È Natale. Abitualmente scrivo un messaggio per i miei amici e lettori. Il mood di questo periodo – che vivo sempre con grande gioia – mi porta a scavare nei ricordi, nei sentimenti, a cercare vibrazioni forti, a volare alto con frasi toccanti che sappiano scuotere il cuore della gente.
Quest’anno, però, non andrò alla ricerca di ispirazioni elevate e astratte da soffiare sugli animi speranzosi di chi mi legge.
Siamo tutti così provati dalle aberrazioni e dal dolore degli ultimi tempi che forse è meglio spendere qualche parola sul quotidiano, su quello che serve domani per difenderci, sulla necessità di sbracciarsi le maniche e darsi da fare.
La vera faccia del sistema
Il sistema ha mostrato il suo volto orripilante. Tutte le certezze sono crollate in pochi mesi. Ciononostante, molti continuano a tenersi nel sistema, forse per abitudine, forse per necessità, forse per mancanza di un piano alternativo.
Non giudico. Non è questo il mio intento. Se continui a fare quello che hai sempre fatto, ci sarà un motivo. Ma se continui a fare quello che hai sempre fatto, ottieni quello che hai sempre ottenuto.
Devi visualizzare questa condizione: tu, oggi, la tua vita, le tue prospettive, la tua soddisfazione.
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Nessuno è felice per sempre, ma…
Potrei chiederti se sei felice. Ma sarebbe una domanda retorica, un po’ sciocca, un po’ stucchevole. Del resto, chi è sempre felice? Nessuno.
La felicità è uno stato della mente che varia con le circostanze, con le vicissitudini, con i pensieri che promanano dall’esperienza quotidiana. Non esiste uno standard della felicità, perché si può essere felici con poco. E con altrettanta pochezza di accadimenti si può rimanere imbrigliati nell’infelicità più devastante.
Il 24 dicembre di molti anni fa ero seduto alla scrivania, angosciato dal fatto che avevo solo 20 euro in tasca. E niente più. Ero affranto per quella mia condizione. Ed ero preoccupato. Avrei dovuto gestire il cenone della vigilia con soli 20 euro. Operazione possibile, ma triste. Oltretutto, senza neanche la possibilità di fare un piccolo regalino ai miei figli. All’epoca erano bambini. E l’idea di non dare loro un pacchettino da scartare mi faceva piangere.
Mentre mi arrovellavo la mente intorno a questi pensieri, mi arrivò una notifica di PayPal. Una persona comprò un mio prodotto al prezzo di 280 €.
In quel momento, con 300 € (in tutto) nelle mie tasche, ero l’uomo (e il papà) più felice del mondo. E con me, il giorno dopo, anche i miei figli e mia moglie.
Si può essere felici con poco, appunto.
Conosco tuttavia noti personaggi del web molto ricchi e famosi che se non tirano un po’ di polvere bianca tutti i giorni cadono in un forte stato depressivo, arrivando persino a formulare pensieri fatali molto brutti.
Con altrettanta pochezza di accadimenti si può rimanere imbrigliati nell’infelicità, appunto.
Avere più tempo di qualità
La scelta di cambiare non deve tanto inseguire la felicità, che è implicita, anche se estremamente mutevole, quanto piuttosto l’opportunità di avere più tempo per vivere in larghezza, come diceva Luciano De Crescenzo nel suo celebre film “32 dicembre”.
Il guaio è che gli uomini studiano come allungare la vita, quando invece bisognerebbe allargarla.
Che cosa vuol dire? In questa clip qui sotto puoi capirlo facilmente.
Hai bisogno di tempo, di un tempo che puoi vivere a modo tuo senza impoverirti. Un tempo per amare, per giocare, per leggere, dipingere, passeggiare, pregare, tagliare legna, viaggiare, incontrare nuova gente, aiutare gli altri…
Un tempo che mentre lo usi non subisci un richiamo dai superiori o le lamentele dei clienti o il ricatto di chi non ti paga se non esegui gli ordini. Un tempo che, purtroppo, non potrai mai avere in un sistema sapientemente orchestrato per schiacciarti.
Il tuo tempo migliore è fuori da questo sistema.
Scappa per vivere in larghezza
Cerca il filo che ti riconduce all’uscita. Scappa dalla caverna. Segui la luce del sole. Ignora le ombre sui muri. Non avere paura.
Vivere in larghezza significa vivere di più e vivere meglio. Ed è una scelta che comincia con un piccolo gesto di coraggio.
Analizza la tua routine, le tue abitudini, le cose che fai ogni giorno. Scegline una importante. Cambiala. Falla diversamente. O addirittura cancellala dalla tua routine.
Un esempio? Prenditi un’ora per te ogni giorno per passeggiare. Ma lascia il telefono a casa. Cammina in mezzo al verde, tra i campi o in montagna.
Immersi nella natura produciamo ormoni del benessere. Questi ci aiutano a pensare e a connetterci con la nostra parte creativa, che è poi la nostra parte divina.
Ripeto, però, senza smartphone, senza whatsapp, senza Facebook o Instagram. Questo è ciò che devi cambiare. Lascia le cazzate nel cruscotto della tua auto. E comincia a vivere in larghezza.
Buon Natale.


Questo post è stupendo!
Confermo per esperienza personale che prendersi del tempo lontano dalla “finestra sul sistema” è molto molto benefico.
Auguro a te e alla tua splendida famiglia Buone feste e ogni bene.
Buona vita caro Carlo.