Crisanti dice che a morire di più sono i vaccinati fragili, non i no-vax. Ed è subito caos. Si scatenano i giornalisti di sistema. Partono le retrovie dei Fact-checker. C’è bisogno di stringere le fila sul vaccino.
Contrattacco immediato. Respingere il fuoco nemico che si confonde con quello amico, è questo l’intento del comandante.
Dicono “Comunicazione confusa”
E a proposito di confusione, si parla di comunicazione confusa. Lo scrive un tale Roberto De Vogli, professore dell’Università di Padova, sul blog de Il Fatto Quotidiano (Sulla pandemia si torna a dare i numeri: stop alla comunicazione confusa) accusando il quotidiano La Verità di essersi superato nella produzione di fake news, poiché avrebbe, a suo dire, citato Crisanti a sproposito.
Poi ci ritorniamo su questo concetto.
Intanto, cosa fa costui per dirimere il caos e ridurre la confusione al riguardo? Cita prima The Lancet che in uno studio afferma che la vaccinazione contro il Covid-19 ha sostanzialmente alterato il corso della pandemia, salvando una stima di 14,4 milioni di vite in tutto il mondo da dicembre 2020 a dicembre 2021.
Poi, indica un report del’ISS al cui interno dovremmo ricavare i dati secondo cui i tassi di ospedalizzazione sarebbero più alti per i non vaccinati che per i vaccinati.
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Parliamone.
The Lancet, tutto e il contrario di tutto
Riguardo allo studio di The Lancet, una sola domanda: stiamo parlando della stessa rivista scientifica che in quest’altro studio dice che non solo i vaccini non sono stati all’altezza delle aspettative iniziali di efficacia, ma ora mostrano persino un’efficacia negativa?
Per efficacia negativa, precisiamolo, si intende che se hai ricevuto il vaccino e sei esposto al COVID, hai più probabilità di ammalarti rispetto a un non vaccinato.
Già, proprio The Lancet ha scritto queste cose. Non io.
Ora, delle due l’una: o The Lancet è una rivista autorevole da leggere con attenzione tutte le volte, qualunque sia la storia che racconta, oppure non lo è, e dovremmo smetterla di chiamarla in causa, visto che dice tutto e il contrario di tutto. Di sicuro non possiamo citarla solo per convenienza al fine di sostenere tesi assurde su un siero sperimentale come se fossimo tifosi da stadio.
Gli effetti del vaccino sulla gente sono cosa diversa da ciò che viene raccontato nei report e nelle statistiche degli istituti. Dovremmo smetterla di fare scienza medica sulle carte. Perché le carte si alterano. Come sono state alterate molte carte vaccinali per esplicita ammissione della Pfizer.
Dovremmo invece fare scienza medica sulla gente, su quello che sta vivendo, quando riesce a viverlo.
Il report dell’ISS, una supercazzola
Riguardo ai tassi di ospedalizzazione di cui parlerebbe il recente report dell’ISS, mi piacerebbe capire (onestamente) a quale punto, in quale pagina, in quale grafico, il suddetto De Vogli, professore dell’università di Padova, abbia scorto quelle informazioni.
Sono pronto a prendere atto che quel report dica realmente da qualche parte ciò che egli scrive nel suo pezzo. Salvo poi districare la matassa dei processi di formazione di questi dati su cui insiste oramai un’ombra spaventosa e tremenda che andrebbe rimossa il prima possibile, visti i livelli di sfiducia verso la scienza e le istituzioni.
Temo, tuttavia, che si tratti ancora una volta di contorsioni interpretative, le vere fake news di quest’epoca oscurantista, che hanno lo scopo di ripristinare una percezione del fenomeno vaccinale che è stata incredibilmente alterata dalla narrazione unica.
Che cosa confonde? Lo sproposito? O il proposito?
In tutto questo, però, resta il dubbio iniziale sulla comunicazione confusa. Che cosa confonde? Per caso, la notizia che i vaccinati fragili di Crisanti muoiano più dei non vaccinati?
E a proposito di Crisanti, se La Verità lo avrebbe citato a sproposito, quale sarebbe il modo di citarlo “a proposito”? Come andrebbe raccontata quella esternazione, senza creare confusione?
Io dico che se oggi parli con i vaccinati, uno su due ti dirà che non vorrà più saperne del vaccino. Non perché un cugino no-vax lo abbia dissuaso, ma semplicemente perché dalle dosi già fatte ha ricavato solo sofferenza e dolore.
E, purtroppo, non è finita qui.
Nota a margine: più che chiederci chi sia più resistente al covid tra i vaccinati e non, dovremmo chiederci quanti danni sta producendo il vaccino, anche senza il covid.


Prima che imponessero la puntura non c’era niente da cui proteggersi se non la puntura stessa.
Il COSO “semmai esiste”, è stato introdotto dalla puntura, che lungi dal proteggere da qualcosa che non esiste, ha il preciso scopo di ammalare le persone.
Nonostante ci ripetiamo sempre, fino alla nausea, questo concetto è inarrivabile dalla gente comune abituata a subire la vita invece di viverla.
Chi non si è mai chiesto il perché delle cose è destinato a subirle.
Il medicozzo citato nell’articolo è un criminale, perchè finchè gli è convenuto ha promosso la propaganda a discapito della persona umana.
In ogni caso per costui il tornaconto personale rimane la cosa più importante, nonostante le evidenze dei danni che sta subendo chi si è punturato. Infatti da’ una botta alla botte e una al cerchio creando appunto “confusione”.
E’ leggermente combattuto tra la “convenienza in dollaroni per se stesso” e il pericolo a cui sta andando incontro ora che i veli stanno cadendo e la gente, almeno quella a cui è rimasto un briciolo di dignità e un pò d’amore per la vita, inizia finalmente a “vedere”.