Pensieri personali

Siamo campioni d’Europa… per ignoranza

Perché dobbiamo smettere di essere il popolo più ignorante d'Europa

Carlo D'Angiò · 15 Ott 2024 · 2 min di lettura

Sapete qual è la cosa interessante dell’Italia? Siamo campioni d’Europa. Non per il calcio, non per il cibo, ma per essere un po’ ignoranti quando si tratta di tecnologia. Seriamente, siamo in cima alla classifica per “scarsa alfabetizzazione tecnologica”. Se ci fosse una gara di ignoranza digitale, saremmo in finale: la finale dei più ignoranti d’Europa. Ma invece di una coppa, ci danno solo un futuro incerto e un applauso sarcastico.

Il confronto con altri paesi

Mentre altri paesi investono in innovazione e competenze digitali, noi ci comportiamo come se la rivoluzione tecnologica fosse un problema di qualcun altro. “Sì, Germania e Svezia stanno investendo in AI e robotica, ma noi abbiamo ancora i negozi di lampadine che chiudono per la pausa pranzo!” È come se ci preparassimo per una gara di Formula 1 leggendo il manuale della Fiat Panda del ’94.

Qualcuno potrebbe dire che non siamo preparati, e avrebbe ragione.

L’intelligenza artificiale è già qui

Tra pochi anni, l’AI farà tutto quello che oggi richiede anni di studio. E non parlo di cose semplici come “imparare a fare il risotto”, ma di cose serie, come diventare dottori o scrivere un libro senza copiare tutto da internet. Secondo Leopold Aschenbrenner, ChatGPT e altri modelli diventeranno cinque volte più avanzati ogni anno. Nel 2027, il vostro assistente digitale potrebbe essere più intelligente di un esperto con un dottorato, e tutto questo per il costo di un Aperol Spritz al bar. Letteralmente, la conoscenza mondiale a portata di… aperitivo.

Nel frattempo, noi stiamo ancora decidendo se internet è una cosa buona o cattiva.

Dobbiamo affrontare la realtà: l’automazione è già qui, e se non ci muoviamo, saremo noi a essere sostituiti. Certo, è difficile fare spazio all’innovazione quando il nostro concetto di aggiornamento tecnologico è passare dalla pallottoliere alla calcolatrice solare, ma è il momento di cambiare.

Il rischio di essere cancellati

È triste, ma se continuiamo così, se continuiamo a essere i più ignoranti d’Europa, rischiamo di essere come il tizio che si presenta alla maratona con le infradito. Tutti corrono, e noi siamo fermi a cercare di capire come aprire la bottiglietta d’acqua.

Serve un cambio di mentalità, una rivoluzione nel modo in cui vediamo il futuro. Ma tra la nostra politica, i nostri giornalisti e la scuola… beh, a volte sembra che il massimo cambiamento a cui possiamo sperare sia che il WiFi funzioni in spiaggia la prossima estate.

Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Proprietario di questo sito e creatore di Carlissimo Me

19 anni di blogging e infomarketing. Decine di eBook scritti, venduti… e puntualmente scopiazzati da chi non ha più un’idea manco sotto tortura. Corsi che hanno generato milioni, e centinaia di webinar dove ho visto tutto: chi vola, chi si schianta, chi riappare anni dopo dicendo “avevi ragione tu”.

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