Sai quanto costa l’affitto di una bella villa in Umbria? Dalle 1.200 € a salire. Ci sono piccole variazioni in base alle zone. A Perugia, per esempio, stai sulle 1.500/1.600 €, ma in genere c’è anche la piscina. Nella zona più rurale che piace a me, invece, con 1.200 prendi un mega casolare con 10/20 mila mq di terreno circostante con tanto di bosco annesso dove puoi trascorrere ore di pace e di recupero della tua connessione con la madre terra.
Andando in giro per le colline di Gubbio (amo farlo), scorgo dozzine di proprietà rurali spettacolari, bellissime, spaziose, con giardino, piscine, orto, bosco, ruscelli, piccoli laghi. Sono tutte immerse nel verde e nella pace più totale con panorami incantevoli.
Alcune sono un po’ trascurate, forse perché in disuso per via di qualche querelle ereditaria. Capita, infatti, che dopo la morte del pater familias, figli e nipoti, sedotti dalla cultura delle scemenze e del vuoto cosmico, preferiscano rimanere nelle topaie di città (Milano, Roma etc.), dove si sono addirittura spostati con il grande desiderio di viverci, anche se alla fine sono domiciliati in un monolocale a 1.500 € al mese che pagano con fatica, solo però se lavorano in due.
Prima o poi passerà l’effetto di questo sortilegio di idiozie. Prima o poi i figli dei figli dei padri scemi torneranno a chiedersi cosa bisogna fare per vivere bene in natura e riprendersi lo spazio che un tempo gli apparteneva.
Nel frattempo, quelli che rimangono sul posto, mettono a frutto l’eredità. E quando capita di avere una bella villa da dare in affitto a gente che come me è disposta a pagare per avere tutto lo spazio di cui ha bisogno per fare il cazzo che gli pare, ne ricavi una rendita mensile che varia da 1.200 a 1.500 € al mese.
La rendita è un concetto interessante, perché implica una guadagno costante, un reddito passivo, che non impegna il tuo tempo. Cioè, quei soldi ti arrivano sul conto anche mentre sei impegnato a fare altro.
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La casa di proprietà concessa in locazione è il classico esempio da manuale di rendita costante.
Va da sé che c’è una grande differenza tra i soldi guadagnati con il lavoro e quelli che entrano da un reddito passivo. I primi richiedono la tua presenza, il tuo sforzo fisico e mentale, la tua applicazione, e quindi, la tua totale disponibilità che ovviamente viene sottratta al complesso delle attività ulteriori che potresti o vorresti svolgere.
Se sei un insegnante, per esempio, sei occupato a scuola (e anche oltre), e non puoi per questo impegnarti responsabilmente in altre attività che richiedono il tuo tempo e la tua applicazione.
Se invece sei il titolare di una rendita, come quella di una casa concessa in locazione, fatte salve quelle poche occasioni in cui è richiesta la tua presenza come proprietario, hai praticamente quasi tutto il giorno libero per organizzare hobby, sport e attività varie a tuo piacimento. Il che potrebbe anche trasformarsi in una giornata più faticosa, come accade con me che passo il tempo nei boschi a raccogliere legna, ma se è ciò che ti piace fare, non conta.
Sto rimarcando probabilmente un concetto noto. Sono molti anni che grazie al web circolano in rete informazioni che prima erano ad appannaggio solo dei pochi. Ma il punto non è tanto la conoscenza nozionistica delle rendite. Il punto è capire cosa impedisce nei fatti alle persone di scegliere un modello di vita più intelligente e salutare, quello delle rendite, appunto, piuttosto che auto-imprigionarsi in uno schema massacrante di sacrifici, rinunce e stress.
Verrebbe da dire, sic et simpliciter, che non tutti hanno un immobile in più dal valore di 4/500 mila € da concedere in locazione. Giusto?
Ma chi dice che le rendite derivano solo dagli immobili?
Che cos’è una rendita
Secondo le leggi economiche, è un reddito passivo, quindi un guadagno, che deriva dalla proprietà di risorse naturali.
Non dal lavoro, dunque.
