C’è un modo stupido di usare l’AI e ce n’è uno serio. Quello stupido lo conosci: apri ChatGPT, incolli il link del tuo sito e scrivi “dimmi cosa non va”. Ottieni una risposta. Sembra sensata. Parla di SEO, di call-to-action, di “ottimizzare il funnel”. Ti senti pure un po’ più tranquillo.
Peccato che sia quasi tutta fuffa. Non perché l’AI sia stupida. Perché le hai fatto la domanda sbagliata. Le hai chiesto se il tuo sito è fatto bene. E un sito può essere fatto benissimo — grafica curata, testi puliti, tutto a posto — e portare dritto in un posto dove non c’è nessuno disposto a tirare fuori un euro.
La domanda vera è un’altra. E per insegnarla a una macchina ci ho messo giorni. È nato così Il Setaccio di Carlo D’Angiò: non un altro tool, ma il mio modo di ragionare trasformato in protocollo e affidato a un’intelligenza artificiale.
Il lavoraccio
Vent’anni in questo mestiere ti lasciano addosso una cosa che non sai di avere finché non provi a spiegarla: un occhio. Guardi un progetto e in pochi secondi senti dove andrà a finire. Non perché sei un mago, ma perché quel film l’hai già visto. Dieci volte. Sai come finisce.
Il problema è che quell’occhio vive nella mia testa, e nella mia testa non ci entra nessuno. Così mi sono messo a tirarlo fuori. Pezzo per pezzo. Mi sono interrogato come se fossi un cliente scomodo: quando guardi un progetto, cosa noti per primo? E come fai a saperlo? E quella cosa che ti fa scattare l’allarme, da dove arriva? Ogni risposta diventava una regola. Ogni regola un modulo. Ho discusso, riscritto, buttato via, ricominciato.
Non ho chiesto all’AI di analizzare i siti al posto mio. Ho fatto l’opposto: ho preso il mio modo di ragionare — l’ordine in cui guardo le cose, i segnali che colgo, gli errori che riconosco perché li ho già visti fallire — e l’ho trasformato in un protocollo. Poi ho addestrato Claude — l’AI di Anthropic, quella che uso perché ragiona meglio delle altre quando il gioco si fa sottile — a seguirlo passo per passo.
Grok AI
Moneyball Infomarketing
Avatar da sei cifre
Siti Web per Consulenti
Autorità semantica
NotebookLM e Fumetti
6 Milioni di Copie Senza Amazon
Sotto il gesso
Innesco affettivo
ChatGPT Look Studio — Registrazione completa del Workshop
Il risultato l’ho chiamato Il Setaccio.
Perché un setaccio
Perché è esattamente quello che fa: separa. Trattiene ciò che ha valore e lascia cadere la sabbia. E la sabbia, nella maggior parte dei progetti online, è tantissima. È tutta la cosmesi che ci fa sentire produttivi mentre giriamo intorno al problema vero: il template nuovo, il logo rifatto, l’ennesimo tool, il colore del pulsante. Cose che si vedono subito e che danno l’illusione del lavoro.
Il Setaccio non parte da lì. Parte da una domanda sola, che attraversa tutto, dall’inizio alla fine, e che la maggior parte delle persone non si fa mai con onestà:
Quale problema risolve, per chi lo usa?
Sembra banale. Non lo è. Perché chi costruisce un progetto è quasi sempre innamorato del proprio argomento, e parla dell’argomento. Ma la gente non compra argomenti. Compra una versione migliore di sé. E se tra quello che offri e quel desiderio non c’è un ponte chiaro, puoi avere il sito più bello del mondo: non venderà.
Il Setaccio lo capisce in fretta. E quando il problema non c’è, non si mette a lucidare i bottoni. Si ferma e dice: guarda, qui la questione non è il sito. È a monte. E ti mostra dove.
Cosa succede quando metti in funzione Il Setaccio di Carlo D’Angiò
Non te lo racconto tutto, per due motivi. Il primo è che mi ci sono spaccato la testa e non è roba da regalare in un articolo. Il secondo è che certe cose si capiscono solo vedendole girare.
Ma l’effetto te lo posso descrivere. Soprattutto se sei arrivato qui perché il tuo sito non vende, perché un’offerta non converte, o perché hai un’idea di business e non sai se sta in piedi.
Tu porti il tuo progetto — un sito che non rende, un’offerta che non vende, anche solo un’idea che hai in testa. Lo mettiamo nel Setaccio. E invece di ricevere la solita lista di consigli a caso, parte un’analisi che procede in ordine, che non salta passaggi, che ti dice prima se il progetto ha un senso e solo dopo come sistemarlo. Che non ti accarezza per farti contento, ma nemmeno ti lascia con un cadavere in mano: ti restituisce una direzione.
