attesa, e fatemi sapere che avete letto questo post.

C’è poi il tema dell’energia e della forza di volontà. È un tema difficile rispetto al quale c’è il mio profondo rispetto, qualunque sia la decisione di LL e di quanti come lei non sono nelle condizioni migliori per organizzare gli impegni e la concentrazione.

Però mi si lasci dire che l’unica alternativa all’impegno e alla determinazione, è lasciarsi morire, senza fare niente. Anche questa scelta per me sarebbe degna di rispetto, perché condivido il pensiero di Pirandello, secondo cui: Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io. Vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate. Vivi gli anni che ho vissuto io e cadi là dove sono caduto io e rialzati come ho fatto io. E solo allora mi potrai giudicare. 

Tuttavia, se la scelta di lasciarsi morire è una scelta che comunque rispetto, quella di provare a vivere è qualcosa che ammiro e che mi entusiasma.

Ed è per questo che sento il dovere di provare a esplorare insieme la strada dell’impossibile che diventa possibile quando decidi di sfidare i limiti imposti dalle condizioni o dalle credenze.

Roger Bannister

A tale riguardo, voglio raccontare la storia di Roger Bannister, un neurologo inglese vissuto fino al 2018 che nella sua vita ha saputo dimostrare che i limiti, anche se con molta fatica, possono essere superati.

Bannister non è famoso per la sua professione medica, ma per aver deciso di correre un miglio (ovvero, 1609 metri e 36 cm) in meno di 4 minuti.

Stiamo parlando degli anni ’50, un’era nella quale la scienza – quella che abitualmente è sempre in errore rispetto alle sfide dei tempi – sosteneva che non fosse umanamente possibile correre un miglio in meno di 4 minuti. Ma Bannister superò questo limite nel 1954, percorrendo un miglio in 3.59.4.

L’aspetto più interessante di questa storia, però, non è tanto il fatto che un uomo abbia corso veloce, quanto piuttosto che nessun atleta aveva mai superato quel limite. Dopo che Bannister l’ebbe superato, altri 1400 atleti hanno corso un miglio in meno di 4 minuti. Attualmente, il record è di 3.43.13.

Ciò vuol dire che la scienza quasi sempre fissa dei paletti che non hanno nulla di veramente scientifico, e che molto spesso si tratta di vere e proprie superstizioni.

Se c’è voglia di vivere

Detto questo, non intendo banalmente galvanizzare la nostra LL con una storia del passato. Quello che cerco di fare è guardare in faccia alla realtà. La condizione fisica non è delle migliori. Ma non è solo questa la verità di LL. Perché se fosse solo questa, allora che senso avrebbe per lei chiedermi aiuto e per me cercare di rispondere.

La verità è che c’è ancora voglia di vivere. E questo è un bene, perché se c’è voglia di vivere, non può esserci lassismo o arrendevolezza. Se si vive non si muore. È un sillogismo semplice, ma incontrovertibile.

E allora, perché non cominciare a formarsi, a capire, leggere, studiare, scrivere, confrontarsi. Il gruppo è accessibile. Le live con le lezioni sono all’interno, basta scorrere indietro.

In molte live ho persino rilasciato eBook e PDF da leggere. E la lettura non si limita ad aggiungere nuove informazioni al tuo bagaglio di conoscenze, ma apre idee in modo esponenziale. E se cerchi idee, non puoi evitare proprio ciò che le produce, e cioè la lettura.

Costruire con gioia è sempre un bel viaggio

C’è anche bisogno di offrire alla mente una nuova tipologia di pensieri, di sfide, di impegni, per superare i blocchi, per recuperare coraggio e lucidità.

Probabilmente, se qualcosa deve succedere, succede comunque, benché io mi auguri che non succeda proprio nulla, ma il viaggio sarebbe diverso. Costruire con gioia è sempre un bel viaggio che tutti dovrebbero affrontare.

Io non so quale risposta si aspettava LL da me. Nel suo messaggio c’è la sua storia di dolore, la sua condizione attuale, la sua paura. Io mi auguro che lei adesso possa raccogliere i pensieri e rielaborare un nuovo messaggio per me e per altri in cui non ci sia più solo la paura, ma anche il coraggio, l’esperienza, le capacità, le aspirazioni.

Bisogna chiedere aiuto nel modo giusto

Se volete che io vi indichi una strada o vi apra delle idee, basandomi sulla mia esperienza, ditemi cosa sapete fare, cosa vorreste saper fare, cosa vi piacerebbe fare. Non ci sono idee da cogliere nel nulla indefinito. Perché le idee sono sinapsi, connessioni, mondi che nascono dal collegamento tra due condizioni, realtà, informazioni, conoscenze. Servono due punti fermi per creare un ponte.

Si possono scrivere libri per Amazon, senza un sito web, o realizzare libri da colorare, o ancora creare documenti stampabili per Etsy.com. Sono piccoli business per cominciare, non grandi progetti per svoltare. Ma neanche tutto questo può avere senso, se non ci preoccupiamo prima di fare le giuste connessioni con quello che sei e con quello che puoi diventare.

Dunque, ho bisogno di altre informazioni. Conosco il quadro generale. Conosco le condizioni di salute di LL. Ora, però, devo conoscere il potenziale spendibile sul mercato.

Questa non è una storia chiusa, mi auguro. 

Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Proprietario di questo sito e creatore di Carlissimo Me

19 anni di blogging e infomarketing. Decine di eBook scritti, venduti… e puntualmente scopiazzati da chi non ha più un’idea manco sotto tortura. Corsi che hanno generato milioni, e centinaia di webinar dove ho visto tutto: chi vola, chi si schianta, chi riappare anni dopo dicendo “avevi ragione tu”.

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2 Commenti

  1. Rosanna

    Un augurio dal profondo del cuore affinché LL recuperi le energie fisiche e mentali per migliorare la sua situazione.

    Buona vita Carlo, buona vita alle anime belle e a LL.

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  2. Alessandra

    Mi permetto di suggerire alla signora LL di indagare sul protocollo Coimbra, che per le malattie autoimmuni è molto valido. È una terapia a base di alte dosi di vitamina D3 che, sotto accurato controllo di medici formati appositamente per somministrare questa terapia, da davvero ottimi risultati.
    Con affetto

    Rispondi

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