Crescita personale

Un modello a misura d’uomo

Carlo D'Angiò · 26 Set 2022 · 7 min di lettura

Stasera (lunedì, ore 21.30) terrò un webinar su come creare e lanciare una newsletter a pagamento.

Tra tutti i webinar che ho realizzato e condotto in questo 2022, sembra essere quello preferito dai miei lettori, visto anche il numero degli iscritti che è superiore alla media degli iscritti che realizzo ogni mese con le mie teleconferenze a pagamento.

Un modello a misura d’uomo

È parte del mio lavoro, infatti, realizzare almeno un webinar premium al mese, oltre a portare avanti la membership, i tutoraggi, le consulenze e le mie pubblicazioni su Amazon.

È dall’insieme delle mie attività che ricavo le mie entrate, permettendo a me e alla mia famiglia di vivere in modo libero e dignitoso. Tuttavia, sebbene i miei processi produttivi siano oramai super collaudati ed estremamente prolifici, mi rendo conto che non è facile per una persona qualunque replicare il mio modello e implementarlo a proprio vantaggio.

Gli imprenditori più svegli e rampanti si circondano di collaboratori e partner. E fanno bene, perché hanno obiettivi diversi, superiori, più ambiziosi. Puntano alle sei cifre mensili. Sono giovani e pieni di energia. Se non lo fanno loro, chi lo deve fare?

Io, invece, mi sono ritagliato un modello a misura di uomo. Di un uomo di 50 anni, un po’ più stanco degli altri (semplicemente perché ha cominciato a pedalare prima degli altri). Un modello che non vuole far parlare di sé per la ricchezza che è in grado di produrre, ma che punta a non perdere mai quell’indipendenza economica e di tempo che molti vedono come un’utopia, mentre è semplicemente una piacevole routine che si consuma ogni giorno nella vita di chi come me sa fare delle cose e le fa. Punto.

L’italiano medio semplicemente se ne fotte

Ho smesso di esortare le persone a leggere, studiare, imparare, esercitarsi. O per lo meno non sono più così coinvolto emotivamente come quando cercavo attraverso i miei video di prospettare la difficile realtà che l’italiano medio avrebbe dovuto affrontare con l’avvento della tecnologia robotica e dell’intelligenza artificiale.

L’italiano medio semplicemente se ne fotte delle mie esortazioni. Al massimo, le interpreta come promozione dei miei corsi, e per questo si chiude a riccio nel suo insano scetticismo, commettendo tuttavia l’errore di saltare a piè pari tutto ciò che di buono avrebbe comunque potuto cogliere da ogni mio messaggio, video, webinar, articolo, libro, live e così via.

Ho smesso di esortare alla competenza, ma non ho smesso di acquisirla per me, per la mia crescita, per i mie scopi.

Il puzzle delle competenze

Il modello a misura d’uomo di cui parlavo poc’anzi è sostenibile solo grazie all’insieme delle competenze che, come un puzzle di tessere preziose, formano un pacchetto di ampia spendibilità sui mercati del web.

Tra i miei clienti in tutoraggio ci sono professionisti della formazione molto accreditati che pagano me per integrare quello che non hanno in organico e non sanno produrre autonomamente.

La fiamma della fierezza

Questo dovrebbe indurre chiunque sano di mente a considerare la possibilità di formarsi, riorganizzarsi, rimettersi in discussione per acquisire nuovo valore da spendere sui mercati. Senza che io debba proferire una sola frase sulla necessità di acquisire competenze, questi argomenti dovrebbero solleticare la dignità di ciascuno.

Ho scoperto il web nel 2007 – una fortuna per me – perché scalpitavo all’idea di non saperne abbastanza di Google e del posizionamento organico. Ho imparato a creare siti perché non sopportavo l’idea di rallentare la mia creatività in funzione del tempo che un web master avrebbe potuto dedicarmi per fare una pagina web. Ho imparato a fare video professionali, perché sono incredibilmente costosi ma lenti i servizi di settore. 

E così ogni altra cosa, da Photoshop a Vellum, da Divi a WordPress, da Pages a Keynote e così via.

C’è una fiamma dentro di me che si accende tutte le volte che incontra una sfida. Si chiama fierezza, e dovrebbe essere anche dentro di te e dentro ognuno di noi.