I ricchi lo sanno. E sfruttano questo principio con intelligenza. I poveri, invece, lo snobbano. Perché lo fanno? Non lo so. Forse, perché non è compreso. Forse perché alla parola rendita associano significati sbagliati. Forse perché pensano che si possa parlare di reddito passivo solo quando possiedi, appunto, un immobile di valore da concedere in locazione.
Eppure, abbiamo visto che secondo le leggi economiche la rendita è un guadagno che deriva dalla proprietà di risorse naturali. Un immobile rientra sicuramente nel concetto di risorse naturali, ma il concetto di risorse naturali non si esaurisce con quello degli immobili.
Che cos’è una risorsa
È una sostanza, una forma di energia, una forza ambientale o biologica che opportunamente trasformata è in grado di produrre ricchezza e dare un contributo significativo all’evoluzione del sistema socio-economico.
Il vento, per esempio, è una risorsa. L’acqua è una risorsa. Il sole è una risorsa. Ma lo è anche una forza biologica. E quindi la forza lavoro è una risorsa. E lo è stata per molti anni e ancora lo è oggi al servizio dei capitalisti e degli industriali. Ma per forza biologica si intende anche la conoscenza.
La conoscenza è una risorsa. Ed è straordinariamente capace di produrre ricchezza. E lo è ancora di più in quest’era notoriamente etichettata come era della conoscenza.
Riformuliamo il concetto di rendita
Volendo quindi ritornare al concetto di rendita per provare a darne una definizione più specifica che tenga conto della predominanza della conoscenza in quest’era, possiamo sostenere che la rendita è il guadagno che deriva dalla proprietà di una risorsa naturale come la conoscenza o come le informazioni che permettono alle persone di aiutare altre persone a fare meglio qualcosa nella vita o nel lavoro.
Rileggila, se serve.
Comprendere questo significa attivarsi per acquisire le informazioni che servono per non essere costretti ad agire in stato di ignoranza. Perché rimanere in stato di ignoranza significa non vivere, e quindi, morire.
La conoscenza è la nostra risorsa più grande per mettere a frutto il principio economico della rendita.
Un esempio concreto: Carlissimo Me
Il mio core business è formato da consulenze e tutoraggi. La gente mi cerca e mi paga per avermi un’ora a settimana in video call tutte le settimane. Tuttavia, da febbraio di quest’anno, costretto da Facebook a scrivere fuori dalla piattaforma per non farmi censurare e bannare, ho aperto un blog e in contemporanea ho attivato una membership.
All’inizio pensavo, speravo, di ricavarne 200/300 € per coprire le spese e il tempo che dedicavo alla contro-informazione. Poi, però, mi sono accorto che la cosa stava crescendo. E per questo andava gestita con attenzione.
Nel grafico qui sotto puoi osservare quello che è successo da febbraio a novembre in termini di reddito passivo, ovvero, di guadagni derivanti dalla membership, e quindi dalla conoscenza.

Voglio tuttavia soffermarmi su alcuni aspetti, perché forse dal grafico non si capisce bene quello che è successo e cosa possiamo imparare da questa esperienza.
Per comprendere, devo fare la specifica degli incassi per ogni singolo mese. Eccola:
- Febbraio = 117,00 €
- Marzo = 109,00 €
- Aprile = 251,00 €
- Maggio = 349,00 €
- Giugno = 259,00 €
- Luglio = 335,00 €
- Agosto = 497,00 €
- Settembre = 615,00 €
- Ottobre = 642,00 €
- Novembre = 1.200,00 €
Su novembre, mese in corso, ho fatto una previsione con arrotondamento per difetto. In realtà, sono già entrati 1.000,00 €, e dal numero dei rinnovi che si addensano a fine mese, ci avviciniamo forse ai 1.300,00 €.
Dunque, in circa 9 mesi ho costruito una rendita pari a quella di chi è proprietario di un immobile di valore che concede in locazione. Ma io non possiedo un immobile. La mia risorsa è la conoscenza.
Conoscenza + blog + membership = rendita
Nessuna campagna pubblicitaria
Nota importante: non ho speso neanche un centesimo nelle campagne pubblicitarie. Quel poco – ma dignitoso – che ho costruito con Carlissimo Me è frutto solo dell’organico con il mio blog. Probabilmente, con le campagne sarei stato più veloce e avrei raggiunto risultati più importanti.