È Claude e sono io, insieme. L’AI mette la pazienza, la velocità, il non stancarsi mai. Io metto i vent’anni — l’ordine delle domande, i segnali che contano, gli errori che ho già visto fallire. Da solo, nessuno dei due fa lo stesso lavoro. Insieme, setacciano.
Dove lo trovi (e come, tra poco, potrai usarlo)
Il Setaccio non è un prodotto che vendo in libreria. È uno strumento di lavoro, e funziona in due modi.
Se sei nel Laboratorio Mensile, ce l’hai già. Da ora in avanti, il Setaccio entra negli incontri: una volta al mese ci troviamo, prendiamo un progetto vero — di uno dei membri — e lo passiamo al vaglio in diretta. Si vede tutto: dove si inceppa, cosa va tenuto, cosa va buttato, da dove ripartire. Non teoria. Un progetto vero sul tavolo, mentre il setaccio fa il suo lavoro. Per chi è dentro, è semplicemente un valore in più rispetto a quello che già paga.
Se non sei nel Laboratorio, presto avrai la possibilità di prenotare una prima consulenza dedicata, dove userò il Setaccio sul tuo progetto, in tua presenza. Ma qui c’è una cosa che la rende diversa da qualunque consulenza tu abbia mai comprato.
Nessuno paga al buio.
Funziona così. Compili un modulo dettagliato — il più ricco possibile, perché più mi racconti, più il setaccio lavora bene. Poi, da solo, passo il tuo caso al vaglio. E ti scrivo. Se vedo che la storia ha senso, che vale la pena guardarla insieme, ti do il via libera: a quel punto procedi, e ci vediamo per la consulenza. Ma se vedo un muro — se il progetto, così com’è, non porta da nessuna parte — te lo dico prima, e non ti faccio spendere un euro. Non voglio i tuoi soldi per dirti che la strada è sbagliata. Preferisco dirtelo gratis, e lasciarti decidere cosa farne.
La consulenza, per chi riceve il via libera, costa 77 euro. E vale molto di più, perché non è un parere a caso: è il Setaccio, applicato al tuo progetto, con vent’anni di occhio dietro.
Una precisazione, perché sia chiaro: il pre-filtro non è sempre aperto. Lo apro a finestre, poche volte al mese, perché passare i casi al vaglio uno per uno richiede tempo e attenzione veri. Pochi posti per volta. Quando la finestra è chiusa, si entra in lista.
Per ora, resta in allerta
La pagina del Setaccio non è ancora online. Ci sto lavorando: il modulo, le finestre, tutto. Se la cosa ti parla — se hai un progetto, un sito, un’idea che non sai se sta in piedi — tieni d’occhio il blog e la newsletter. Presto apro.
E se vuoi saltare la fila e averlo insieme a tutto il resto, il Laboratorio Mensile è già lì.
Domande frequenti
È un protocollo di analisi che applico ai progetti online — un sito che non vende, un’offerta che non converte, un’idea ancora da realizzare. L’ho costruito mettendo per iscritto il mio modo di ragionare, frutto di vent’anni di mestiere, e l’ho poi affidato a Claude, l’intelligenza artificiale di Anthropic. Il suo scopo è uno solo: separare ciò che in un progetto ha valore reale da ciò che è soltanto cosmesi, partendo dalla domanda che quasi nessuno si fa con onestà — quale problema risolve, per chi lo usa?
Quando chiedi a un’AI “dimmi cosa non va nel mio sito”, le stai chiedendo se è fatto bene: ti risponderà di SEO, grafica, pulsanti. Ma un sito può essere perfetto e portare in un posto dove nessuno compra. Il Setaccio parte prima: verifica se il progetto ha un senso di business, e solo dopo guarda l’esecuzione. La differenza non è l’AI — è il metodo che le ho insegnato e l’occhio che riconosce gli errori già visti fallire.
La prima consulenza costa 77 euro, ma prima non paghi nulla. Compili un modulo dettagliato sul tuo progetto e io, da solo, lo passo al Setaccio. Se vedo che vale la pena guardarlo insieme, ti do il via libera e procediamo. Se invece vedo che la strada, così com’è, non porta da nessuna parte, te lo dico prima — e non ti faccio spendere un euro. Non voglio i tuoi soldi per dirti che il progetto non regge.
Sì, se fai parte del Laboratorio Mensile. Per i membri, il Setaccio è incluso: in ogni incontro prendiamo un progetto vero e lo passiamo al vaglio in diretta, senza costi aggiuntivi oltre alla quota del Laboratorio. Per tutti gli altri, la pagina del servizio con il modulo e le finestre di accesso sarà disponibile a breve: chi vuole esserci può tenere d’occhio il blog e la newsletter.


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