Le competenze sono una sfida per questa fiamma che non dovrebbe mai spegnersi. Eppure, dopo 15 anni di attività online a contatto con le persone, noto con mio grande dispiacere che di quella fiamma non è rimasto neanche più il ricordo. L’italiano medio se ne fotte delle mie esortazioni nella stessa misura in cui se ne fotte della sua dignità.

La buona notizia

Il webinar che terrò questa sera alle 21.30 non è per l’italiano medio. Perché la newsletter a pagamento implica uno sforzo di creazione dei contenuti che non può scaturire dall’incompetenza. Gente che nel 2022 non sa ancora cosa sia PayPal o WordPress, ha bisogno di molti anni ancora per colmare una lacuna formativa che è profonda come una voragine. Ma anche per chi pensa di sapere il fatto suo, c’è da tenere conto che la newsletter implica uno sforzo di scrittura, questa sconosciuta. E qui, sulla scrittura, cadono un po’ tutti come birilli.

Tuttavia, c’è una buona notizia che i miei lettori dovrebbero considerare soprattutto alla luce di quello che pensano di saper fare o di non saper fare.

La buona notizia è che questo modello di business della newsletter a pagamento è il più semplice in assoluto sul piano tecnico delle cose da fare

C’è da scrivere, certo. E c’è da scrivere bene su argomenti per i quali la gente è disposta a pagare (lo vedremo stasera). Ma a parte questo, non ci sono questioni difficili da comprendere. Anzi, si riduce dell’80% almeno il carico di processi e step da implementare perché il modello sia creato e cominci a funzionare.

Persino il self publishing con i ghost writer – che è stato di certo un modello più facile rispetto ai video corsi – appare incredibilmente più complicato della newsletter premium. 

Pasquale Baudaffi

Per intenderci, devi pensare a quella scena del film “Vieni avanti cretino” in cui Lino Banfi trova lavoro in un’azienda di cibernetica e gli vengono assegnate inizialmente delle mansioni semplici. Si trattava, infatti, di spostare delle leve al suono di un cicalino. Tutto qui. “La sua soddisfazione è il nostro miglior premio”, ricordi la scena?

Scena del film "Vieni avanti cretino" con Lino Banfi e Alfonso Tomas
Scena del film “Vieni avanti cretino” con Lino Banfi e Alfonso Tomas

Con il passare dei minuti, tuttavia, le incombenze di Pasquale Baudaffi (Lino Banfi) venivano aumentate dal direttore nevrotico, il dr. Tomas. Gli verranno assegnate, infatti, delle mansioni ripetitive ed alienanti che lo porteranno a dare in escandescenze, fino a far saltare in aria lo studio.

Ecco, è questa la scena che devi rimembrare. La situazione attuale per uno che non ha molta esperienza con le questioni di web è simile a quella di Pasquale Baudaffi. Troppe incombenze, infinite leve da spostare, un numero incredibile di cicalini che suonano a cui prestare attenzione.

Con la newsletter a pagamento, invece, tutto questo scompare. Hai una sola cosa da fare: scrivere bene su argomenti spendibili. E questo lo puoi fare anche se sei un vecchio scarpone o un insegnate di storia in pensione. Anzi, vedremo proprio come gli insegnanti stiano facendo un uso estremamente brillante della newsletter a pagamento, con migliaia di iscritti paganti per nicchie specifiche di cultura umanistica.

Non ti iscrivere a questo webinar, se non sai scrivere e se non hai qualcosa di interessante da raccontare al mondo. Ma fallo, se stai cercando un modello di business a misura d’uomo che funzioni in modo semplice, senza sito, senza plugin, senza programmi particolari o conoscenze tecniche specifiche.

Stasera alle 21.30. Io ci sarò.

Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Proprietario di questo sito e creatore di Carlissimo Me

19 anni di blogging e infomarketing. Decine di eBook scritti, venduti… e puntualmente scopiazzati da chi non ha più un’idea manco sotto tortura. Corsi che hanno generato milioni, e centinaia di webinar dove ho visto tutto: chi vola, chi si schianta, chi riappare anni dopo dicendo “avevi ragione tu”.

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