Crescita personale

Quel momento imbarazzante del nuovo anno

Perché il cambiamento inizia con un piccolo passo, una sana follia e un pizzico di coraggio.

Carlo D'Angiò · 16 Gen 2025 · 4 min di lettura

Siamo in quel periodo dell’anno in cui il nuovo anno non è più nuovo, ma nemmeno abbastanza vecchio da ignorarlo. È una specie di fase imbarazzante, come quando incontri un vecchio compagno di classe e non sei sicuro se abbracciarlo o fingere di non averlo visto. 

Le festività sono finite, le luci di Natale a Gubbio sono spente, e l’albero gigante sembra dire: “Arrangiatevi, io ho fatto la mia parte”.

La routine ha ripreso il controllo. Tutti stanno facendo quello che facevano prima, solo con meno zucchero nel sangue. C’è chi sta lavorando a grandi progetti, tipo costruire la propria felicità o imparare il tedesco (entrambi con un tasso di successo discutibile). C’è chi affronta cambiamenti epocali, come cambiare marca di caffè. E poi ci sono loro: gli intoccabili. Quelli che non cambiano nulla perché, per qualche misteriosa ragione, hanno deciso che essere felici è sopravvalutato.

Quel desiderio segreto di trasformazione

E infine, ci siete voi. Sì, voi. Quelli che si svegliano ogni mattina con il desiderio segreto che il caffè sia abbastanza forte da trasformarvi in qualcun altro. Magari un astronauta. O un gatto. Lo capisco. Ci sono passato. Anch’io mi sono sentito come un personaggio secondario nella mia stessa vita. Mi sembrava che tutto fosse deciso da qualcun altro: il destino, la società, quel tipo che ti spinge sul treno per guadagnare mezzo secondo.

Prendere in mano il timone

Ma sapete una cosa? Ho fatto qualcosa di folle. Ho deciso di dire basta. Ho guardato il destino negli occhi e gli ho detto: “Sai cosa? Da adesso comando io.” È stato come licenziare il tuo barbiere e decidere di farti i capelli da solo, con un misto di paura e quella libertà euforica che solo un atto di lieve incoscienza può dare.

Io l’ho fatto, letteralmente, nel 2020. Quando il barbiere mi informò che per un taglio serviva un appuntamento e una mascherina, mi sono guardato allo specchio e ho pensato: Sai che c’è? Me li taglio da solo. Da allora, vivo in un mondo senza prenotazioni e senza forbici professionali.

Non servono gesti epici

Ma non fraintendetemi, non ho mollato tutto per trasferirmi in Patagonia e avviare una piantagione di avocado. Non serve un gesto epico o un cambiamento da prima pagina. Serve solo un piccolo passo, uno qualsiasi. Come lanciare un sassolino in uno stagno e scoprire che i cerchi continuano a espandersi molto più di quanto avresti mai immaginato.

E sì, so che Steve Jobs diceva stay foolish, ma non penso volesse dire: “Buttati da un dirupo e spera che qualcuno ti prenda”. Credo intendesse qualcosa di più sottile, come: “Sii abbastanza folle da credere che puoi fare qualcosa di nuovo. E abbastanza saggio da iniziare con un piccolo passo”.

Rompere il ciclo della procrastinazione

Hai un’idea? Bene, parlane. E se hai paura, pensa a tutte le volte che hai detto “lo farò domani”. Immagina di mettere quelle parole su un contatore digitale sopra la tua testa. Ora pensa alla gente che ti guarda e dice: “Wow, sei davvero arrivato a 1.834 procrastinazioni. Impressionante”.

Ecco il punto: il tempo non si ferma. È come un tapis roulant difettoso che aumenta la velocità ogni volta che guardi altrove. A 20 anni puoi dire “ci penserò dopo la laurea”. A 50 anni è come pisciarsi sulle scarpe e fare spallucce. La dignità va a farsi fottere.

Ma, e questo è un grande ma, siamo ancora a gennaio. C’è ancora tempo. Non tutto il tempo del mondo, ma abbastanza per fare quel primo, piccolo passo. Il primo passo è il più difficile. Gli altri? Sono come un mazzo di carte in disordine: un po’ fastidiosi, ma alla fine si sistemano.

E ricorda, non è mai troppo tardi per smettere di essere mediocre. La mediocrità non è accettabile. È come andare a una festa di compleanno con un palloncino bucato e dire: “Beh, è comunque un palloncino, no?” No. Nessuno vuole essere il tipo del palloncino bucato.

Il mio consiglio: inizia ora

Quindi, ecco il mio consiglio. Fai qualcosa, qualsiasi cosa. Cambia qualcosa, anche se è piccolo. Compra una nuova lampada. Cambia strada per andare al lavoro. Scrivi quella mail che ti spaventa. Perché se non fai nulla, resterai bloccato. E non c’è niente di peggio di essere bloccati. È come essere un personaggio in un libro che nessuno legge.

Pensaci. E poi fallo. La vita non aspetta.

Leggi «I talenti e il Moggio».

Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Proprietario di questo sito e creatore di Carlissimo Me

19 anni di blogging e infomarketing. Decine di eBook scritti, venduti… e puntualmente scopiazzati da chi non ha più un’idea manco sotto tortura. Corsi che hanno generato milioni, e centinaia di webinar dove ho visto tutto: chi vola, chi si schianta, chi riappare anni dopo dicendo “avevi ragione tu”.

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