Il primo insegnamento, dunque, che possiamo ricavare da questa esperienza è che un business online si costruisce anche senza spendere soldi nelle campagne pubblicitarie. Questo lo dico per chi non ha soldi per le ADS e per questo si scoraggia.
Ovviamente, qualcosa la devi dare all’universo. Gli inserzionisti spendono soldi. E se li hanno, fanno bene. Io invece ho scritto tanto. Mi piace farlo. E non mi pesa. Ma è giusto dire come stanno le cose. Del resto, non ci poteva essere un traffico organico, senza contenuti da consultare.
Il blog come l’orto
Quali sono gli aspetti sui quali volevo soffermarmi? Se ci fai caso, a marzo ho incassato meno di febbraio. Se capita a chiunque altro, in una fase in cui cerca di far funzionare le cose, può essere scoraggiante.
A giugno ho incassato meno di maggio. Anche a luglio ho incassato meno di maggio. Ho dovuto aspettare agosto per raggiungere una cifra che per la prima volta andava oltre i guadagni realizzati nei mesi precedenti.
C’è poi stata una crescita importante tra settembre e ottobre, fino ad esplodere con il doppio degli guadagni a novembre.
Il secondo insegnamento che possiamo trarre da questa esperienza è che il blog è come l’orto: prima si prepara il terreno, poi si semina, poi ancora ci si prende cura delle piantine. Qualcuna andrà persa. E solo dopo si raccoglie.
Durante l’estate, nel mio orto, i miei figli hanno piantato dei peperoni. Le piante crescevano. I peperoni no. Qualcuno era spuntato, ma era troppo piccolo per essere colto. Con il passare dei mesi, ci siamo chiesti se non era forse il caso di sradicare quelle piante e liberare il terreno per qualche altro ortaggio. Se non che, all’improvviso, notammo una crescita dei piccoli peperoni. Ora, non erano più piccoli, ma medi e colorati. Così decidemmo di aspettare ancora. Fino a quando pochi giorni fa mio figlio Vincenzo ha raccolto i peperoni, riempiendo fino all’orlo 4 cassette di legno.
Il blog è come l’orto: devi saper aspettare. Avere pazienza. Il che non significa stare fermi, perché hai tutto il diritto di capire cosa funziona e cosa deve essere migliorato, e agire di conseguenza. Ma prima di decidere in modo definitivo, prenditi del tempo, perché all’improvviso, come i peperoni, arrivano tutti gli ortaggi, e forse anche più di quelli che ti aspettavi.
Come a novembre.
L’incredibile scatto in avanti di novembre
Hai visto a novembre cosa è successo? C’è stato uno straordinario scatto in avanti. Gli incassi sono raddoppiati rispetto al mese precedente, cioè sono aumentati in un solo mese molto più velocemente di tutti i mesi precedenti.
Quello che ho fatto per raddoppiare gli iscritti (e gli incassi) in un solo mese lo spiegherò domani sera, ore 21.30, nel webinar live premium “10 mesi di Carlissimo Me”.
Ciò che invece possiamo dire subito è che non c’è un solo motivo per cui tu debba continuare a vivere senza tempo e senza soldi solo perché hai deciso di snobbare o trascurare il concetto di rendita.
Avere un reddito passivo online da conoscenza ti rende molto più libero anche rispetto alle scemenze di quest’epoca. Chiusure, restrizioni, green pass, sono idiozie che non ti scalfiscono, se hai delle entrate che non dipendono dalla tua presenza. Capisci, vero?
Il cambiamento è possibile. Non è facile. Non è immediato. Richiede competenze, visione, entratura. Ma è possibile.
Ora, se metti sulla bilancia la tua vita attuale con tutti i sacrifici e le rinunce di cui hai memoria, e quella che invece potresti costruirti con impegno e umiltà, senza strafare, un passo alla volta, ma in modo costante, prendendoti il tempo necessario per metterti a giro, fino a conquistare la tua libertà, non vale forse la pena di provarci?


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