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Primi passi per creare il tuo blog

Guida semplificata per attivare e personalizzare il tuo spazio online con WordPress

da | Giu 27, 2024 | 0 commenti

Abbiamo già parlato di cosa sia un blog e di come potrebbe essere utile, se non addirittura terapeutico, cominciarne uno anche a 60 anni. Abbiamo anche visto, con esempi e video esplicativi, cosa sia e come lavora ChatGPT, un assistente digitale che può aiutarti a scrivere articoli, report, libri, piani editoriali ecc. Ora, vediamo quali sono i primi passi per creare un blog, il tuo blog.

Non preoccuparti se la tecnologia non è il tuo forte. Non devi costruire un blog da zero. Ci sono diverse piattaforme online che ti permettono di creare un blog facilmente, anche senza essere esperti di computer.

primi passi per avviare un blog

Prima di iniziare con il tuo blog, però, c’è bisogno di un indirizzo internet, chiamato dominio, e di uno spazio online dove mettere i tuoi contenuti, noto come “spazio web”.

Non sempre è necessario, tuttavia, avere un proprio spazio web.

Per esempio, se utilizzi il sito blogger.com, tutto diventa più semplice. Questo sito è di proprietà di Google e ti offre già lo spazio web necessario. Qui, puoi creare un tuo profilo e iniziare subito a scrivere e pubblicare i tuoi articoli senza complicazioni.

blogger.com
blogger.com

Io, però, non amo questa soluzione. Non mi piace usare blogger.com o altre piattaforme che non sono di mia proprietà, principalmente per una questione di libertà di espressione.

Durante gli anni della pandemia, e anche oltre, tutti noi abbiamo potuto toccare con mano l’incredibile, aberrante e scandalosa censura compiuta a ogni livello non solo dal mainstream, ma anche dai social media come Facebook, Twitter (prima che diventasse X), Youtube ecc. Limitazioni che ancora persistono e che sono giustificate con la teoria del fact checking.

Apro velocemente una parentesi sull’argomento, con il solo scopo di difendere la nostra libertà di espressione e, di conseguenza, l’esigenza di avere un blog che sia nostro e non dipenda dalle policy o dall’umore di altri.

I danni sottovalutati del fact checking

In primo luogo, il fact checking si basa sull’assunzione che esista una verità univoca e oggettivamente verificabile. Tuttavia, molte questioni, specialmente quelle politiche e sociali, sono intrinsecamente soggettive e multisfaccettate.

Come possiamo, allora, affidare a un ente o a un’organizzazione il potere di determinare la “verità”? Questo centralizza il potere informativo e rischia di creare una realtà monolitica, filtrata attraverso l’ideologia di chi controlla il fact checking.

In secondo luogo, i fact checker sono esseri umani a stipendio e, come tali, suscettibili di pregiudizi e spesso di non-senso. Anche se ci sforziamo di essere imparziali, la selezione dei fatti da verificare, il linguaggio usato per descriverli, e le fonti scelte per confermarli possono tutti introdurre sottili distorsioni.

Chi controlla i controllori? E come possiamo essere sicuri che il loro lavoro sia veramente imparziale e non un ulteriore strumento di manipolazione?

Terzo, il fact checking può indurre fiducia cieca e acritica tra il pubblico. Presentando una narrazione “verificata”, si disincentiva la popolazione dal ricercare autonomamente informazioni e a sviluppare un pensiero critico.

Invece di educare il pubblico a navigare nel complesso mare delle informazioni, il fact checking può trasformarsi in un’autorità paternalistica che decide cosa è vero e cosa non lo è.

Il fact checking, dunque, rischia di soffocare il dibattito, di centralizzare il potere informativo e di sopprimere il pensiero critico. Invece di affidarci ciecamente a questi guardiani autoproclamati della verità, dovremmo incoraggiare un approccio più democratico all’informazione, promuovendo l’educazione mediatica e il pensiero critico tra tutti i cittadini. Così facendo, possiamo realmente aspirare a una società informata e libera.

Chiusa parentesi.

Il blog come strumento di proiezione del sé

Il blog è uno strumento formidabile, perché proietta di noi quello che siamo. E quello che siamo diventa una componente di valore su cui si costruisce la fiducia con i lettori che prima diventano amici e poi clienti.

Ne parlo meglio in questo articolo.

Per tale motivo, sebbene ti abbia illustrato la possibilità di iniziare un blog su blogger.com senza dover gestire uno spazio web, nel nostro corso ci concentreremo su come creare un blog completamente tuo (WordPress) con un dominio personale e il tuo spazio web dedicato.

Con questa lezione ho cercato di semplificare al massimo concetti e termini che spesso mettono in difficoltà chi non ha molta dimestichezza con le questioni del web. Troverai, altresì, una procedura guidata con molte immagini per capire passo dopo passo come acquistare il tuo dominio e il tuo spazio web, senza dover dipendere da nessuno. Ti basterà leggerlo, e poi usarlo come canovaccio pratico per agire subito e avere in pochi minuti, finalmente, il tuo dominio.

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Autore, publisher e speaker. Consulente e coach specializzato in blogging business e membership. Podcaster appassionato e pioniere nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale applicata al testo e alla grafica.

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