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Strategie collaterali di visibilità online: la scoperta

Carlo D'Angiò · 1 Gen 2023 · 11 min di lettura

Vivo a Gubbio da oltre un anno. Ma passo quasi tutto il mio tempo nella tenuta in cui vivo con la mia famiglia. Qui ci sono dei boschi dove mi diletto a raccogliere e tagliare legna, oltre che prendermi cura del mio orto e della mia casa. Insomma, ho bel po’ da fare. E mi rimane poco tempo per andare in giro a scoprire la città.

Carlo il boscaiolo
Carlo il boscaiolo

Ecco perché ho scarsa conoscenza dei negozi di vicinato a Gubbio. Se devo fare le copie di una chiave, o lavare la mia auto, o comprarmi un prodotto antimuffa, devo chiedere in giro a chi rivolgermi.

Il mio piccolo contributo all’economia di Gubbio è alimentato dal passaparola di chi, dietro mia richiesta, mi indica e mi suggerisce a quale negozio o artigiano rivolgermi.

Talvolta, però, è anche capitato che abbia trovato da solo il negozio o l’artigiano di cui avevo bisogno. Magari, su Google o semplicemente per strada, tra una commissione e l’altra.

In ogni caso, che il negozio mi venga indicato con il passaparola, o sia io a rintracciarlo, ciò che precede i miei acquisti è sempre e solo la scoperta.

Scopro, interagisco, acquisto. 

Niente può essere venduto, senza la scoperta del prodotto o del servizio e di chi li propone. 

Questo è un passaggio semplice ma fondamentale che non deve essere sottovalutato. Capirai, infatti, che è proprio la scoperta il momento più importante del tuo processo di ingaggio. Il pubblico deve scoprirti, prima di fare altro. E le campagne di Facebook o di Google o di Pinterest e tutte le altre hanno proprio lo scopo di aiutarti in questa fase, presentarti cioè al maggior numero di persone che ancora non ti conoscono o che ignorano l’esistenza del tuo nuovo prodotto o servizio.

Avrai poi bisogno di un funnel per ingaggiare il tuo pubblico in target e avviarlo in un processo educativo che ha lo scopo di condurre gli utenti all’acquisto. Sono le fasi dell’interazione e della conversione. In questi appunti, però, non ci soffermeremo su queste ultime due fasi. 

Ci interessa la scoperta. Perché è solo in nome della scoperta che gli inserzionisti spendono soldi per farsi conoscere. Ed è in questa fase, dunque, che dobbiamo sostituire lo schema sia pure potente e collaudato delle campagne a pagamento con quello collaterale gratuito che intendo presentarti.

È possibile avviare un business, senza spendere soldi nelle campagne?

La risposta è sì, ma dovrai rimpiazzare la tecnologia con l’intelligenza, gli automatismi con le relazioni, la potenza delle campagne con il coraggio delle idee, ma soprattutto con il tuo carattere.

L’impatto di una campagna e la psicologia degli utenti

Prendiamoci un momento per capire come agiscono le campagne sulla psicologia dei destinatari. Dobbiamo infatti avere ben chiaro lo schema dell’azione e della reazione in una campagna, prima di rimpiazzarlo con qualcosa che non ci costa nulla ma che funzioni allo stesso tempo.

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Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Proprietario di questo sito e creatore di Carlissimo Me

19 anni di blogging e infomarketing. Decine di eBook scritti, venduti… e puntualmente scopiazzati da chi non ha più un’idea manco sotto tortura. Corsi che hanno generato milioni, e centinaia di webinar dove ho visto tutto: chi vola, chi si schianta, chi riappare anni dopo dicendo “avevi ragione tu”.

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1 commento

  1. Candida Toscano

    Bellissimo articolo Carlo, grazie per lo spunto…

    Molto interessante, soprattutto per queste tue considerazioni sul traffico a pagamento, sempre più caro e sempre meno efficace😱

    Rispondi

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